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Suppletive, Vannacci a Piazza Duomo a sostegno di Giannetta: “Scegliete tra Reggio o Barabba”

Il leader di Futuro Nazionale ha concluso la campagna elettorale a Piazza Duomo a sostegno del candidato Domenico Giannetta

di Sebastiano Plutino
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«Scegliete Giannetta o Barabba? Reggio o Barabba?». Roberto Vannacci sale sul palco di piazza Duomo dove ha chiuso la campagna elettorale di Mimmo Giannetta, candidato di Futuro Nazionale alle suppletive del 27 e 28 settembre.

Il generale, tornato in Calabria pochi giorni dopo la tappa di Siderno in cui ha presentato la candidatura del consigliere regionale, riserva a Reggio la sua performance migliore, esaltando i valori della vera destra di Fn e replicando, davanti a una platea composta in gran parte da giovani e giovanissimi entusiasti per questo slancio, soprattutto a Francesco Cannizzaro, segretario regionale di Forza Italia, vera e propria voce del padrone evocata dall’eurodeputato: «La politica vi ha massacrato in ogni modo e ora dovete scegliere tra un padrone che aspetta solo di vedervi scodinzolare al suo fischio e un’alternativa di libertà, Mimmo Giannetta, un reggino che vive su questo territorio con la sua famiglia, i suoi quattro figli. In Parlamento abbiamo già 9 deputati – ha aggiunto – lo stesso numero dei gironi dell’inferno dantesco, manca il decimo o la decima, che rappresenterà il diavolo. Io vorrei che Mimmo Giannetta alla Camera fosse il nostro diavolo».

Il richiamo infernale è alle parole di Cannizzaro, che in più occasioni ha detto che Vannacci fa paura. «Qui però vedo tantissimi giovani – ha incalzato il generale – quindi non vi faccio paura? Forse ad avere paura sono loro, che ne inventano una al giorno contro di me. Per giustificare la candidatura di un avvocato romano, tesoriere di Forza Italia, Cannizzaro ha fatto l’elenco dei candidati non calabresi, una lista del malcostume come se fosse una cosa normale. Come dire che siete stati cornuti una, due volte, e dovete continuare a esserlo».In piazza Duomo, luogo scelto non a caso («Dio è il nostro primo valore») Vannacci ha voluto con sé gli stati generali di Futuro Nazionale, dai vertici nazionali Massimo Simoni, coordinatore, ed Edoardo Ziello, responsabile amministrativo, ad Annamaria Frigo, responsabile tesseramento, al deputato Domenico Furgiuele, coordinatore regionale, al parlamentare Tommaso Calderone, che come Giannetta è approdato al partito da Forza Italia.

«Tre mesi fa non esistevamo – ha esordito Furgiuele – e ora siamo in questa piazza senza aver chiesto il permesso a nessuno. Questa città ha una storica tradizione di destra, per questi valori nei moti ci sono stati dei morti. In queste elezioni volete farvi comandare da Forza Italia, da un partito che in Sicilia ha imposto un candidato di Cuneo e a Reggio uno di Roma?»E mentre partiva già l’ovazione per Giannetta, il deputato ha aggiunto: «Basta definirlo un traditore. Giannetta è stato deluso da un partito dove non c’è spazio se non fai parte della famiglia».

Calderone ha rincarato la dose: «Non riesco a credere che si possa candidare una persona che non è di questa terra e parlare di traditori. Giannetta si era stancato, questa è la verità. Come mi sono stancato anch’io».

Massimiliano Simoni ha definito Reggio emblematica della triade di Futuro Nazionale mutuata da una massima mazziniana. Dio, Patria, Famiglia, che in questa città riesce a ispirare con naturalezza: «Mi sono sentito subito a casa qui, oggi. Ho provato una grande emozione quando poco fa abbiamo visitato il museo, dove ho visto per la prima volta i Bronzi. Mi vergogno di non averlo fatto prima, quelle meravigliose creature fanno capire cosa intendiamo quando parliamo di patria, identità e tradizione».

L’intervento di Giannetta è stato accolto dall’affetto della piazza: «Lasciare un partito in cui non mi riconoscevo più non significa essere traditore, mercenario, come mi hanno definito». «Mi conoscete tutti – ha detto – la storia di questa candidatura posso raccontarla a testa alta perché ho lasciato un incarico sicuro, una zona di comfort per un nuovo progetto. Lasciare Forza Italia dopo vent’anni non è stato semplice e non rinnego nulla, ma non era più il mio partito». Sui venti di guerra con cui gli avversari hanno annunciato la visita di Vannacci, il candidato ha ribattuto: «Un sindaco amministra una città, non la possiede. Nessuno ha il diritto di dire chi può venire o meno a Reggio. Si è parlato di incarichi in Parlamento come se fossero intercambiabili, hanno detto che Roscioli può sbloccare fondi. Ma perché io non dovrei poterlo fare, non ne ho le capacità? E mi chiedo perché questi fondi siano bloccati: chi era deputato e oggi è sindaco avrebbe potuto sbloccarli prima».

«Non sono un traditore – ha concluso – e stasera ho quella serenità che mi permette di guardare in faccia ognuno di voi. Non so se gli altri possano fare la stessa cosa».

Il leader di Futuro Nazionale ha ricordato l’ascesa continua del suo movimento: «In pochi mesi siamo arrivati all’8 per cento e siamo solo all’inizio. Il prossimo fine settimana voi potete scegliere tra un voto da uomini liberi o essere trattati come asini. È questo che fanno quando promettono deleghe a chi li vota, è la carota data agli asini».  Il finale è da apoteosi con la metafora cristiana e Vannacci nei panni di un energico Ponzio Pilato: «Dovete scegliere tra Reggio, con Giannetta, o Barabba».

Finito il comizio, il generale è stato trattenuto in piazza per concedere autografi e selfie a una piccola ma galvanizzata folla di ammiratori, tra cui molti ragazzi. «Parlo molto con dodicenni e tredicenni – ha dichiarato – che ascoltano le mie parole e mi dicono che quando avranno diciotto anni mi voteranno».Un futuro che per Vannacci e Futuro Nazionale sarà al governo per attuare un programma con misure già pronte («Illegale un giorno, illegale per tutta la vita» che farà da sbarramento permanente contro i clandestini, ma anche l’inderogabile cornice culturale della tutela dell’Italia agli italiani «per rispetto a ciò che hanno costruito i nostri padri»). Ma in queste proposte i tanti ragazzi reggini che stasera inneggiavano a Vannacci credono davvero o è soltanto l’ennesimo trend? «Ci piace perché è uno che vuole garantire sicurezza», commenta una giovane dietro le transenne, in attesa del suo turno per la foto con il generale da postare sui social come un trofeo.

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