La Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve in Riparo lancia un nuovo appello per il completamento del Centro Civico di Cannavò:
“Spett.li Autorità,
mi rivolgo nuovamente a Voi con deferente rispetto istituzionale e con profondo senso di responsabilità pastorale ed educativa, a distanza di pochi giorni dall’ultima comunicazione inviata in data 12 gennaio 2026 e alla luce di quanto emerso nell’incontro di ieri con una rappresentanza di famiglie della comunità. Tale incontro ha reso ancora più evidente la gravità e l’urgenza di una situazione che, come ben sapete, seguo e segnalo con continuità ormai da oltre due anni.
Da oltre due anni, infatti, accompagno con costanza e attenzione l’iter dei lavori del Centro Civico di Cannavò, intervenendo ripetutamente presso gli Uffici competenti e le Autorità comunali per rappresentare lo stato dell’opera, le criticità emerse e le conseguenze che il protrarsi dei ritardi sta producendo sulla vita della comunità. In tutto questo tempo, il Centro Civico è stato percepito dai cittadini non soltanto come un’infrastruttura pubblica, ma come
un presidio educativo, sociale e culturale, destinato in particolare ai giovani, alle famiglie e alle persone più fragili.
Nonostante le numerose comunicazioni ufficiali, le interlocuzioni e i solleciti trasmessi nel corso di questi due anni, a oggi non si è giunti a una presa di posizione chiara, definitiva e risolutiva. La penultima comunicazione da me inviata risale al 19 dicembre 2025, mentre l’ultima è stata trasmessa il 12 gennaio 2026; entrambe, allo stato attuale, risultano prive di riscontro ufficiale e si inseriscono in una corrispondenza ormai ampia e ben documentata.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: nel corso di questo lungo periodo sono state fornite, anche per vie informali, informazioni tra loro contrastanti e poco chiare, che non hanno mai consentito di comprendere con certezza lo stato reale dell’opera né le prospettive concrete di ripresa. Tale incertezza, protrattasi per mesi e anni, ha progressivamente alimentato smarrimento e sfiducia nella comunità.
Nella giornata di ieri una rappresentanza di famiglie si è presentata da me per manifestare apertamente il proprio disagio, con toni di profonda amarezza e delusione. In modo ricorrente è emerso il sentimento di essere stati presi in giro: indirettamente anche dal sottoscritto, che per due anni ha continuato a invitare alla fiducia nelle Istituzioni, e direttamente da un’Amministrazione comunale che, ormai prossima alla conclusione del proprio mandato, aveva più volte lasciato intendere una ripresa imminente dei lavori, promessa che a oggi non ha trovato alcun riscontro nei fatti.
Questa percezione, maturata nel tempo e non frutto di reazioni estemporanee, sta producendo un progressivo e preoccupante allontanamento dei cittadini dalla vita istituzionale. Molti manifestano apertamente una perdita di fiducia che, come è naturale in una comunità civile, rischia di riflettersi anche nelle future scelte di partecipazione e di consenso democratico.
Come parroco ed educatore, mi trovo nella difficile posizione di dover spiegare ai giovani e alle famiglie il valore della legalità, della fiducia nelle Istituzioni, del rispetto delle regole e della parola data. Tuttavia, dopo due anni di sollecitazioni rimaste prive di esito, il protrarsi di questa situazione di stallo rischia di svuotare di credibilità ogni sforzo educativo, trasmettendo un messaggio profondamente diseducativo: quello di promesse non mantenute e di una distanza crescente tra Istituzioni e cittadini.
Il silenzio istituzionale, unito alla mancanza di indicazioni univoche, assume così un significato che va ben oltre l’aspetto tecnico o amministrativo, incidendo in modo profondo sulla fiducia dei cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni, nei confronti delle Istituzioni e del loro ruolo educativo, sociale e civile.
La situazione è resa ancor più grave dal fatto che la struttura risulta priva di copertura, lasciando esposte agli agenti atmosferici le opere interne già realizzate. Le recenti condizioni meteorologiche stanno compromettendo quanto costruito, con il concreto pericolo di vanificare il lavoro svolto e le risorse pubbliche e private già impiegate, arrecando un danno che ricadrebbe sull’intera collettività.
In questi anni la parrocchia ha continuato, con spirito di servizio e a costo di significativi sacrifici, a prendersi cura dell’area circostante, contrastando il degrado e promuovendo
iniziative di aggregazione, educazione e crescita civile. Tali sforzi, sostenuti esclusivamente per il bene comune, rischiano oggi di essere frustrati dal protrarsi di una situazione di stallo sempre più difficile da comprendere e da giustificare.
Il Centro Civico di Cannavò non è un’opera qualsiasi: è un luogo pensato per costruire futuro, responsabilità e senso di appartenenza. La sua mancata consegna rappresenta non solo il ritardo nel completamento di un’opera pubblica, ma una ferita profonda sul piano educativo, sociale e civile di un territorio che da due anni attende risposte concrete.
Con animo rispettoso, ma con la fermezza che il lungo tempo trascorso e la crescente sofferenza della comunità impongono, rivolgo pertanto un ulteriore e accorato appello affinché si faccia tutto quanto è nelle possibilità dell’Amministrazione per giungere al completamento e alla consegna del Centro Civico di Cannavò entro la conclusione dell’attuale mandato elettorale, restituendo concretezza agli impegni assunti e un segnale tangibile di responsabilità verso la comunità.
In particolare, si chiede che:
- si proceda con urgenza alla ripresa immediata e definitiva dei lavori;
- venga fornita una comunicazione ufficiale, chiara, univoca e trasparente sullo stato dell’opera e sui tempi certi di completamento;
- siano adottate senza indugio misure idonee a salvaguardare le strutture e le opere già realizzate.
Confido nella Vostra sensibilità istituzionale e nel senso di responsabilità, anche educativa, morale e civile, che il ruolo affidatoVi comporta, affinché si possa giungere, senza ulteriori rinvii, alla conclusione di un’opera tanto attesa e necessaria, restituendo credibilità alle Istituzioni e fiducia ai cittadini.”, si legge nel comunicato della Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve in Riparo.