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Addio a don Antonio Mazzi, nel ricordo delle realtà calabresi

Un'eredità che continua a vivere nelle comunità Exodus e nel cuore di chi crede nella rinascita

di redazione
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È morto lo scorso 31 luglio don Antonio Mazzi, fondatore della Fondazione Exodus ed educatore che ha dedicato la sua vita al recupero delle persone più fragili. Si è spento all’età di 96 anni, lasciando un’eredità umana e pedagogica che continua a vivere nelle comunità Exodus e in tutti coloro che hanno condiviso il suo cammino.

Il ricordo della Cooperativa Exodus Calabria, della Comunità Exodus “La casa di Mimmo” di Santo Stefano e di tutte le realtà calabresi

“La Cooperativa Exodus Calabria, la Comunità Exodus “La casa di Mimmo” di Santo Stefano e tutte le nostre realtà del territorio si uniscono nel ricordo di don Antonio Mazzi, guida straordinaria che ha insegnato a credere nelle persone e nella loro possibilità di rinascita. La sua grande eredità pedagogica e umana continuerà a vivere nell’ esodo delle nostre comunitá, e di quanti ogni giorno scelgono di non lasciare indietro nessuno. Un cammino fatto di accoglienza, ascolto, di esseri umani che hanno la priorità sui propri errori e una tremenda voglia di vivere,e di sogni senza età. Con particolare affetto ricordiamo la sua disponibilità a condividere il suo pensiero attraverso la nostra radio, dove rilasciò significative interviste, soffermandosi ultimamente sul valore insostituibile della figura del padre come punto di riferimento educativo e affettivo nella crescita dei figli.”

Chi è Don Antonio Mazzi

Nato a Verona il 30 novembre 1929, don Antonio Mazzi è stato sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, realtà che dagli anni Ottanta accompagna giovani con dipendenze, persone emarginate e famiglie in difficoltà in percorsi di recupero e rinascita. Dopo gli studi in pedagogia e psicologia dell’età evolutiva, ha dedicato l’intera vita all’educazione, convinto che nessuno fosse irrecuperabile e che ogni persona meritasse una seconda possibilità. Giornalista, scrittore e volto noto della televisione e della radio, ha portato il suo messaggio ben oltre le comunità Exodus, intervenendo per decenni nel dibattito pubblico sui temi dell’educazione, della famiglia, delle dipendenze e del disagio giovanile. La sua opera, costruita sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla fiducia nell’uomo, ha dato vita a una rete di comunità diffuse in tutta Italia e anche all’estero, lasciando un’eredità educativa che continua ancora oggi.

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