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Villa: De Marco interviene sulle condizioni dello stadio “Santoro”

"Dopo tanti anni di chiusura, lo Stadio Comunale avrebbe dovuto essere restituito alla città come un gioiello"

di Sebastiano Libri
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Domenico De Marco, consigliere comunale di Forza Italia e rappresentante della minoranza, interviene sulle condizioni dello Stadio Comunale Santoro, a pochi giorni dall’avvio dei campionati ufficiali.

«Dopo tanti anni di chiusura, lo Stadio Comunale Santoro avrebbe dovuto essere restituito alla città come un gioiello. Un luogo finalmente riconsegnato agli sportivi, alle associazioni e soprattutto ai nostri bambini e ai nostri ragazzi. Invece, ancora una volta, ci troviamo a dover denunciare una situazione che mortifica il valore di una struttura così importante per Villa San Giovanni».

«Una qualsiasi amministrazione realmente lungimirante  avrebbe colto l’occasione della riapertura dopo tanti anni per programmare per tempo tutti gli interventi necessari e restituire lo stadio nelle migliori condizioni possibili. Sarebbe stato anche un modo per premiare le tante associazioni e gli sportivi che per anni sono stati privati del loro impianto. Invece, a mio avviso, si è persa un’importante occasione».

Il problema, secondo il consigliere di minoranza, non è soltanto estetico.

«Parliamo di un impianto frequentato da bambini e ragazzi, dove tra pochissimo inizieranno le competizioni ufficiali. La presenza di erbacce, rifiuti e condizioni di scarsa cura non rappresenta soltanto un problema di decoro, ma pone anche una questione di sicurezza e di immagine. E quando le squadre ospiti arriveranno a Villa San Giovanni, non possiamo pensare che sia questo il biglietto da visita che vogliamo offrire della nostra città».

«C’è poi una questione che, ad oggi, nessuno ha ancora spiegato con chiarezza e riguarda l’agibilità dell’impianto: sulla base della normativa vigente, per quante persone è effettivamente agibile il Santoro? È una domanda semplice, ma fondamentale, soprattutto alla vigilia dell’avvio dei campionati e considerata la presenza di pubblico che inevitabilmente accompagnerà le partite. Su questo servono risposte precise e trasparenti».

«Va dato atto alle società e alle associazioni di aver dimostrato, ancora una volta, grande senso di responsabilità e spirito di collaborazione. Le attività di cura e di ordinaria manutenzione che sono state effettuate finora sono state portate avanti direttamente da chi vive quotidianamente lo stadio. Ma il Santoro è un impianto comunale e il Comune, in quanto proprietario, deve garantire programmazione, manutenzione e condizioni adeguate di fruibilità».

«Questo episodio dimostra ancora una volta, a mio giudizio, quanto manchi una vera programmazione. Se sai da mesi che uno stadio è stato chiuso per anni, che finalmente viene riaperto e che stanno per iniziare i campionati, non puoi arrivare all’ultimo momento a occuparti delle condizioni dell’impianto. La manutenzione andava programmata prima della riapertura e non dopo le segnalazioni della minoranza e dei cittadini».

«Devo dire che, sotto questo aspetto, mi considero quasi fortunato. Ormai capita abbastanza spesso che l’Amministrazione si accorga di alcuni problemi e intervenga dopo le segnalazioni della minoranza e dei cittadini. E, diciamolo senza troppi giri di parole, spesso dopo le mie segnalazioni. Evidentemente questo è uno dei compiti della minoranza: segnalare ciò che non va, anche a costo di far arrabbiare la sindaca. Se la sindaca si arrabbia perché la minoranza fa il proprio lavoro, pazienza: significa che almeno la minoranza sta facendo il proprio lavoro».

«Quindi – continua ironicamente – magari sarò fortunato anche questa volta e, dopo questa segnalazione, vedremo finalmente sistemato il Santoro. Me lo auguro sinceramente, perché alla fine non sarebbe una vittoria mia, ma una buona notizia per i bambini, per le associazioni, per le famiglie e per tutta la città».

 

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