Il pomeriggio che doveva segnare il rilancio si trasforma nell’ora più buia per la Reggina. Tra le mura amiche dello stadio Oreste Granillo, i ragazzi di Torrisi (contestatissimo dai tifosi) crollano sotto i colpi di un Acireale cinico e organizzato, che porta via tre punti pesantissimi lasciando i padroni di casa nel baratro di una crisi d’identità che appare ormai irreversibile.
Non è stata solo una sconfitta nel punteggio, ma una disfatta emotiva. La Reggina è apparsa lenta, priva di idee e colpevolmente fragile in fase difensiva. Nonostante il possesso palla sterile, i granata siciliani hanno saputo colpire al momento giusto, sfruttando le praterie concesse da una squadra nervosa e sfilacciata. Al triplice fischio, la curva esplode nella contestazione: fischi assordanti e cori contro società e guida tecnica.
Se il campo ha regalato amarezza, il post-partita ha riservato il vero colpo di scena. Il patron Ballarino, insieme al Presidente Minniti. si è presentato in sala stampa con un volto cupo, rilasciando dichiarazioni che profumano di resa o, quantomeno, di una profonda riflessione sul futuro del club.
“Siamo profondamente delusi e chiediamo scusa alla città. Se il problema siamo noi, se la nostra presenza è diventata un ostacolo per la serenità dell’ambiente o per il bene della Reggina, siamo pronti a fare un passo indietro.”
Parole pesanti come macigni che aprono scenari d’incertezza totale. Ballarino non ha parlato solo di risultati sportivi, ma ha lasciato intendere che la contestazione del pubblico e il clima di sfiducia generale stiano portando la proprietà a valutare seriamente la cessione o il disimpegno.