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Cannizzaro chiarisce: “La Reggina non è stata autorizzata dal Tribunale”

Durante la seduta alla Camera dei Deputati, l'onorevole Cannizzaro ha affrontato il tema della penalizzazione della Reggina

di Filippo Francesco Idone
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Il caso Reggina sta facendo scalpore. La squadra amaranto è stata penalizzata di 7 punti: 3 nella giornata del 17 aprile scorso per responsabilità propria e responsabilità diretta per una serie di violazioni in materia gestionale ed economica, e nella giornata del 4 maggio per ulteriori adempimenti. L’11 maggio ci sarà l’udienza di appello alla Corte Federale per poter togliere parte (o tutti) i punti di penalizzazione. Nella seduta numero 98 alla Camera dei Deputati, Francesco Cannizzaro, onorevole di Forza Italia, ha preso la parola parlando del rapporto tra la giustizia sportiva e quella ordinaria: “Con questa interpellanza abbiamo inteso mettere al centro del dibattito parlamentare un tema attuale, ossia il rapporto tra la giustizia sportiva e quella ordinaria. Emergono dei casi che meritano profonda riflessione. Nel caso della Reggina, si ha una applicazione della disciplina della crisi di impresa, per una questione ereditata dalla precedente gestione. La Reggina non è stata autorizzata dal Tribunale di Reggio Calabria a poter adempiere a determinati pagamenti che comprendono parte di alcuni emolumenti e contributi dei calciatori, perchè ritenuti non necessari alla continuità aziendale. E qui il paradosso. Per l’ordinamento sportivo costituisce un illecito che penalizza la società sportiva. Riteniamo e auspichiamo una soluzione che possa allineare l’ordinamento sportivo con quello statale. E attenzione, oggi questo problema riguarda la Reggina, ma nel futuro magari immediato potrebbe riguardare molte società del nostro paese che avrebbero necessità di ricorrere allo stesso strumento utilizzato dalla società amaranto. Obiettivo, non fare fallire le aziende ed in questo caso le aziende che si occupano di sport. Mi auguro che questo Parlamento, ed io mi farò da promotore, punti ad armonizzare i due ordinamenti. Lo dobbiamo al paese ed allo sport”. 

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