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Anno Scolastico 2025/26: anche la scuola reggina alle prese con le nuove sfide educative dal 1° Settembre

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del prof. Leone sulle sfide che si appresta ad affrontare la scuola reggina per l'inizio anno

di redazione

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del prof. Leone sulle sfide che si appresta ad affrontare la scuola reggina dal 1 settembre, in vista dell’inizio anno scolastico 2025/26

Ancora qualche settimana di vacanze e poi per gli studenti reggini  delle scuole di ogni ordine e grado, così come per altri loro colleghi di buona parte delle regioni italiane ,si riapriranno le porte delle aule per l’inizio delle lezioni fissato a martedi 16 settembre.

Nelle scuole superiori ,poi, in  questi ultimi giorni di agosto si stanno svolgendo gli esami valutativi delle carenze  riscontrate a giugno da espletare entro la fine dell’anno scolastico e quindi entro il 31 agosto per decidere l’ammissione o la non ammissione di centinaia di studenti  alla classe successiva. Si tratta di quelle prove che una volta erano chiamati esami di riparazione.  Interessano mediamente  centinaia di studenti che nello scrutinio di giugno hanno avuto il  cosiddetto giudizio sospeso. La percentuale  di costoro quest’anno è dell’11,2%.

Lunedì 1 settembre ,dunque, la scuola riparte per un nuovo anno scolastico. Una ripartenza che coinvolge milioni di persone tra alunni, personale docente e amministrativo e le stesse famiglie.

Si riparte, anche, con incertezze e  preoccupazioni di varia natura :dal costo della vita che aumenta con gli stipendi degli italiani divorati dalle tasse e senza una prospettiva di adeguamento economico dignitoso, agli scenari infuocati dell’est-Europa e del Medio Oriente con conseguenze devastanti per l’economia dei singoli e dello Stato.

Ma che anno sarà per la scuola italiana e calabrese in particolare, per i nostri studenti, per tutti coloro che vi lavorano: docenti, personale ATA, dirigenti.

Se la scuola, così come la sanità e la giustizia, misura lo stato di salute sociale e democratico di uno stato, di un territorio, non c’è da stare allegri. Molto è rimasto come prima, gli stessi disagi, gli stessi problemi di prima.

 

I numeri della scuola reggina

 

Lo scenario scolastico 2025- 2026 inizia per  dirigenti, docenti e  personale amministrativo, come al solito, con tutta una serie di operazioni di natura collegiale, dal   piano annuale delle attività alla rivisitazione del piano dell’offerta formativa e la preparazione delle attività di accoglienza per le matricole reggine dei vari ordini di scuola statale.

In tutto gli studenti della nostra provincia nell’anno scolastico 2025-2026 saranno 70.500, così distribuiti fra i vari ordini di scuola: 8.404 infanzia, 21.149 primaria,13.773 media, 27.144 superiore. Cui vanno ad aggiungersi gli allievi delle scuole paritarie.

Resta, purtroppo, la tendenza, che si registra da tempo ad una diminuzione della popolazione scolastica anche nella nostra provincia, quasi duemila in meno rispetto all’anno scorso.

Nel Reggino ad affrontare i prossimi esami di maturità, che avranno inizio mercoledì  18 giugno 2026, nelle scuole superiori  statali saranno più di 5.263 allievi, mentre nella scuola media inferiore altrettanti per gli esami finali del triennio.

 

Cosa prevede il nuovo calendario scolastico:una lunga maratona di 204 giorni

 

Questo è il ventiquattresimo anno della devolution  nel quale le Regioni autonomamente  fissano la data d’ inizio e  il termine delle lezioni.

In Calabria il termine è stato decretato per sabato 8 giugno 2026.

Le attività educative nella scuola dell’infanzia, invece, termineranno in quasi tutte le regioni il 30 giugno 2026.

Per tutti, giorno più giorno meno, una lunga maratona di nove mesi di lezione, 204 giorni per la Calabria.

I giorni di festa (escluse le domeniche) previsti dal calendario ministeriale sono al momento 11, vincolanti su tutto il territorio nazionale.

E cioè l’1 novembre, festa di tutti i Santi; l’8 dicembre, Immacolata Concezione; il 25 dicembre, Natale; il 26 dicembre; l’1 gennaio, Capodanno; il 6 gennaio, Epifania; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile, Anniversario Liberazione; l’1 maggio, Festa del Lavoro; il 2 Giugno, Festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono.

Il decreto del Presidente della Regione Calabria stabilisce, poi, che non si effettueranno lezioni   da martedi 23 Dicembre 2025 al martedì 6 Gennaio 2026  vacanze natalizie; da giovedì 2 a martedì 7 aprile 2026 vacanze pasquali; sabato 2 maggio interfestivo.

