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Reggio: un cittadino segnala il tetto al collasso di un palazzo a Tremulini

Dopo l'incendio di Santa Caterina, l'ing. Basile Rognetta segnala la grave situazione di un palazzo in via Ibico

di Sebastiano Plutino
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L’ingegnere Basile Rognetta torna a denunciare la grave condizione strutturale di uno stabile di via Ibico, che rappresenta un rischio sia per chi ci abita sia per chi transita sotto il palazzo dal tetto ormai fatiscente.

Il drammatico rogo che ha devastato un edificio nel quartiere di Santa Caterina riporta l’attenzione su un altro immobile reggino al limite.A lanciare un nuovo appello – che segue numerose segnalazioni già inviate da oltre due anni – è l’ingegnere Francesco Basile Rognetta, che chiede per l’ennesima volta un intervento urgente sullo stabile di vecchia costruzione situato a Tremulini in via Ibico, interessato da un serio dissesto della copertura.«L’edificio – spiega Basile Rognetta – presenta le stesse caratteristiche costruttive di quello in cui si è sviluppato il recente incendio a Santa Caterina. Proprio pensando alla tragedia sfiorata di qualche giorno fa, segnalo nuovamente la gravissima situazione di pericolo che persiste nel vetusto fabbricato che si trova sul lato mare di via Ibico, all’altezza del civico 1/h».

L’ingegnere segnala un importante cedimento delle strutture portanti del tetto, che va avanti da anni e si è aggravato anche a causa delle condizioni climatiche: «Le orditure della copertura – ci dice – realizzate in legno, sono da tempo deteriorate e la situazione è peggiorata con il caldo estivo. Quel tetto è ormai prossimo al crollo, con rischi sia per chi vive nel palazzo sia per i pedoni che percorrono il marciapiede sottostante».Basile Rognetta ricorda che, in seguito alle sue precedenti segnalazioni, una porzione dell’edificio era stata interdetta con una rete di protezione per impedirne il passaggio.

«C’è stato – spiega – un intervento dei vigili urbani nell’ambito di un’azione congiunta con Asp e Procura, a cui ho inviato pec di cui ho perso il conto. Mi sono rivolto anche alla Prefettura, senza esito. Ma ora la rete non c’è più – prosegue – e si può transitare liberamente nonostante il pericolo, in un’area molto frequentata e con numerosi esercizi commerciali».

L’immobile rientra nel patrimonio di edilizia residenziale pubblica ex Aterp, passato nella disponibilità del Comune e l’ingegnere precisa: «L’Amministrazione è ancora coinvolta perché non tutti i residenti hanno acquistato il proprio appartamento e alcuni restano assegnatari di un bene di proprietà comunale».

Conclude Franco Basile Rognetta: «Anche a vista la condizione dell’immobile fa capire che la manutenzione e la messa in sicurezza sono diventate urgenti e non più rinviabili. Purtroppo si interviene sempre e solo in emergenza, in questo caso si possono ancora evitare danni gravi per chi abita in quel palazzo e per chi dovesse malauguratamente trovarsi nei paraggi».

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