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Reggio, “Onda Orange”: “Relazione tra la Città ed il Mare, mai davvero compiuta”

"Quasi 9 mesi l'anno le tematiche di balneazione del litorale reggino e scarichi a mare vengono cancellate dal dibattito", scrive il Movimento

di redazione
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Il Movimento Civico “Onda Orange” porta al centro del dibattito il rapporto tra la Città ed il Mare, una relazione che, secondo gli attivisti del Gruppo, non è mai davvero sbocciata per diverse motivazioni differenti, variate nel corso del tempo: “La geografia indica che Reggio Calabria è una città sul mare ma il capoluogo reggino è veramente una città di mare?
A giudicare dai culti non si direbbe. La venerata effige della santa patrona è collocata quasi tutto l’anno in collina. Grande venerazione è altresì rivolta verso la Madre di Polsi o Madonna della Montagna. Passando alla tradizione culinaria questa è prevalentemente aspromontana con qualche piccola eccezione.

Nella sua caratteristica contraddittorietà Reggio è una città sul mare ma che guarda verso l’interno e solo negli ultimi decenni sta ricucendo, a rilento, un rapporto verso lo Stretto.

Le motivazioni storiche sono molteplici. Il mare per secoli ha rappresentato una minaccia dalla quale difendersi dietro le mura cittadine e quando i bastioni hanno lasciato spazio ad altro ci ha pensato la ferrovia a dividere la città dal mare.
Con la costruzione del lungomare Falcomatà, Reggio ha riabbracciato in modo diretto il proprio litorale ma il feeling è ancora tutto da costruire.

Quasi nove mesi l’anno le tematiche della balneazione del litorale reggino e degli scarichi a mare vengono cancellate dal dibattito per essere poi trattate in modo ciclico e retorico nei mesi estivi.  La discussione non prefigura mai modalità chiare per lenire o risolvere questi problemi atavici.  Proprio quel mare, oggetto delle annuali interdizioni alla balneazione, registra tuffetti a capodanno dei vertici dell’amministrazione comunale. Un modo bizzarro di affrontare una delle leve più importanti per il futuro della città.”, scrive nel comunicato il Movimento Civico “Onda Orange”.

 

“I numerosi scarichi a mare nel centro storico e nel nuovo parco lineare sud, impediscono a cittadini e turisti di godersi in modo salubre un tratto di costa che resta paesaggisticamente un luogo decisamente invidiabile.
Reggio oggi ha la necessità di proiettarsi nuovamente verso lo Stretto e verso il Mediterraneo e una chiave importantissima può essere rappresentata dal costruendo museo del mare, a patto che si riesca ad essere concreti e scientifici nel racconto che questa importantissima struttura dovrà fare, evitando di divenire l’ennesimo progetto rivoluzionario trasformato in scatola vuota.

I primi segnali su questo percorso non sono certo incoraggianti, data la stravagante idea di dedicare questo polo culturale all’illustre reggino Gianni Versace che certamente merita maggiore memoria a Reggio ma rimane tutto da spiegare il rapporto tra il grande stilista e il mare.

Il museo dovrà essere un luogo dinamico, in cui si dovrà raccontare non solo il passato ma anche il futuro di Reggio e la sua posizione geopolitica al centro del Mediterraneo. Un luogo nel quale realizzare una narrazione capace di raccontare Reggio ai reggini e ai turisti.  Un racconto capace di guardare avanti, perché le scelte che noi compiamo oggi ricadono sui nostri figli. Occorre dare un senso e una vocazione a questa struttura. Da qui deve partire una vera e propria rivoluzione del rapporto tra Reggio e il suo mare in direzione del quale la Città deve intravedere il proprio futuro.”, conclude il Movimento Civico “Onda Orange”.

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