Si è chiusa ieri, 5 febbraio, allo Spazio Open di via Filippini a Reggio Calabria, con l’intervento conclusivo della storica Maria Barillà, la seconda e ultima giornata della prima sessione del Calabrie Fes Festival, dedicata alla Storia.
Ad aprire l’incontro è stato Gianni Votano, portavoce dell’Osservatorio Da Sud, che ha richiamato il filo conduttore della sessione storica e il tema centrale della giornata: “Oggi tratteremo l’argomento che ieri il professore Crisci aveva accennato, ossia il terremoto del 1783 che è stato un grande discrimine nella storia della Calabria dal punto di vista geologico, ma lo è stato anche per quanto riguarda le conseguenze economiche e sociali”.
Il cuore dell’intervento è stato dedicato ai terremoti del 1783 come evento spartiacque non solo naturale, ma politico, economico e sociale. Barillà ha chiarito come l’autentico discrimine non siano state solo le scosse, ma il periodo compreso tra il 1784 e il 1796, gli anni della Cassa Sacra.
Un’occasione mancata, forse la più grande per la Calabria. Un fallimento che diede origine a quella che già in epoca borbonica veniva percepita come questione calabrese, poi confluita nella più ampia questione meridionale.
Il Calabrie Fes Festival, promosso da Osservatorio Da Sud con Spazio Open, Med Media e il quotidiano culturale CULT – Cultandsocial.it come media partner, tornerà nei prossimi mesi con le altre sessioni tematiche.
Dal 23 al 25 giugno 2026 si svolgerà la sessione dedicata all’Economia, intitolata “Economie per un futuro diverso”, con ospiti come Gabriele Guzzi, Pasquale Tridico, Luciano Modica, Giorgia Falco, Viola Quida, Massimo Barilla, Francesco Biacca e Alessandro Messina.
Dal 22 al 24 settembre 2026 sarà la volta della Filosofia, con il titolo “Comprendere la morte per vivere appieno una vita”, e la partecipazione di Marco Guzzi, Frédéric Vermorel e Annamaria Anselmo.