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Reggio: al via allo “Spazio Open” il “Calabrie Fes Festival”

Domani e il 5 febbraio, partirà il percorso culturale su storia, pensiero e visioni dal Sud con Daniel Cundari e Maria Barillà

di redazione
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Il Calabrie Fes Festival – Pensiero in movimento dal Sud è pronto a partire. Mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio 2026 apre ufficialmente i suoi lavori allo spazio Open di Reggio Calabria, dando avvio a un percorso culturale destinato a proseguire per tutto l’anno. Calabrie Fes è un Festival che nasce in Calabria, ma che guarda lontano, con l’ambizione di leggere il presente e immaginare il futuro a partire dalle sue radici più profonde.

 

Un Festival che nasce dal Sud e parla al mondo

Il Calabrie Fes Festival è promosso dall’Osservatorio Da Sud, insieme a Spazio Open, Med Media e al quotidiano culturale CULT – Cultandsocial.it, media partner dell’iniziativa.

È un progetto che prende forma in una terra segnata da fragilità strutturali, ma anche da una diffusa capacità di resistenza civile, sociale e culturale. “Nato dall’impegno dell’associazione Cabalovo – spiega Gianni Votano, portavoce dell’Osservatorio da Sud – il Festival è pensato come un laboratorio permanente di idee, al fine di costruire nuovi strumenti di lettura delle criticità del nostro tempo, unendo pensiero e azione, dimensione locale e sguardo globale”.

 

Il Calabrie Fes Festival è strutturato in tre sessioni tematiche annuali – Filosofia, Economia e Storia, da cui l’acronimo FES – con l’obiettivo di affrontare le grandi questioni della contemporaneità attraverso un approccio integrato e accessibile, ispirato al pensiero complesso di Edgar Morin.

La seconda sessione dedicata all’Economia è in programma dal 23 al 25 giugno 2026 a Reggio Calabria, mentre la terza sessione, dedicata alla Filosofia, è prevista dal 22 al 24 settembre 2026. Un percorso pensato per accompagnare il pubblico lungo tutto l’anno, intrecciando analisi, memoria e visioni.

Accanto al Festival, l’Osservatorio Da Sud ha già avviato iniziative concrete come il progetto di microfinanza “Tracciare la rotta”, contro la violenza economica di genere, realizzato con MAG delle Calabrie e la Piccola Opera Papa Giovanni – CAV Angela Morabito.

 

La prima sessione: il 1783 come spartiacque della Calabria

La prima sessione, dedicata alla Storia, si svolgerà il 4 e 5 febbraio 2026 presso Spazio Open, in via Filippini 23 a Reggio Calabria, in coincidenza con l’anniversario dei grandi terremoti del 1783.

Il titolo scelto, “Lo spartiacque della Calabria: il 1783 e i grandi terremoti”, richiama un evento che ha segnato non solo la morfologia del territorio, ma anche la storia culturale e sociale della regione, lasciando tracce ancora visibili nel presente.

 

Il programma del 4 febbraio

Ad aprire la prima giornata, alle ore 17.30, sarà Gino Mirocle Crisci, già rettore dell’Università della Calabria, con l’intervento “La storia geologica della Calabria e il sisma del 1783”.
Crisci è stato professore ordinario di Petrografia, Mineralogia e Petrologia, direttore di Dipartimento e preside di Facoltà, oltre che promotore di numerose conferenze nazionali e internazionali sui temi del rischio geologico e vulcanico.

Alle ore 19.15 interverrà Daniel Cundari con “Una catastrofe psicocosmica e la parola tellurica”.
Poeta, scrittore e performer plurilingue, Cundari è attivo sulla scena culturale internazionale ed è fondatore della Piccola Biblioteca di Cuti a Rogliano, nel Parco nazionale della Sila.

 

Il programma del 5 febbraio

La seconda giornata si aprirà alle ore 17.30 con l’intervento di Maria Barillà, dal titolo “La ‘provvida sventura’ e il passato che non passa: i tremuoti del 1783 tra aspirazioni riformistiche e persistenze”.
Storica free-lance e allieva di Angelo D’Orsi, Barillà ha collaborato con Antonio Nicaso e Nicola Gratteri ed è coautrice di importanti studi sulla storia sociale e criminale della Calabria.

 

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