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Reggio: Focus di “Onda Orange” sulle Opere Pubbliche incompiute

Focus del Movimento Civico "Onda Orange" sul ponte di collegamento sul Calopinace e le aste iniziate 30 anni fa

di redazione
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Continua il viaggio del Movimento Civico “Onda Orange”, tra le Opere Pubbliche incompiute reggine.  In questa nuova tappa, il Movimento focalizza l’attenzione sul Ponte Calopinace, le cui aste sono iniziate ben 30 anni fa.

“Il viaggio di Onda Orange tra le incompiute reggine è un itinerario che riempie l’animo di rammarico. Quella frustrazione figlia delle occasioni mancate e di sprechi di fondi pubblici che avrebbero permesso, se spesi bene, un sensibile miglioramento della qualità della vita.

Per avere un parametro di riferimento, in una città spesso senza memoria, partiamo un po’ da lontano.

Sotto la dinastia Flavia, tra il 70/72 e l’80 d.C., Roma si dotava di un maestoso anfiteatro che noi tutti oggi chiamiamo Colosseo. Dieci anni mal contati per regalare all’umanità un gioiello architettonico. Adesso, il viaggio tra le incompiute reggine, diventa ancora più impietoso. Nelle scorse settimane abbiamo raccontato del rapporto tutto da costruire tra Reggio e il mare e di come la nostra città rivolga il suo sguardo più dolce verso monte. Verso quelle borgate rese ancora oggi difficilmente raggiungibili a causa di assi viari ormai desueti.”, scrive il Movimento “Onda Orange”

“Una sfida tutta da giocare per la città di Reggio è rappresentata dalla cucitura della linea di costa con le aree interne. Il 2025 ha visto il completamento della straordinaria opera che collega Gallico a Podargoni ma lo stesso sudatissimo traguardo della conclusione dei lavori è ancora troppo lontano per altre opere strategiche della nostra città. Da decenni le aste fluviali del Calopinace e del Sant’Agata aspettano il completamento di quelle vie di collegamento mare/monte rese eterne incompiute e che una volta completate renderebbero più agile la viabilità di interi quartieri e le borgate collinari facilmente raggiungibili, comportando una maggiore appetibilità per le aree che ruotano intorno alla città e un netto miglioramento della qualità della vita per le aree cittadine di transito che verrebbero sensibilmente decongestionate.

Ma di certo il progetto che più di tutti farebbe impallidire l’imperatore Vespasiano, padre del Colosseo, risulta essere il celebre ponte sulla fiumara Calopinace.”, prosegue il comunicato del Movimento.

“Simbolo ormai di quell’insipienza e approssimazione di cui Reggio francamente può fare veramente a meno. Era il 2021 quando si iniziò l’iter di realizzazione di questo ponticello di una trentina di metri che una volta completato avrebbe collegato la nuova area del tempietto con il parco lineare sud.

Durante l’iter di “realizzazione” si sono registrate pagine memorabili di una politica di stretto respiro provinciale. Molti reggini ricordano la diretta social, urbi et orbi, dei vertici dell’amministrazione cittadina che festeggiavano con frasi retoriche e da filosofi del quartierino la posa delle tanto attese travi.

A posa avvenuta però i reggini hanno potuto riscontrare una differenza di quota notevole tra il livello del piano del nuovo ponte e gli assi viari che provengono dal lungomare Falcomatà e dal lineare sud.

Speriamo che questo 2026 permetta ai tecnici di raccordare il nuovo ponte alla città permettendo la realizzazione di un fronte a mare e iniziare la vera sfida per Reggio. Cosa deve diventare questo nuovo angolo della città restituito ai cittadini?

Reggio ha la necessità di riprendere la propria corsa con competenza verso il futuro e lo potrà fare solo affrontando i problemi veri che la inchiodano nelle ultime posizioni delle classifiche sulla qualità della vita.”, conclude il comunicato del Movimento Civico “Onda Orange”

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