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L’Associazione Culturale Anassilaos ragiona sulla riqualificazione di Piazza Indipendenza

L'attenzione è sulla fontana posta al centro dello slargo

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Giuseppe Diaco, cultore di storia, collezionista di documenti inerenti la storia reggina, responsabile dell’Associazione Culturale Anassilaos, pone il problema di una riqualificazione di Piazza Indipendenza al cui centro stava eretto quel fontanone al quale Nicola Giunta aveva dedicato una delle sue più irriverenti liriche (A funtana i Riggiu) con la celebre chiusa “fissa cchiù fissa da funtana ‘i Riggiu!”.

Quella fontana (il polpo come veniva chiamata dai Reggini) elevata al centro dello slargo (non ancora piazza) con la sua imponenza era la porta d’ingresso alla “Via Marina” .

Nei giorni di vento il Fontanone spruzzava acqua per ogni dove (“O riggitani, dopu tanti peni, facistuvu ‘nt’on largu ‘na funtana chi piscia propriu comu veni veni” scrisse ancora Nicola Giunta) e forse per eliminare questo inconveniente l’Amministrazione Comunale dell’epoca (anno 1964), desiderando modificare la fontana, aveva rivolto un invito a scultori e architetti per la realizzazione di un bozzetto. All’appello rispose, tra l’altro, lo scultore Celestino Petrone che realizzò e invio agli amministratori e alla stampa un progetto dedicato al reggino Ibico, tra i più grandi lirici greci del suo tempo. Come si ricava dal bozzetto al centro della fontana (un cerchio in mosaico con elementi greci) si eleva un groviglio di ali di gru che rimanda alla morte del poeta secondo quanto sopra tramandato da Plutarco. “Ferito a morte dai ladri nei pressi di Corinto, il poeta in punto di morte vide uno stormo di gru e le pregò di vendicare la sua morte. I ladri nel frattempo giunsero a Corinto e, poco dopo seduti nel teatro, videro le gru sopra le loro teste. Uno di loro, sorpreso, esclamò: “Guardate, i vendicatori di Ibico!”, così la gente capì cosa era successo, accusando gli autori del delitto.” L’opera che poteva “…inorgoglire per il suo valore altamente rappresentativo l’intera comunità reggina” (sono parole dello stesso Petrone) rimase soltanto un bozzetto e a Piazza Indipendenza venne realizzata una fontana senza cuore e senza storia in attesa di una nuova sistemazione.

Scrive Diaco: “Qualche anno fa, allorquando si parlava di una riqualificazione della Piazza, avevamo attirato, ma vanamente, l‘attenzione dell’Amministrazione sul progetto di Petrone, autore tra l’altro dei bassorilievi che adornano il podio di Piazza del Popolo. Oggi, non da esperto del settore ma come cittadino e come Associazione Anassilaos, desideriamo riproporre un tale progetto che celebra la Reggio greca e il suo cantore che, a parte il monumento realizzato a cura di quella che era un tempo l’Azienda di Soggiorno e Turismo, opera pregevole di Michele Guerrisi, non ha in Città un riconoscimento pari alla sua fama nel mondo antico”.

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