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Referendum Giustizia: alle “Muse” il dibattito “Le ragioni di una scelta Si/No”

Svolto nella sede del'Associazione il dibattito sul Referendum che ha visto protagonisti l'avv. Morabito per il SI e Calabrese per il NO

di Sebastiano Plutino
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L’ Associazione “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” continua i suoi appuntamenti e la sua programmazione anche in occasione dell’imminente referendum confermativo della legge di riforma della Costituzione in materia di giustizia che si terrà il 22 e il 23 marzo.

Il presidente prof. Giuseppe Livoti in apertura di serata ha ricordato come è anche scopo di una associazione culturale informare e creare anche incontri che siano occasione di dibattito e di confronto ed al tempo stesso di formazione. Proprio per questo nel Consiglio Direttivo de “Le Muse” esistono vari delegati per diversi ambiti e settori che si occupano appunto di organizzare conversazioni, dibattiti in occasioni e/o avvenimenti ed ancora atti giuridici di democrazia diretta. Da sempre infatti abbiamo tenuto confronti anche con amministratori, aspiranti sindaci, consiglieri regionali che si sono susseguiti nel tempo sentendo sempre le diverse parti e pensieri politici di ogni idea ed estrazione creando così completezza nella diversità. Domenica scorsa il dibattito “Le ragioni di una scelta Si/No” ha visto l’introduzione dell’avv. Massimo Pirrello – Referente Ass. “Le Muse” Sezione Legalità e Diritto e gli interventi per il -si- l’avv. Francesco Calabrese mentre per il -no- l’avv. Giuseppe Morabito.

L’avv. Massimo Pirrello ha delineato le ragioni che hanno portato all’elaborazione del principio giuridico della separazione dei poteri dello Stato in legislativo, esecutivo e giudiziario e i principi che sottendono l’amministrazione della giustizia, inquadrandoli anche nel loro sviluppo storico-giuridico.

L’avv. Francesco Calabrese ha esposto le motivazioni che inducono a votare sì al referendum, spiegando che la riforma costituisce un logico completamento della “rivoluzione copernicana” introdotta nel 1989 dal nuovo codice di procedura civile (il c.d. Codice Vassalli) che ha sostituito il meccanismo inquisitorio con quello accusatorio e che, votando sì, sarà possibile ottenere un processo più equilibrato e al giudice di essere più libero e realmente terzo, parificando le posizioni di accusa e difesa, grazie alla separazione delle carriere con la creazione di due distinti CSM, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente.

L’Avv. Giuseppe Morabito ha evidenziato i motivi che inducono a votare no, chiarendo che la riforma non inciderà sui problemi che attualmente affliggono la giustizia italiana, causati da una ormai consolidata carenza di organico e che la vera attuazione del processo accusatorio potrà aver luogo non separando le carriere, ma emanando i decreti attuativi previsti quasi quarant’anni fa dalla riforma Vassalli.

La serata ha visto una importante presenza di soci e liberi cittadini che hanno potuto confrontarsi con i due relatori ed è stata occasione per approfondire le norme oggetto di voto che riguardano la recente riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Tali norme “…modificherebbero l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituendo due Consigli superiori della magistratura distinti (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm, come previsto dalla legge costituzionale approvata a fine 2025…”. Il messaggio mediato dall’incontro è stato che comunque occorre andare a votare poiché riguarda una serie di riforme che potrebbero cambiare alcuni aspetti importanti del sistema giudiziario italiano.

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