Il nuovo calendario, così come prevede l’autonomia scolastica , è , comunque, flessibile e dà la possibilità alle scuole di proporre gli adattamenti che possono riguardare anche la data di inizio delle lezioni , nonché la sospensione, in corso di anno scolastico, delle attività educative e delle lezioni prevedendo, ai fini della compensazione delle attività non effettuate,modalità e tempi di recupero in altri periodi dell’anno. Sicchè anche le scuole della nostra provincia potrebbero  iniziare le lezioni ancor prima del 16 settembre.

Continua a permanere la tendenza al colore rosa nei numeri della dirigenza scolastica calabrese e reggina in particolare e l’abbassamento dell’età media dei responsabili degli istituti.

 

Le sfide ricorrenti del sistema educativo

Quali le novità che si prospettano per il nuovo anno scolastico?

Sono tante le novità che attendono la scuola a poche settimane, ormai, dall’avvio delle lezioni. Il cellulare sarà bandito durante le lezioni in tutti gli istituti di ogni ordine e grado: il ministero dell’Istruzione ha diffuso infatti a giugno una circolare che dispone a partire da settembre anche per gli studenti delle superiori – al primo ciclo i telefonini erano già stati vietati – il divieto di utilizzo del telefonino durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico.

Entrano  in vigore, sempre da settembre, le nuove disposizioni sul voto in condotta: d’ora in poi chi riceverà un 5 in condotta dovrà ripetere l’anno, mentre con il 6 alle superiori sarà “rimandato a settembre” e per essere promosso dovrà superare una prova avente per oggetto i valori di cittadinanza. Il voto in condotta torna alle medie (espresso in decimi) e farà media. In generale il voto in condotta dovrà essere riferito a tutto l’anno scolastico e non più al quadrimestre e inciderà anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Maturità. Già nell’anno scolastico 2024-2025 sono invece entrate in vigore le nuove linee sull’Educazione civica e l’Educazione alle relazioni e un aggravio delle sanzioni e delle pene – compreso l’arresto in flagranza – per chi aggredisce il personale scolastico.

Un’altra novità riguarda l’esame di Stato, la cui riforma è già pronta. I principali cambiamenti riguarderanno: la struttura delle prove scritte, che sarà ripensata per dare maggiore peso a competenze trasversali e problem solving; l’implementazione di una prova nazionale unica per discipline chiave come italiano e matematica, con la possibilità per i licei scientifici di svolgere la seconda prova di matematica con modalità innovative; infine, sarà data maggiore importanza all’esperienza dei Pcto (ex alternanza scuola-lavoro) e al percorso di studi degli ultimi tre anni, che conteranno più significativamente nella valutazione finale dell’esame.

Accanto alle novità esistono poi i problemi di sempre. Solo per citarne alcuni :dall’annosa penuria di docenti alla qualità della formazione e dell’offerta formativa, dalla abbondanza delle classi pollaio alle modeste condizioni retributive e lavorative del personale scolastico, alla mancata riforma della carriera degli insegnanti, alla assenza di interventi per migliorare l’efficienza e  l’efficientamento energetico in strutture ad elevatissimo consumo e dispendio energetico, alla accessibilità degli istituti per gli studenti disabili.

Comunque, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: riforme incomplete, cambiamenti continui, spesso improvvisati, sperimentazioni, progetti, innovazioni metodologiche e pedagogiche digitalizzazione a tappe forzate in quanto considerata la panacea di ogni problema, fanno poi puntualmente registrare un tracollo delle conoscenze e capacità cognitive essenziali dei giovani: le prove Invalsi, le indagini  Pisa, le statistiche varie ci consegnano da anni il desolante quadro di una sorta di giovanile semianalfabetismo dilagante, a cui si aggiunge un analfabetismo emotivo e sentimentale, aggravatosi dopo il lockdown, alla base dei numerosi episodi di teppismo, bullismo e criminalità nei confronti dei docenti, nemmeno più supportati dalle famiglie, come accadeva un tempo. A proposito a quando la figura dello psicologo in pianta stabile almeno nelle scuole maggiormente a rischio.

Le risorse destinate al sistema scolastico diminuiscono nell’indifferenza di tutti. La scuola, invece, deve essere la priorità perché ne va del nostro futuro.

Messi in fila, questi dati raccontano di un ritardo preoccupante della regione calabrese  e risultati ancora peggiori in alcune realtà locali.

Perciò è necessario pensare una scuola nuova con modelli metodologici e valutativi rivisti in profondità e con una reale personalizzazione dei percorsi. Serve un cambio di passo per garantire pari opportunità e successo formativo a ogni studente. Solo così potremo pensare di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi che affollano le nostre scuole, preparandoli alle esigenze del mondo, del lavoro e delle università.

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