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Il Commissario metropolitano Udc Occhipinti interviene sulla depurazione delle acque di balneazione

Chiesta un’azione straordinaria per tutelare ambiente, salute e turismo

di N L

“I dati diffusi da Arpacal e pubblicati sul portale acque del Ministero della Salute certificano un fallimento che non può più essere ignorato: lungo i 26 chilometri di costa reggina, i siti classificati con “qualità scarsa” delle acque di balneazione sono passati da 9 nel 2011 a 12 nel 2024.

In parole semplici, un terzo del nostro litorale è oggi interdetto alla balneazione. Una situazione allarmante che pone un serio problema di salute pubblica, tutela ambientale e credibilità turistica del territorio”.

A sostenerlo, tramite una nota stampa, è il Commissario Metropolitano dell’Udc Riccardo Occhipinti.

“Il caso più emblematico – prosegue Occhipinti – è quello del parco lineare sud, un’area che nei piani dovrebbe rappresentare un punto di attrazione e rinascita del nostro lungomare, ma che oggi viene segnalata da Arpacal come sito industriale e quindi inadatto alla balneazione, in contrasto con quanto indicato nel piano comunale spiagge. Un corto circuito istituzionale che dimostra, ancora una volta, la grave mancanza di pianificazione, coordinamento e controllo da parte degli enti preposti”.

“L’Udc chiede con forza – spiega il Commissario metropolitano – che la Città Metropolitana e la Regione Calabria diano immediata attuazione a un piano straordinario per il risanamento della rete fognaria e degli impianti di depurazione, molti dei quali versano in condizioni critiche. È inaccettabile che nel 2025 una città come Reggio Calabria non disponga ancora di una mappatura aggiornata ed efficiente del sistema di collettamento e che interi quartieri restino scollegati dalla rete di smaltimento delle acque reflue. Preoccupano inoltre i ritardi nel passaggio di competenze tra Idrorhegion e Sorical per la gestione della depurazione. Non si può più parlare di “vocazione turistica” se non si è in grado di garantire ai cittadini e ai visitatori un mare pulito, sicuro e fruibile. L’Udc sarà in prima linea per pretendere un cambio di rotta deciso, a partire da un tavolo permanente tra enti locali, Regione e Governo per sbloccare investimenti, accelerare la progettazione e garantire controlli seri ed efficaci”.

 

 

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