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Domenico De Marco: “Giù la maschera, Sindaca”

Il consigliere comunale villese interviene sulla revoca dell'incarico alla vicesindaco Ada Pavone

di S L
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Con una lunga nota, Domenico De Marco, consigliere comunale di minoranza del comune di Villa San Giovanni, è intervenuto sulla decisione di revocare la delega di vice sindaco all’Avv. Ada Pavone.

Giù la maschera, Sindaca.

Avevo ragione. E non lo dico per compiacimento personale, ma perché i fatti, oggi, parlano più di qualunque analisi politica. Quanto da me scritto nei giorni scorsi non era frutto di fantasia né di dietrologie: era la lettura lucida di dinamiche evidenti a chiunque volesse guardare oltre le dichiarazioni di facciata. Avevo previsto le conseguenze che sarebbero ricadute sull’Avv. Ada Pavone e su tutti coloro che avevano “osato” non rispondere alle imposizioni calate dall’alto dalla Sindaca Caminiti, in barba alle belle parole spese sul civismo, sulla libertà di coscienza e sull’unità della maggioranza.

La vicenda della delega di Vice Sindaco non ha nulla di amministrativo. Non c’è stata alcuna bocciatura politica o gestionale dell’operato dell’Avv. Pavone, e nessuno può onestamente sostenerlo. Siamo di fronte, invece, a una ritorsione politica bella e buona, figlia di una scelta non perdonata: non essersi allineata a una candidatura imposta dall’alto alle regionali, non aver obbedito senza discutere, aver esercitato quella libertà di pensiero che a parole viene esaltata ma nei fatti punita.

Le parole di Ada Pavone, affidate al suo post pubblico, sono una pietra tombale sull’ipocrisia di questa maggioranza. Altro che unità. Altro che squadra compatta. Qui emerge chiaramente un sistema che premia l’obbedienza e colpisce l’autonomia politica. Il tanto decantato civismo si è rivelato, ancora una volta, solo uno slogan elettorale buono per le campagne, non certo una pratica di governo.

La Sindaca Caminiti, con questa gestione, ha dimostrato di essere concentrata unicamente sulla costruzione della propria carriera politica, infischiandosene dello sviluppo del Comune e del benessere dei villesi. Mentre la città continua a soffrire per problemi gravissimi e quotidiani – l’acqua che manca persino nei giorni festivi, una pressione tributaria sempre più pesante, servizi inefficienti – a Palazzo San Giovanni si consumano regolamenti di conti, epurazioni politiche e giochi di potere in vista delle prossime scadenze elettorali.

Il gesto degli undici consiglieri di maggioranza che rimettono le deleghe nelle mani della Sindaca, certifica una crisi politica profonda e irreversibile. Non è un atto di responsabilità verso la città, ma l’ammissione di un fallimento dopo tre anni e mezzo di amministrazione.

Nonostante siamo su posizioni politiche diametralmente opposte, devo ammettere che Ada Pavone, dimettendosi, ha fatto ciò che altri non hanno il coraggio di fare: ha scelto la coerenza. Ha scelto di non restare aggrappata a una poltrona svuotata di senso, ha scelto di rispettare il mandato ricevuto dai cittadini e di camminare a schiena dritta. Ed è proprio questa coerenza ad averla resa scomoda.

Giù la maschera, Sindaca.
I fatti hanno demolito la narrazione: tra le tue parole e la realtà c’è un abisso. Il civismo che proclami è solo una facciata, il potere che eserciti risponde a un’unica logica: la tua ambizione personale sempre e solo piegata a una perenne smania di carrierismo.

L’avevo detto. I fatti, ancora una volta, mi hanno dato ragione.”

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