la prima “Bottega del Baratto” cittadina è stata aperta nel novembre 2025 e incentiva lo scambio senza denaro con i “buoni”.
L’iniziativa, ubicata in via Argine Destro Annunziata, promossa dall’associazione onlus Lady Mary e ideata da Pasquale Polimeni, si fonda su un principio semplice: dare valore agli oggetti, ridurre gli sprechi e favorire relazioni tra le persone.
La Bottega del Baratto è il primo negozio di scambio solidale della città. Qui non si compra e non si vende: si baratta, appunto.
Chiunque può portare oggetti che non utilizza più — abbigliamento, utensili domestici, accessori, piccoli mobili — purché siano in buone condizioni, e ottenere in cambio punti da utilizzare per prendere altri beni.
«Chi porta qualcosa riceve un punteggio e può scegliere tra ciò che è disponibile», spiega Pasquale Polimeni. «Se serve qualcosa di valore maggiore, si possono accumulare punti con ulteriori scambi. È un sistema semplice che stimola le persone a tornare e a partecipare».
Il meccanismo si basa su una tessera annuale dal costo simbolico, pensata per rendere il sistema sostenibile e accessibile.
A rafforzare il progetto, è arrivata una collaborazione con il Centro Revisioni Italfreni, situato proprio accanto alla bottega, in via Argine Destro Annunziata 174.
Dal 10 al 22 di ogni mese, chi effettua la revisione auto presso Italfreni riceve un buono omaggio del valore di 40 euro, immediatamente utilizzabile all’interno della Bottega del Baratto.
Il buono da 40 euro consente di accedere subito a una vasta gamma di prodotti disponibili in bottega: articoli per la casa, accessori, abbigliamento e molto altro.
La Bottega del Baratto non è solo un luogo fisico, ma un progetto sociale più ampio. «Non è soltanto uno scambio di oggetti», sottolinea infatti Pasquale Polimeni. «È uno scambio di esperienze, di relazioni, di fiducia. In un momento in cui tutto ha un prezzo, vogliamo dimostrare che il valore può essere anche altrove».
A distanza di mesi dall’apertura, la Bottega del Baratto dimostra che un’economia alternativa è possibile, soprattutto quando riesce a integrarsi con servizi essenziali del territorio.