Il rito tradizionale del cero votivo, momento centrale dei festeggiamenti per la Madonna della Consolazione, si trasforma anche nell’occasione per rivolgere un appello particolare a Papa Leone XIV. Dalla Cattedrale di Reggio Calabria,
l’arcivescovo metropolita Fortunato Morrone ha manifestato la volontà di accogliere il Pontefice in città in occasione dei cento anni dalla ricostruzione del Duomo.Una ricorrenza di grande valore, che cadrà tra due anni e che, nelle intenzioni del presule, potrebbe costituire l’opportunità ideale per una visita del Santo Padre in terra calabrese.«Nel mio cuore, in quello dei nostri presbiteri e di tutta la nostra Chiesa c’è questo desiderio – ha detto Morrone –. Glielo comunicherò di persona quanto prima. Noi desideriamo che Papa Leone venga tra noi: potrebbe essere un’occasione splendida».L’arcivescovo ha quindi richiamato il profondo radicamento di Reggio Calabria nelle origini del cristianesimo, evocando il passaggio di San Paolo attestato negli Atti degli Apostoli. Proprio dalla città dello Stretto, secondo l’ipotesi proposta da Morrone, potrebbe prendere avvio un itinerario capace di coinvolgere anche le altre Chiese calabresi.
«Dal punto di vista apostolico, partendo da Reggio, come leggiamo negli Atti degli Apostoli, San Paolo si fermò qui. La nostra origine è dunque apostolica. Sarebbe bello che Papa Leone, nel ricordo anche della visita di Giovanni Paolo II, si soffermasse più a lungo in questa terra di Calabria».
Un desiderio condiviso dai fedeli presenti, che hanno accolto l’idea con grande entusiasmo. L’invito rivolto al Pontefice rientra in una riflessione più ampia sull’identità della Chiesa reggina, descritta dal vescovo come una comunità ricca di persone, di storie e di testimonianze spesso discrete. «Ci sono tanti laici e laiche che, anche senza clamore, hanno messo parte dell’intelligenza del loro cuore al servizio della crescita di questa Chiesa. Sono i santi della porta accanto di cui parlava Papa Francesco», ha evidenziato Morrone.
L’attenzione si è poi concentrata sulla bellezza del Duomo, non inteso solo come struttura architettonica, ma come espressione della comunità che lo abita e lo rende vivo. «Questa Cattedrale è bellissima e riflette la bellezza di tanta gente che, nel silenzio, contribuisce a rendere più armonico, coeso e bello il nostro vivere civile ed ecclesiale. Noi vogliamo una Chiesa non tanto fatta di mattoni, ma di persone. Questa è la nostra missione».
Al centro del suo discorso anche il valore dell’accoglienza e della misericordia. Morrone ha ricordato che alla mensa del Signore «a nessuno mancherà il pane», indicando nell’amore sconfinato di Dio e nel perdono il fondamento dell’impegno della comunità ecclesiale.La riflessione si è chiusa affidando ancora una volta Reggio Calabria allo sguardo della sua Patrona. «Ci poniamo sotto lo sguardo di Maria Santissima, la più bella tra gli esseri umani, perché riflette la bellezza dell’umanità divina di Gesù».Dalla festa più cara ai reggini giunge così un invito destinato a superare i confini cittadini: portare Papa Leone XIV a Reggio Calabria per celebrare il centenario della rinascita del Duomo e rinsaldare il legame tra la Chiesa reggina, la sua origine apostolica e il successore di Pietro.