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Monteleone (Comitato 594) Futuro Nazionale: “Reggio non è il collegio di riserva di nessuno”

"La rappresentanza politica non è una delega in bianco concessa agli apparati: è un rapporto con una comunità", dichiara il referente

di Sebastiano Plutino
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C’è una vecchia idea della politica secondo la quale a Reggio Calabria si può arrivare con un nome deciso altrove, presentarlo al territorio qualche settimana prima del voto e pretendere che gli elettori facciano semplicemente da notaio ma questa idea non la condividiamo. Reggio Calabria non è un collegio di riserva, non è una casella da riempire sulla mappa elettorale nazionale e soprattutto non è un territorio politicamente incapace di esprimere la propria rappresentanza”. È quanto dichiara Domenico Monteleone, referente del Comitato Costituente Reggio Calabria 594 di Futuro Nazionale, intervenendo sulla candidatura di Domenico Giannetta alle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati.

“Trovo francamente superata, prosegue Monteleone, la concezione secondo cui il territorio debba limitarsi ad accogliere candidati scelti nelle stanze dei partiti, magari lontano dai problemi che poi quegli stessi candidati saranno chiamati a rappresentare. La rappresentanza politica non è una delega in bianco concessa agli apparati: è un rapporto con una comunità e un rapporto serio presuppone conoscenza, presenza e responsabilità”.

“Ed è proprio per questo che trovo altrettanto singolare la retorica del “voto utile”, utilizzata come se gli elettori reggini dovessero convincersi che il proprio voto diventi utile soltanto quando viene consegnato al candidato indicato dagli equilibri nazionali. Il voto è utile quando serve a rappresentare gli interessi della comunità che lo esprime, non quando viene trasformato in una formula propagandistica per giustificare una candidatura”.

“Ci viene spiegato, continua Monteleone, che Fabio Roscioli, nella sua qualità di tesoriere nazionale di Forza Italia, sarebbe la persona capace di sbloccare finanziamenti, aprire interlocuzioni e tutelare interessi del territorio. Bene. Ma allora la domanda è inevitabile: se possiede già gli strumenti, i rapporti, il ruolo e le possibilità per farlo, perché dovrebbe essere necessario un seggio parlamentare?”

“Se esistono finanziamenti da recuperare, li recuperi, se ci sono interlocuzioni da avviare, le avvii, se ci sono interessi del territorio da difendere, li difenda. Non si comprende perché ciò che, secondo questa narrazione, sarebbe già nelle possibilità del tesoriere debba improvvisamente diventare possibile soltanto dopo la sua elezione alla Camera”.

“E qui, aggiunge Monteleone, la retorica del “voto utile” mostra tutta la sua fragilità. Perché ai cittadini di Reggio Calabria viene chiesto di rinunciare a una rappresentanza espressione del territorio per consegnare il seggio a qualcuno che, secondo le stesse motivazioni utilizzate per sostenerne la candidatura, potrebbe già svolgere quel compito in virtù dell’incarico che ricopre?”

“Che cosa aggiungerebbe realmente l’elezione? Quale potere ulteriore nascerebbe dal passaggio dal ruolo di tesoriere nazionale a quello di parlamentare? Quale risultato oggi sarebbe impossibile e domani diventerebbe possibile soltanto grazie al voto dei reggini? Sono domande semplici, ma finora la risposta sembra essere sostituita dalla ripetizione del motto “voto utile’”.

“Perché dire semplicemente “votate Roscioli perché è utile” non è una spiegazione politica. È uno motto e un motto diventa particolarmente debole quando pretende di spiegare a una comunità perché dovrebbe rinunciare alla possibilità di eleggere una persona che quella comunità conosce e che ha maturato il proprio percorso politico e istituzionale sul territorio”

“Reggio Calabria, prosegue Monteleone, non ha bisogno di essere trattata come un collegio dove collocare una candidatura perché serve una casella parlamentare. Ha bisogno di una rappresentanza che sappia da dove viene, a chi deve rispondere e quali problemi deve portare dentro le istituzioni.”

