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Basket: i numeri del CONI certificano uno sport in crisi

In attesa della trasferta della Viola a Vicenza, ecco il resoconto del CONI sul mondo della palla a spicchi. I numeri di uno sport in crisi

di Giuseppe Dattola
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Prosegue la settimana di lavoro di una Viola che si avvicina alla trasferta di Vicenza; i ragazzi di coach Carrea stanno preparando questo incontro con l’obiettivo di centrare il quarto successo esterno stagionale.

Intanto, oggi, facciamo una riflessione sui numeri pubblicati in questi giorni dal Coni; emerge un dato importante per quanto riguarda gli affiliati: 1.162.477 iscritti della FIT, contro 1.123.054 della FIGC.

Il tennis diventa dunque lo sport con più tesserati in Italia: per quanto riguarda il totale, 6.069.891 atleti tesserati, in crescita del 7,7% rispetto al 2023. Alle spalle delle prime due federazioni troviamo la pallavolo con 359.797 iscritti, la pallacanestro con 320.769 e l’atletica leggera con 292.599.

Ma proprio il dato del basket italiano, confrontato con quello di otto anni fa, racconta la crisi del movimento cestistico.
Secondo il rapporto ufficiale CONI del 2016, la Federazione Italiana Pallacanestro contava allora 315.879 atleti tesserati, contro i 320.769 del 2024. In otto anni, dunque, un incremento di appena 4.890 unità, pari all’1,5%.

Nello stesso periodo il movimento sportivo federale italiano è passato da 4,58 a 6,07 milioni di atleti, con una crescita superiore al 32%. Significa che il peso della pallacanestro sul totale degli atleti tesserati è sceso dal 6,9% al 5,3%.

Non solo: le società affiliate alla FIP sono passate dalle 3.251 del 2016 alle 3.177 del 2024, con 74 realtà in meno. Numeri che non certificano un calo assoluto dei praticanti, ma una sostanziale stagnazione della pallacanestro italiana mentre altri sport hanno saputo allargare significativamente la propria base.

Questi sono i dati rilasciati in questi giorni dal Comitato Olimpico nazionale che certificano il calo di interesse di uno sport che tanti anni fa aveva numeri simili al calcio.

Provare a spiegarne i motivi è difficile: esposizione televisiva, difficoltà economiche delle società; troppi vincoli burocratici e regolamentari esposti dalla federazione ma questo sport non attira più come una volta.

Si fanno spesso confronti e tavole rotonde fra gli addetti ai lavori per provare ad offrire soluzioni ma fino a quando la Federazione Italiana Pallacanestro verrà gestita come un ufficio catastale e non come un ente che deve rinnovarsi praticamente anno dopo anni adeguandosi alle esigenze delle società e degli atleti, i numeri saranno questi anzi potrebbero peggiorare.

Serve una rivoluzione partendo dalle basi, serve sostenere progetti sull’attività giovanile, servono regole diverse e più elastiche perché il basket per gli imprenditori è diventato uno sport a perdere ed, ovviamente, le forze finanziare che si avvicinano dopo qualche anno di perdite, decidono di allontanarsi con il risultato di fallimenti, vendita di titoli e fine dei sogni per i tifosi

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