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Alta Velocità SA-RC: 15 Associazioni scrivono al Presidente Cirillo chiedendo chiarezza

Pubblichiamo il comunicato delle Associazioni calabresi al Presidente del Consiglio Regionale, sulle problematiche della SA-RC

di redazione
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Riceviamo e pubblichiamo il documento redatto da 15 Associazioni promotrici della tavola rotonda svolta il 16 gennaio. a Palazzo Alvaro, inviata al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, riguardante le problematiche inerenti la realizzazione della linea ad AV SA-RC: “Le sottoscritte associazioni, dopo la terza partecipata manifestazione pubblica sul tema della realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno – Reggio Calabria, si rivolgono a Lei al fine di ottenere che il Consiglio regionale della Calabria esamini le problematiche connesse alla realizzazione di questa infrastruttura che non rappresenta un pennacchio che i cittadini della Calabria e del Sud desiderano avere, ma è il punto d’appoggio a partire dal quale cambiare la storia della Calabria. Come Ella certamente saprà sulla necessità di realizzare l’Alta Velocità al Sud non ci sono dubbi basta guardare la carta dei collegamenti ferroviari in Europa per rendersi conto come l’Italia abbia un vuoto assoluto a Sud di Salerno. È assolutamente necessario verificare progetti alternativi, come quello del 2005 di RFI, o proposte come quella LARG, che pongono l’obiettivo di un tempo di percorrenza Roma-Stretto inferiore a 3 ore con un costo più basso. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che la linea sia progettata seguendo i criteri “dell’horizontal alignment”, adottati in tutte le parti del mondo al fine di ridurre l’estensione chilometrica rispetto al tracciato della attuale linea convenzionale, e non aumentando l’estensione. La realizzazione di una infrastruttura con queste caratteristiche (tempo di percorrenza Roma-Reggio inferiore a 3 ore), avrebbe numerosi ed importanti risultati, come testimonia la numerosa letteratura tecnico-scientifica sull’argomento: 1) una crescita del PIL così come peraltro attestato in una ricerca dell’Università di Napoli che ha rilevato come nelle regioni più ricche (con reddito pro capite sopra la media) le città dotate di stazione AV hanno visto crescere il PIL del 10% nel decennio 2008-2018 (dato provinciale) contro il 3 % delle province che hanno una distanza superiore alle 2 alle due ore da una stazione. Nelle regioni meno ricche, le città con stazione AV sono cresciute dell’8% contro lo 0.4% dei capoluoghi distanti più di due ore; 2) la linea AV, sarebbe lo sbocco lavorativo per migliaia di giovani meridionali che verrebbero coinvolti in tutte le fasi realizzative dell’opera; 3) i servizi AV garantirebbero la messa in rete delle città metropolitane calabresi (Reggio Calabria) e siciliane (Messina, Catania e Palermo) con le altre italiane così come auspicato dalla loro legge istitutiva (LEGGE 7 aprile 2014, n. 56); 4) la linea AV in esercizio garantirebbe una piena integrazione tra le regioni del Sud Italia e con le regioni del Centro-Nord, rendendo più agevole la mobilità delle persone che vivono in Calabria e Sicilia negli spostamenti per lavoro e per altri motivi, favorendo le imprese calabresi e siciliane sia nella fase di approvvigionamento della merce che nella fase di invio dei propri prodotti ai mercati di consumo; 5) l’abbattimento degli inquinanti e la convergenza verso gli obiettivi ambientali del Paese e dell’Europa, perché l’AV è la modalità a più basso impatto ambientale per passeggero trasportato tra tutte le modalità di trasporto (aereo, auto), per gli spostamenti a scala interregionale e nazionale; 6) un efficace collegamento ferroviario tra il porto di Gioia Tauro e gli interporti della penisola per il trasporto dei container in arrivo ed in partenza dal porto container calabrese. Oggi la quasi totalità dei container sbarcati a Gioia Tauro viene reimbarcata e raggiunge le destinazioni finali via mare. La linea AV porterà ad un incremento del trasporto dei container via ferrovia rendendo il porto calabrese più competitivo nel contesto internazionale e favorendo lo sviluppo di attività logistiche nel retroporto. Le maggiori preoccupazioni sulla realizzazione dell’opera derivano dalla situazione prevista dal Piano europeo Alta Velocità, presentato il 5 novembre scorso in base al quale fino al 2040 sono previsti solo lavori di miglioramento dell’attuale linea tra Praia e Paola e tra Pizzo e Villa, tra Paola e Pizzo non è previsto alcun intervento per il resto nulla all’orizzonte, e la Regione non sembra aver proposto alcuna