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Porto di Gioia Tauro: sequestrata quasi 400 kg di cocaina purissima in una settimana

La droga sequestrata dalla Finanza di Reggio era suddivisa in suddivisi in 309 panetti ed avrebbe fatturato un introito di 60 mln €

di Sebastiano Plutino
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Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, nell’ambito di tre distinte operazioni eseguite nell’arco di una settimana sul porto di Gioia Tauro, è pervenuto al sequestro di quasi 400 kg di cocaina purissima, suddivisi in 309 panetti.

Tale attività repressiva s’inquadra in un più complesso e articolato piano di interventi predisposto su tutto il sedime portuale, con l’intensificazione delle ispezioni e dei controlli operati allo scopo di intercettare eventuali carichi di stupefacente importati dalla criminalità organizzata attraverso l’occultamento all’interno dei numerosi container quotidianamente movimentati nello scalo gioiese.

Entrando nei dettagli, una parte dello stupefacente – occultata in un container proveniente dall’America del Nord e contenente una partita di legname destinata in Medio Oriente – è stata sottoposta a sequestro, unitamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a seguito delle risultanze acquisite mediante l’ausilio dello scanner e il supporto dell’infallibile fiuto delle unità cinofile.

Un altro carico è stato sequestrato, invece, sul litorale adiacente al porto gioiese, ove era stato da poco depositato, in un tentativo di “esfiltrazione” via mare, da un soggetto, tratto in arresto, che si era servito di una piccola imbarcazione.

L’ultima partita di cocaina, infine, è stata sequestrata – grazie all’ausilio fornito dai sommozzatori dei Reparti Operativi Aeronavali di Vibo Valentia e di Palermo della Guardia di finanza – che, nel corso di un’ispezione della chiglia di una nave in arrivo sempre dal continente americano, hanno rinvenuto lo stupefacente abilmente occultato in un vano ricavato nelle prese a mare dell’imbarcazione.

L’intero carico sottoposto a sequestro, destinato al mercato italiano ed europeo, avrebbe consentito, una volta sottoposto alle procedure di taglio e destinato allo spaccio in termini di minuta vendita, un cospicuo introito stimabile intorno ai 60 milioni di euro, che è stato sottratto alle diverse organizzazioni criminali che avrebbero gestito l’intera filiera distributiva della cocaina.

Gli atti compilati nel corso delle suddette operazioni sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Palmi, all’attenzione del Procuratore Emanuele Crescenti e del magistrato di turno, per la convalida e il successivo prosieguo delle indagini.

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