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Suppletive di Reggio, Cannizzaro lancia la bomba: “Dietro il passaggio di Giannetta in FN c’è Nino Minicuci”

La rivelazione choc è stata rilassciata dal Sindaco di Reggoi, nel corso dell'iniziativa FdI, a Palazzo Campanella, a sostegno di Roscioli

di Sebastiano Plutino
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Una dichiarazione destinata a riaprire il dibattito e a cambiare i toni della campagna per le suppletive di Reggio Calabria.

A rilasciarla è stato il sindaco Francesco Cannizzaro, intervenuto nella sala Monteleone di Palazzo Campanella nel corso dell’iniziativa promossa da Fratelli d’Italia a sostegno del candidato del centrodestra Fabio Roscioli.  Ecco la frase che toglie ogni margine all’interpretazione: «Lo dico per la prima volta, con nome e cognome: a organizzare tutto è stato Nino Minicuci».

Nella lettura del primo cittadino, la manovra avrebbe avuto un obiettivo preciso: mettere in difficoltà la nuova fase del centrodestra reggino, costruendo una candidatura contrapposta a quella di Roscioli. Il riferimento è all’ex candidato sindaco del centrodestra alle comunali del 2020, battuto al ballottaggio da Giuseppe Falcomatà. Cannizzaro ha ricollegato direttamente quella stagione politica alla partita delle suppletive, trasformandola in un vero e proprio regolamento di conti.

«Secondo lui è un genio. L’abbiamo visto cinque anni fa: ha restituito la città a Falcomatà», ha affondato. «Fui il primo a dire che non era la figura giusta per Reggio e che non poteva rappresentare degnamente il centrodestra. Poi la politica funziona così: subii anch’io quella scelta, ma partecipai lealmente, lavorai e organizzai le liste».Secondo Cannizzaro, già allora una parte dell’elettorato di centrodestra non si riconobbe in Minicuci come candidato credibile per la città: «I reggini, anche quelli di centrodestra, gli dissero di no, legittimamente».

Un attacco durissimo, lanciato durante un appuntamento che riuniva l’intera coalizione a sostegno di Roscioli e che trasforma la corsa alle suppletive anche in un confronto aperto dentro lo stesso schieramento conservatore. Nel suo intervento Cannizzaro ha ribadito il tema dell’unità della coalizione, respingendo l’idea che l’addio di Giannetta possa indebolire il progetto politico costruito in città.

«Noi siamo un albero bellissimo, un albero che produce molti frutti. Quando ci sono frutti marci, è meglio perderli anche lungo il percorso, perché rischiano di danneggiare tutto l’albero», ha dichiarato.

Il sindaco si è detto «orgoglioso» della squadra che si è formata attorno alla sua amministrazione, composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Noi Moderati e dalle altre forze che sostengono il governo cittadino.  Una coalizione che, secondo Cannizzaro, può contare sul rapporto con la Regione e con il Governo centrale: «Le iniziative che abbiamo realizzato non sono merito solo del sindaco. Sono il risultato di un lavoro di squadra per Reggio, con il sostegno dell’esecutivo regionale e di quello nazionale».

«Roscioli lo abbiamo scelto noi»Cannizzaro ha poi ricostruito come è nata la candidatura di Fabio Roscioli, respingendo l’ipotesi di una designazione imposta da Roma e rivendicando la scelta condivisa con il presidente della Regione Roberto Occhiuto.

«Quando io e Roberto siamo andati da Fabio per chiedergli di candidarsi, all’inizio si è messo a ridere. Gli abbiamo detto: “Proprio tu, perché sei un uomo delle istituzioni e perché sei colui che crea il ponte tra Governo e Parlamento”».

Roscioli è stato presentato come una figura in grado di muoversi nelle dinamiche istituzionali nazionali e di mettere la propria esperienza a disposizione della città nei mesi che separano le suppletive dalle prossime elezioni politiche.

«Mi sento onorato e privilegiato che abbia accettato, mettendosi a disposizione del progetto del centrodestra reggino. Chi vota Fabio Roscioli non vota solo Fabio Roscioli: vota un centrodestra unito, una squadra e questo progetto di città».

In chiusura, Cannizzaro ha marcato una netta distanza anche da Roberto Vannacci, contestandone le posizioni sui diritti delle persone con disabilità, sulla guerra in Ucraina e sull’Europa. «All’inizio Vannacci mi stava pure simpatico, poi ho approfondito il fenomeno. Se dice che le persone disabili non possono stare nella stessa stanza delle persone normodotate, io ho paura. Se un leader sta dalla parte della Russia e contro l’Ucraina, io ho paura. Se ha certe posizioni sull’Europa, allora è lontano da me e ne prendo nettamente le distanze».

Ma il passaggio più delicato sul piano politico dell’incontro con Donzelli rimane quello sulla candidatura di Giannetta. Cannizzaro ha deciso di indicare apertamente Minicuci come il regista dell’operazione che ha spaccato il fronte azzurro. Un’accusa politica di grande peso che, a pochi giorni dal voto, rende ancora più incandescente la corsa per il collegio uninominale di Reggio Calabria.Sul palco anche il responsabile nazionale Organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, tornato in città per accompagnare la coalizione nell’ultima fase della campagna in vista del voto del 27 e 28 settembre.Davanti ai rappresentanti nazionali, regionali e locali del centrodestra, Cannizzaro ha indicato pubblicamente in Nino Minicuci l’autore della manovra politica che avrebbe convinto Domenico Giannetta, fino a quel momento capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ad accettare la candidatura proposta da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Una candidatura nata in aperta contrapposizione a quella unitaria di Roscioli per il seggio alla Camera lasciato libero dallo stesso Cannizzaro.Il sindaco ha ripercorso le tappe che avrebbero preceduto la rottura di Giannetta con Forza Italia. Stando a quanto raccontato, il consigliere regionale sarebbe stato spinto ad accettare facendo leva sul percorso compiuto nel partito e sulle sue ambizioni politiche.

«Gli hanno detto: “Sei stato presidente di commissione, sei stato capogruppo di undici consiglieri regionali, devi andare a Roma”», ha riferito Cannizzaro.Il sindaco ha infine parlato di un «trait d’union», di una figura di collegamento che avrebbe messo in contatto Giannetta con il progetto politico di Vannacci.

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