Martedì 10 marzo, alle ore 21.00, infatti ci si interrogherà sul «mito della caverna». Scrive Platone nel libro VII della «Repubblica»: «Immagina di vedere degli uomini rinchiusi in una abitazione sotterranea in forma di caverna (…) che si trovino qui fin da fanciulli con le gambe e con il collo in catene». Immaginando che la parete della caverna, alla quale guardano i prigionieri, sia contornata di ombre, quello è il «cielo di carta» che uno di essi (il filosofo) strappa per arrivare a vedere la luce; in definitiva, la realtà.
Questo quarto appuntamento della rassegna, molto seguita e apprezzata, ci accompagnerà in un viaggio attraverso i territori in cui realtà e finzione si sfiorano e si confondono. Grazie anche a incursioni musicali e a sequenze tratte da celebri film, esploreremo insieme il gioco di rimandi tra verità e menzogna, fantasia ed evidenza.
Il tutto con l’intento di riuscire a fornire una bussola per discriminare, oggi, quanto è vivo e quanto è morto delle «grandi narrazioni» che hanno caratterizzato la modernità. Con la metafora della «caverna», infatti, Platone intendeva, proprio, far discriminare la presenza e l’ombra; oggi potremmo dire: la news e la fake news. È la stessa fiducia nella forza liberante della verità che ritroviamo nelle parole di San Paolo: «la verità vi renderà liberi».
Un appuntamento, quindi, da non perdere per chi è in cerca di un orientamento nel caotico svolgimento dei fatti che caratterizza la società attuale.
Ingresso libero e gratuito. Non occorre prenotare.