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Piana di Gioia Tauro: sequestrato un arsenale, all’interno di un capannone. 2 arresti

La Gdf di Reggio ha sequestrato un arsenale, costituito da panetti di esplosivo e telecomandi per detonazioni, occultati ini un capannone

di Sebastiano Plutino
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Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha effettuato, nella piana di Gioia Tauro, un nuovo sequestro di armi ed esplosivi, occultati all’interno di un anonimo capannone industriale. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di interventi e controlli mirati a prevenire e contrastare la pericolosa disponibilità di armi in mano alle locali organizzazioni mafiose, confermando l’attenzione alta delle Fiamme Gialle sul territorio.

L’attività investigativa è stata svolta successivamente a un analogo sequestro avvenuto pochi giorni prima nella stessa area. Proprio dopo quell’intervento, la Guardia di Finanza reggina ha intensificato le perlustrazioni e le ricerche, estendendo i controlli nella zona interessata dal precedente rinvenimento. A poca distanza dal terreno dove era stato scoperto il primo arsenale, i militari hanno individuato un capannone industriale adibito a vero e proprio.

All’interno della rimessa sono state rinvenute circa 5.000 munizioni, due pistole, un fucile mitragliatore, una bomba a mano, un ordigno artigianale, due panetti di esplosivo al plastico e un sistema telecomandato per governare la detonazione a distanza. Un quantitativo e una tipologia di armamenti che evidenziano un elevato livello di pericolosità e una potenziale capacità offensiva rilevante.

Nel corso dell’operazione, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, sono stati arrestati in flagranza due soggetti, sorpresi all’interno del capannone mentre custodivano il materiale bellico. Uno degli arrestati è stato inoltre trovato in possesso di circa 5.000 euro in contanti, anch’essi sottoposti a sequestro.

Sono attualmente in corso indagini finalizzate ad accertare le modalità di acquisizione e approvvigionamento delle armi e delle munizioni. Non si esclude che il materiale possa essere stato reperito attraverso trafficanti esteri o mediante il ricorso a canali dedicati messi a disposizione dalla rete internet, ipotesi che ampliano lo scenario investigativo anche oltre i confini naziona.

Complessivamente, nel corso delle due operazioni condotte nella piana di Gioia Tauro, sono state sequestrate tre pistole mitragliatrici, un fucile mitragliatore, 15 pistole, 5.000 cartucce, un ordigno artigianale, due panetti di esplosivo al plastico, un sistema telecomandato per la detonazione a distanza e una bomba a mano.

Gli atti compilati sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, per la convalida dei sequestri.

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