opposizione a questa previsione, né al Ministero e nemmeno in sede di forum europeo del corridoio Scan-Med. Il tempo scorre e la linea ad Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria è sempre più una chimera. Peraltro, lascia estremamente perplessi vedere che il tratto attualmente in costruzione, Battipaglia Romagnano, abbia l’estremo di Romagnano (Latitudine: circa 40.6290 ° N) più a Nord di Battipaglia (Latitudine: circa 40.6088 ° N), come facilmente riscontrabile verificando le rispettive Latitudini, essendo ben evidente che Reggio Calabria sta a Sud di Salerno. Sembra invece evidente che il tratto in esame ben colleghi Napoli e Salerno con Potenza prima e Taranto dopo. Il problema non è fare la guerra tra i poveri. È ben giusto che si faccia una linea per Potenza e Taranto, non è giusto che venga indicata come linea per la Calabria e la Sicilia. Peraltro la linea AV per Potenza, Metaponto e Taranto, dovrebbe avere un ramo jonico sud a partire da Metaponto che colleghi con Sibari. È giunto quindi il momento di chiedere chiarezza sull’intera opera che potrà rappresentare un asse portante del traffico turistico e commerciale per la nostra regione oltre alle ricadute in termini ambientali ed economici, infatti sono trascorsi quasi 6 anni dall’inserimento del “Potenziamento, con caratteristiche ad alta velocità, della direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria” nell’elenco 1 delle opere ex art. 4, DL 32 del 18/04/2019, ma manca ancora il progetto definitivo. Non è un caso che all’interno del Documento di economia e finanza regionale 2026 – in riferimento all’AV – la Regione immagini nel breve periodo soltanto un cantiere: quello relativo al raddoppio della galleria Santomarco tra Paola e Cosenza. “Un’infrastruttura – si legge nel Documento di economia e finanza calabrese 2025 – da oltre 2 miliardi di euro che permetterà all’Alta Velocità di raggiungere Cosenza e connettersi al porto di Gioia Tauro”. L’approvazione del progetto esecutivo è attesa per i primi mesi del 2026, con immediato avvio dei lavori». Sul resto dell’opera siamo sempre nel campo delle ipotesi. E anche se nel mese scorso Webuild ha annunciato l’avvio della realizzazione di tre nuove gallerie nel 4 tratto campano, nulla di nuovo si registra su cosa avverrà a sud di Praia a Mare. Per tutti i lotti fino a Reggio Calabria finora è stato prodotto solo il documento di fattibilità delle alternative progettuali. Dunque, si capisce come siamo ad una fase molto embrionale. Mancano i progetti, ma pure i soldi. L’Alta velocità oggi potrebbe arrivare fino a qualche chilometro a nord di Praia: per completare quel tratto, come ripetuto un po’ da tutti – compreso il governatore Roberto Occhiuto – manca 1 miliardo. Altri 17 miliardi andrebbero rintracciati per costruire la nuova linea fino in riva allo Stretto. Alla luce delle su esposte considerazioni le associazioni firmatarie del presente documento chiedono che la Regione Calabria [Giunta e Consiglio] faccia chiarezza sui seguenti punti: 1) una chiara volontà dell’Ente Regione di chiedere ufficialmente la realizzazione di una linea ferroviaria ad Alta velocità che permetta di collegare Reggio Calabria con Roma in non più di 3 ore; 2) i tempi di redazione e approvazione del progetto definitivo della precitata linea ferroviaria ad alta velocità Salerno Reggio Calabria; 3) l’individuazione ed il reperimento delle fonti di finanziamento dell’intera opera 4) il crono programma delle varie fasi: progetto – gare d’appalto – realizzazione. In conclusione riaffermiamo che la linea ferroviaria ad Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria non è solo un progetto ferroviario, ma una leva di trasformazione economica, sociale e territoriale, capace di ridurre i tempi di percorrenza, rafforzare l’integrazione tra regioni, attrarre investimenti e creare nuove opportunità per imprese, studenti e lavoratori dell’intera regione Calabria
In attesa di suoi riscontri, ed eventualmente di poterla incontrare, porgiamo i più cordiali saluti”, si legge nel comunicato inviato dalle Associazioni “Club di territorio di Reggio Calabria del Touring Club Italiano: Legambiente Reggio Calabria; Italia Nostra Reggio Calabria; WWF Reggio Calabria; Fondazione Rhegium Julii; Associazione “Incontriamoci sempre”; Gruppo Escursionisti d’Aspromonte; Archeoclub dello Stretto; Associazione Ulysses; Associazione Treni Storici e Turistici; Circolo Culturale “Apodiafazzi”; Laboratorio politico sociale “Ventotene”; Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani; Associazione Sensazioni Emergenti; Associazione Italiana Parchi Culturali Nazionale

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