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Reggio: successo al CineTeatro “Metropolitano” per lo spettacolo “Un Gramsci mai visto”

Sabato, al "Metropolitano" è andato in scena lo spettacolo, interpretato dal Prof. Paolo D'Orsi, accompagnato dalla musica dei Mattanza

di redazione
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Sabato sera, nella cornice scenica dell’Auditorium Comunale di Polistena, si é svolto lo spettacolo“Un Gramsci mai visto”, ideato e interpretato dal professor Angelo Dorsi, spettacolo accompagnato dalla musica dei Mattanza, il popolare gruppo calabrese.

Lo spettacolo molto partecipato, é durato circa due ore, ha ripercorso – grazieaun’interpretazione intensa e coinvolgente – la vita di Antonio Gramsci sin dall’infanzia, attraversandone tutte le tappe principali della sua vita. Un racconto emozionantecheharestituito al pubblico non solo il profilo intellettuale e politico di Gramsci, ma ancheladimensione umana segnata da sacrifici, sofferenze e fragilità legate alle condizioni di salute. Particolarmente forte il passaggio dedicato alla persecuzione subita durante il fascismo: ladetenzione e le dure condizioni carcerarie, che ne hanno progressivamente minato l’esistenza, fino a spegnerla.

Un lavoro capace di unire narrazione, memoria storica e musica dal vivo, offrendo una lettura profonda e non convenzionale della figura di Gramsci. Ad introdurre la serata Mariacatena Scali segretaria del circolo del Partito della RifondazioneComunista di Polistena che ha parlato della necessità di far conoscere il pensiero di Gramsci alle giovani generazioni sempre più distanti dalle idealità politiche in nome di unnuovoantifascismo.

Il Sindaco Michele Tripodi ha parlato della necessità di attualizzare al presente la filosofiadi Gramsci , il quale rappresenta l’esempio più forte di #resistenza umana al fascismo. “Sinoaquando vigerà la legge della prevaricazione, della dominazione, dell’oppressione funzionaleal denaro ed al capitale – ha detto Tripodi – l’umanità non sarà mai libera perché vi saràchi pensando di poter acquistare con i soldi le persone, ne opprime la dignità. In tal sensoil pensiero di Gramsci insegna a vivere non rassegnati alla legge del più forte, ma viceversaspinge alla ribellione dinanzi ad ogni forma di ingiustizia ed arroganza”

Il professor Angelo d’Orsi nel suo intervento conclusivo ha ringraziato gli organizzatori eesortato nel nome di Gramsci, che odiava gli indifferenti, a ritornare ad essere partigiani dell’oggi coltivando sempre la speranza di chi, dopo ogni caduta, trova sempre laforzadi rialzarsi e combattere. La serata si è chiusa sulle note della canzone “Bella Ciao” suonata dai Mattanza

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