Profonda preoccupazione e indignazione per il fallimento amministrativo del Comune di Reggio nella gestione dei fondi PINQUA, risorse fondamentali che avrebbero dovuto trasformare alcuni tra i quartieri più sofferenti della città, ovvero Arghillà nord, Modena-Ciccarello e Reggio Sud-Gebbione, vengono espresse dal Gruppo Civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già avviato la revoca parziale del finanziamento, richiedendo la restituzione di oltre quattro milioni di euro e certificando il completo mancato rispetto dei cronoprogrammi.
Il Ministero, continua il Gruppo, arriva perfino a mettere nero su bianco che “gli scostamenti non appaiono più recuperabili dopo oltre tre anni dalla convenzione”.
Tra i progetti più colpiti c’è quello destinato alla zona di Modenelle, nel quartiere di Arghillà, una delle aree più fragili della città, di cui era stata assicurata la riqualificazione ma per il quale, ad oggi, non si ha traccia di cantieri avviati o procedure formalizzate mentre si avvicina la scadenza del 31/03/2026, imposta dal PNRR e non prorogabile.
Di contro, si sottolinea, il Comune di Messina, con gli stessi fondi PINQUA, ha già acquistato immobili destinati alle emergenze abitative.
Pertanto, il Gruppo Civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita, dopo un approfondito studio delle normative e delle linee guida del programma PINQUA, avanza una proposta concreta, realizzabile e soprattutto urgente: dirottare i fondi residui verso l’acquisto di alloggi da destinare alle famiglie in difficoltà di Arghillà. Una scelta che risponderebbe alle esigenze reali del territorio e che permetterebbe di salvare almeno una parte del finanziamento evitando una revoca totale. Questa soluzione, già adottata con successo altrove, rappresenterebbe anche un passo importante nel processo di superamento del “ghetto” di Arghillà, offrendo ai cittadini condizioni di vita più dignitose e reali possibilità di riscatto.
“Non possiamo accettare passivamente questo disastro amministrativo”, dichiara la presidente Patrizia D’Aguì. “Ma non tutto è perduto. Se il Comune avrà il coraggio e la volontà politica di correggere la rotta, l’acquisto di alloggi può essere la strada per salvare Arghillà. È un intervento immediatamente attuabile, pienamente compatibile con gli obiettivi del finanziamento e fondamentale per affrontare l’emergenza abitativa che da anni grava sulle famiglie del quartiere. Continuare a rimanere immobili significa perdere tutto: risorse, dignità e la speranza di un futuro migliore”.