“È precisamente questo il punto dal quale noi del Comitato 594 guardiamo alla candidatura di Domenico Giannetta. Giannetta ha alle spalle un percorso politico e istituzionale maturato in Calabria, ha ricoperto incarichi regionali e ha avuto esperienza parlamentare. Quando si discute di rappresentanza territoriale, i fatti vengono prima dei motti politici”

“Noi non sosteniamo Giannetta perché ci viene chiesto di farlo, ma perché abbiamo scelto politicamente di farlo. E c’è una differenza enorme tra una candidatura che arriva sul territorio e una candidatura che il territorio decide di sostenere. Il Comitato 594 mette la propria faccia su questa scelta e la rivendica pubblicamente”.

“In questo percorso, sottolinea Monteleone, voglio anche riconoscere pubblicamente il lavoro del coordinatore regionale di Futuro Nazionale, on. Domenico Furgiuele, che ha saputo dare alla presenza del movimento in Calabria una direzione politica chiara, favorendo il radicamento territoriale e il confronto tra le diverse realtà locali. La sua impostazione ha il merito di considerare i comitati non come semplici terminali elettorali, ma come realtà politiche chiamate a costruire presenza, partecipazione e consenso sul territorio. È una impostazione che condividiamo e nella quale il Comitato 594 intende continuare a svolgere il proprio ruolo con autonomia, responsabilità e lealtà politica”.

“Il Comitato 594 è nato con una convinzione precisa: la politica deve tornare a guardare il territorio negli occhi. Non siamo interessati alla politica fatta esclusivamente attraverso comunicati, fotografie e passerelle elettorali. Siamo interessati a costruire una presenza politica che sappia ascoltare, discutere, assumersi responsabilità e, quando necessario, anche dire cose scomode”.

“Per questo non ci interessa soltanto chi sarà scritto sulla scheda elettorale, ma quale idea di rappresentanza accompagnerà quel nome. Noi scegliamo una rappresentanza che parte da Reggio, non una candidatura che arriva a Reggio. È una differenza apparentemente sottile, ma politicamente enorme”.

“E sia chiaro, continua Monteleone, che sostenere Giannetta non significa chiedere al territorio un atto di fede. Significa assumere una posizione politica precisa e dichiararla pubblicamente. Noi mettiamo la nostra faccia a sostegno di Domenico Giannetta perché riteniamo che il Parlamento debba essere il luogo nel quale Reggio possa far arrivare una voce che conosce direttamente questa terra”.

“Questa non è soltanto una scelta su un candidato. È una scelta sul modello di rappresentanza che vogliamo affermare. Da una parte c’è una politica che decide, nomina e poi chiede al territorio di adeguarsi; dall’altra c’è una politica che parte dalle comunità, dal loro vissuto e dalle loro esigenze. Il Comitato 594 ha scelto senza esitazioni la seconda strada”.

“E allora, se qualcuno vuole parlare di “voto utile”, abbia almeno il coraggio di spiegare utile a chi e utile a cosa. Perché il voto dei reggini non è una cambiale firmata in bianco e Reggio Calabria non è il parcheggio elettorale di nessuno”.

“Forse, conclude Monteleone, dietro tutta questa narrazione c’è un’altra ragione, che ancora non conosciamo. Magari, per usare una formula già circolata in questi giorni, la candidatura di Roscioli non c’entra un c…. con tutte le motivazioni che vengono raccontate per giustificarla. Sarebbe interessante conoscere allora quelle vere”.

“Il nostro punto, invece, è chiarissimo: il territorio non deve essere chiamato soltanto a ratificare decisioni prese altrove. Deve poter scegliere chi lo rappresenta. E noi abbiamo scelto Domenico Giannetta”.

“Il nostro sostegno è quindi pieno, convinto e politicamente dichiarato. A Domenico Giannetta affidiamo questa battaglia politica e noi saremo al suo fianco, sul territorio, tra la gente, mettendoci la faccia. Perché Reggio Calabria non ha bisogno di essere rappresentata da qualcuno che arriva da Roma per chiedere voti: ha bisogno di una voce che parta da qui e arrivi fino a Roma”.

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