Home » Ponte sullo Stretto, Caminiti: “Stop annunci sui cantieri. Urge chiarezza su VIA e alternative all’Opera”

Ponte sullo Stretto, Caminiti: “Stop annunci sui cantieri. Urge chiarezza su VIA e alternative all’Opera”

"Non sorprende che per la 7° volta si annunci l’apertura dei cantieri nella nostra città per l’ultimo trimestre del 2026", tuona la Sindaca

di Sebastiano Plutino
7 letture

La Sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, interviene in modo netto e deciso sulle vicessitudini legate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. La prima cittadina di Villa S,G. sull’ennesimo rinvio dell’apertura dei cantieri, ora spostato all’ultimo trimestre del 2026, rammenta, tramite un comunicato tutti i rinvii, arrivati a quota 7, che hanno preceduto quest’ultimo.

“A nulla è servita la prudenza che abbiamo chiesto in commissione al Senato martedì scorso: non sorprende che per la settima volta si annunci l’apertura dei cantieri nella nostra città per l’ultimo trimestre del 2026.

Ricordiamole tutte quelle date: estate 2024, estate 2025, settembre 2025, ottobre 2025, febbraio 2026. Adesso sarebbe l’ultimo trimestre 2026. Anche la ragionevolezza del ministro Salvini nel non voler più dare date è durata davvero poco!

Tanto lontano da qui a chi vuoi che importi di una comunità che si ritrova, suo malgrado, di fronte ad una incertezza perenne ed imminente?

Non potrò che dire questo al dottor Ciucci che incontrerò, il 27 marzo, prima della sua conferenza stampa qui a Villa, ribadendo ciò che alle commissioni del Senato abbiamo detto chiaramente: non si perda l’occasione di prevedere nella nuova legge una VIA integrale e complessiva; non si faccia come è successo con la Corte dei Conti i cui rilievi oggi sono in quel disegno di legge, quando sarebbe bastato ascoltare i rilievi posti dalle amministrazioni e seguire un iter adeguato e non frettoloso.

La stessa fretta che oggi constatiamo nell’annuncio fatto dalla Stretto di Messina dopo che, in commissione, le amministrazioni territoriali hanno chiesto di valutare e approfondire.

Cosa ha chiesto Villa San Giovanni: l’aggiornamento dello studio di impatto ambientale perché c’è una “significativa modificazione dell’impatto globale del progetto sull’ambiente“ dovuta, nel caso specifico, al fatto che sono cambiati gli stessi fattori presi in esame 20 anni or sono; ha chiesto che venga rinnovata integralmente la valutazione di impatto ambientale per superare una “mini via” e per arrivare ad una VIA complessiva; ha chiesto che le prescrizioni relative agli studi vadano verificate (per come peraltro chiaramente evidenziato dallo stesso Tar Lazio) non con un semplice giudizio di ottemperanza ma con una nuova VIA; ha chiesto che tutto questo venga valutato dalle camere ed inserito nel disegno di legge in esame, senza trincerarsi dietro la solita decretazione d’urgenza.

È chiaro che indietro non si torna! Se è vero che il diritto comunitario non impone che la compatibilità ambientale sia condizionata inderogabilmente dall’esito dell’istruttoria tecnica, il CIPESS nel contemperare tra le esigenze di tutela ambientale e lo sviluppo economico non può prescindere da due condizioni: che non vi siano soluzioni alternative (e quelle soluzioni ci sono e sono depositate al MIT) e che non sia percorribile l’alternativa zero.

Per la città di Villa San Giovanni vedere nel disegno di legge finalmente l’indicazione precisa del “tenuto conto delle soluzioni alternative, inclusa quella di non intervento“ è la prima vittoria, perché quest’Amministrazione in commissione VIA VAS e in conferenza istruttoria al MIT ha sempre sostenuto che non si potesse prescindere da tali valutazioni comparative. Ed allora, se veramente si vuole affrontare sul serio il seguito di questi iter procedurale si pongano a fondamento del disegno di legge tutte le prescrizioni ed i rilievi della Corte Dei Conti e del Tar Lazio. Continueremo a vigilare con una precipua azione di controllo su tutti gli atti che saranno posti in essere dal governo e dai ministeri competenti, senza però permettere ad alcuno di poter nuovamente generare paure nella nostra comunità. Lo stop alla pianificazione dal l 2023, la perdita di alcuni finanziamenti, il danno economico ai villesi sui cui beni grava il vincolo da esproprio, non consentono ad alcuno di continuare ad ingenerare ansie e preoccupazioni.

Non c’è una prossima data per l’apertura dei cantieri. Continuare a dirlo, rende tutti noi assolutamente non credibili.”, scrive la Sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminitit, nel comunicato,

 

Potrebbe interessarti: