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Morto a 66 anni il giornalista Michele Albanese

Scompare a 66 anni il giornalista sotto scorta dal 2014 per aver ricevuto minacce dalle cosche della Piana

di Sebastiano Plutino
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È morto nell’ospedale di Cosenza il giornalista Michele Albanese, redattore del Quotidiano del Sud e collaboratore dell’ANSA. Aveva 63 anni.

Albanese era uno dei giornalisti più esperti in materia di ‘ndrangheta e punto di riferimento per tanti colleghi non solo in Calabria ma a livello nazionale

Nella sua lunga carriera si è occupato prevalentemente di cronaca nera e giudiziaria e la scorta gli era stata assegnata dopo che, da un’intercettazione, era emerso che c’era un progetto della ‘ndrangheta per ucciderlo. A causa delle minacce subite delle cosche della Piana di Gioia Tauro, su richiesta della Dda di Reggio Calabria il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della prefettura aveva disposto il provvedimento.

Albanese era anche molto impegnato nel movimento antimafia e con l’associazione Libera di don Ciotti. Per l’ANSA ha seguito le principali inchieste di ‘ndrangheta. Nella sua carriera ha collaborato anche con altre testate. Viveva a Cinquefrondi, nella città metropolitana di Reggio Calabria. Lascia la moglie Melania e le due figlie Maria Pia e Michela.

 

Falcomatà: “Con Michele Albanese la Calabria perde una delle sue menti più lucide, simbolo autentico di resistenza civile e libertà”

“La Calabria perde oggi una delle sue menti più lucide, un simbolo autentico di resistenza civile e libertà. La prematura scomparsa di Michele Albanese lascia un vuoto incolmabile nel mondo dell’informazione e nel cuore di tutti coloro che credono nella forza della verità come argine all’illegalità”. E’ quanto afferma in una nota il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà.

“Michele ha incarnato l’essenza più nobile del giornalismo – ha affermato Falcomatà – quella che non piega la testa, che scava a fondo e che illumina le zone d’ombra, anche a costo di enormi sacrifici personali. Profondo conoscitore della storia del porto e della Piana di Gioia Tauro, punto di riferimento per le popolazioni pianigiane, Michele è stato un pilastro dell’informazione calabrese, un cronista vero, attento, scrupoloso, consapevole del ruolo fondamentale del giornalismo libero in una terra per decenni vessata dall’illegalità e dalla violenza criminale. La sua vita, trascorsa per anni sotto scorta, è stata la testimonianza tangibile di quanto la parola possa fare paura alla criminalità organizzata e di quanto, al contempo, sia essenziale per la democrazia. Non dimenticheremo il suo coraggio nel raccontare le dinamiche della ‘ndrangheta – ha aggiunto il consigliere regionale – la sua dedizione al lavoro e la sua capacità di essere un punto di riferimento per tanti giovani cronisti. Il suo merito maggiore quello di aver interpretato il giornalismo non come un impegno professionale, ma come una missione di restituzione civica che ha reso la nostra terra più consapevole”.

“In questo momento di profondo dolore – ha concluso Falcomatà – rivolgo il mio abbraccio più sentito alla famiglia, alla moglie Melania e alle due figlie Maria Pia e Michela, ai colleghi di Michele Albanese e a tutta la comunità dei giornalisti calabresi. L’eredità morale di Michele rimarrà una guida per tutti noi e un monito a non abbassare mai la guardia nella difesa della legalità”.

 

Il cordoglio del Sindaco di Taurianova, Biasi: “Valori e indirizzi preziosi per tutti”        

«Con la scomparsa di Michele Albanese il giornalismo calabrese, e della Piana di Gioia Tauro, perde un punto di riferimento imprescindibile per il rafforzamento della democrazia e la crescita del territorio. In questo momento di profonda tristezza, mi sento vicino alla sua famiglia e ai colleghi de Il Quotidiano del Sud nella elaborazione di un dolore che accomuna la Calabria degli onesti».

Lo dichiara il sindaco di Taurianova, Roy Biasi, commentando la notizia della dipartita del cronista – che viveva da anni sotto scorta –  avvenuta stamattina nell’ospedale Annunziata di Cosenza, dove jl giornalista di Cinquefrondi era ricoverato.

«Manchera’ a noi amministratori di questo territorio l’impulso e l’indirizzo che il lavoro di Albanese sapeva assicurare – prosegue il sindaco Biasi – quel punto di vista che, figlio delle notizie che dava, era sempre a difesa di una Terra che invece ha sempre sofferto per la scarsa attenzione quando non anche per i tradimenti politici. A nome mio e della Giunta, interpretando anche un pensiero assai diffuso in queste ore nella comunità di Taurianova, esprimo sentimenti di cordoglio ma anche la promessa che quei valori di legalità che Albanese ha professato possano continuare ad essere conculcati nella coscienza dell’opinione pubblica. Siamo tutti un p0’ più poveri oggi per la perdita del caro Michele, ma non viene meno in noi la certezza che la Piana migliore in cui egli credeva dipende dalle azioni di tutti e che come è stato un generoso maestro per tanti giovani giornalisti, ai quali ha insegnato a servire i cittadini con scrupolo e passione,  tanto gli devono anche i soggetti politici, gli amministratori e la classe dirigente della Piana di Gioia Tauro per il rigore con cui ha tentato di disegnare un destino migliore per la nostra gente».

 

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