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Reggio: assegnato il “Premio Ippocrate 2026”

L’XI edizione del “Premio Ippocrate per il progresso scientifico e sociale”, si è svolta presso l'Auditorium dell'Ordine dei Medici

di Sebastiano Plutino
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Si è svolta presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria, l’XI edizione del “Premio Ippocrate per il progresso scientifico e sociale”, un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale e scientifico del territorio, capace di valorizzare le eccellenze professionali e l’impegno etico al servizio della comunità.

Il Premio Ippocrate è rivolto a personalità del mondo della medicina, della ricerca, della cultura e della società civile che si siano distinte per aver contribuito in maniera significativa alla pace, alla crescita sociale e allo sviluppo della collettività. Un riconoscimento che pone particolare attenzione a quanti si sono prodigati nel soccorso delle classi meno abbienti, nel sostegno alle popolazioni colpite da calamità naturali, nella prevenzione e nel controllo delle attività lesive della pubblica salute, nonché nelle missioni umanitarie in Italia e all’estero, lasciando un segno concreto e duraturo nel tessuto sociale.

Alla cerimonia hanno preso parte il presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, dottor Pasquale Veneziano, il presidente del Premio Ippocrate, dottor Filippo Frattima, il Commissario Straordinario del GOM Tiziana Frittelli, tutto il consiglio dell’Ordine e tanti medici professionisti del territorio che hanno ribadito il valore dell’iniziativa come strumento di riconoscimento del merito e di promozione di una cultura sanitaria fondata su competenza, responsabilità e umanità.

Nel suo intervento, il dottor Veneziano ha sottolineato come “la scelta dei premiati sia stata particolarmente complessa, a fronte delle numerose segnalazioni pervenute, spesso provenienti direttamente da pazienti o familiari che hanno trovato nei medici segnalati non solo professionalità, ma anche ascolto e vicinanza umana”.

“Questo premio – ha spiegato – idealmente va anche a tutti quei colleghi che lavorano in silenzio, con grande passione e dedizione, senza mai cercare visibilità”.

Il presidente dell’Ordine ha poi affrontato il tema delle difficoltà strutturali della sanità calabrese, evidenziando come troppo spesso ogni evento avverso venga automaticamente ricondotto alla cosiddetta “malasanità”, esponendo i medici a una gogna mediatica che non tiene conto delle carenze organizzative e amministrative del sistema. Nonostante ciò, Veneziano ha rimarcato l’eccellenza raggiunta da molti professionisti che hanno scelto di restare sul territorio, riuscendo a garantire livelli assistenziali di altissimo profilo anche in condizioni operative più complesse rispetto ad altre realtà italiane.

Un passaggio significativo è stato dedicato al tema della migrazione sanitaria e alla necessità di invertire la tendenza, valorizzando ciò che di buono la sanità reggina e calabrese è oggi in grado di offrire. In quest’ottica, Veneziano ha ribadito l’importanza di investire sui giovani medici e sulla formazione universitaria locale, sottolineando come l’istituzione di una Facoltà di Medicina a Reggio Calabria rappresenterebbe un passaggio fondamentale per garantire il ricambio generazionale e contrastare la fuga di professionalità.

Il dottor Filippo Frattima, presidente del Premio Ippocrate, ha ripercorso invece la storia dell’iniziativa, nata nel 2007 e cresciuta progressivamente fino ad assumere una valenza che supera i confini provinciali e regionali.

“Nel corso degli anni – ha affermato – su questo palco sono saliti colleghi che, grazie al loro impegno quotidiano e alle conquiste scientifiche raggiunte, hanno portato alto il nome dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria a livello nazionale e internazionale”.

Frattima ha sottolineato come il Premio Ippocrate non rappresenti soltanto un riconoscimento alle competenze professionali, ma soprattutto un tributo alle qualità umane che devono accompagnare l’esercizio della professione medica.

“Il nome di Ippocrate – ha ricordato – ci richiama all’essenza della medicina: la cura del paziente non è solo teoria o tecnica, ma è prima di tutto umanità, rispetto e responsabilità. Il premio vuole anche contrastare una narrazione spesso negativa e generalizzante della sanità, offrendo invece una vetrina dell’immenso patrimonio di competenze e valori del mondo medico reggino e calabrese”.

A ribadire il valore dell’iniziativa è stato anche il segretario dell’Ordine, dottor Marco Tescione, che ha definito il Premio Ippocrate uno degli eventi più significativi organizzati dall’Ordine dei Medici di Reggio Calabria.

“È un’occasione – ha dichiarato – per esaltare la cultura del merito e del giusto, per far emergere persone e professionalità che si sono distinte non solo in ambito sanitario, ma anche culturale e sociale”.

Secondo Tescione, il valore del premio è ulteriormente rafforzato dal fatto che venga conferito da medici ad altri medici: un riconoscimento che nasce dalla consapevolezza condivisa delle responsabilità, delle difficoltà e dei sacrifici che caratterizzano quotidianamente l’esercizio della professione.

Nel corso della serata sono stati conferiti i riconoscimenti ai seguenti premiati: Personaggio dell’Anno, Professoressa Antonella Polimeni; per la Chirurgia, Professor Michele Casella; per la Medicina, Professor Sebastiano Macheda; per la Cultura e l’Arte, Dottor Antonio Nicolò; per l’Impegno Sociale, ADSPEM – FIDAS Sezione di Reggio Calabria (Associazione Donatori di Sangue per il Paziente Emopatico); per i Giovani Medici, Dottor Alberto Polimeni; per lo Sport, Squadra Calcio Medici di Reggio Calabria; Onorificenza Speciale, Dottoressa Angela Alessandra Mirto.

La XI edizione del Premio Ippocrate si conferma così un momento di alto valore simbolico, civile e culturale, capace di unire scienza, solidarietà e impegno sociale, celebrando esempi virtuosi di professionalità e dedizione al bene comune, nel solco dei valori etici che da sempre ispirano la figura di Ippocrate e la missione della medicina al servizio dell’uomo.

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