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UNC Calabria sul “Caos Tributi”: “Sugli avvisi dell’Agenzia delle entrate riscossione regna il caos indiscriminato”

"Follia tributaria indiscriminata.", dichiara Il responsabile regionale dell’Unione nazionale consumatori Calabria, avv. Saverio Cuoco

di redazione
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“Non si tratta più del ben noto e ricorrente fenomeno delle cartelle pazze, ma siamo in presenza di una follia tributaria indiscriminata.”

E’ quanto sostiene l’avv. Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, commentando gli avvisi di presa in carico da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, riguardanti i crediti del Comune, che vengono attualmente recapitati ai cittadini in maniera indiscriminata e caotica.

“Infatti, il primo ostacolo nasce nell’individuare di quale credito trattasi, poiché, pur leggendo con la dovuta attenzione, non si riesce a capire a quali crediti vantati dal Comune, la presa in carico si riferisca, costringendo i cittadini per avere chiarimenti in merito, ad estenuanti fatiche con centralini telefonici fantasma o accedendo telematicamente, per chi ha la possibilità di farlo.

A parte tale circostanza, non di poco conto, sta sollevando forti preoccupazioni l’affidamento, da parte del Comune, dei carichi pendenti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Una decisione che, pur rientrando nelle prerogative dell’ente per il recupero dei crediti, rischia di produrre gravi conseguenze per numerosi cittadini che hanno già avviato o definito regolarmente le proprie posizioni.”

“Il nodo principale riguarda il conferimento indiscriminato delle pratiche, confluite in un unico “calderone” senza una preventiva verifica dello stato dei singoli fascicoli. Secondo quanto segnalato ed accertato in questi giorni dall’Unione Nazionale Consumatori, molte posizioni sarebbero state trasmesse all’Agenzia senza essere neppure aperte o analizzate, includendo situazioni profondamente diverse tra loro: pratiche già conciliate con gli organismi di conciliazione, reclami definiti, giudizi ancora pendenti in attesa di sentenza.

Una procedura che rischia di generare un vero e proprio caos amministrativo, infatti, nei casi di giudizio pendente, il contribuente dovrebbe attendere la pronuncia del giudice, mentre, con l’affidamento automatico del carico, sarà ora costretto a presentare istanze di sospensione, richieste di sgravio e ulteriori comunicazioni, scontrandosi con tempi amministrativi notoriamente lunghi.

Il problema si aggrava ulteriormente, considerando che, in assenza di uno sgravio formale comunicato dall’ente, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione prosegue automaticamente la procedura, trasformando avvisi potenzialmente infondati, in cartelle esattoriali. Una dinamica che espone i cittadini al rischio concreto di atti esecutivi nonostante abbia già adempiuto o sia in attesa di una decisione giudiziaria.

Non viene messo in discussione il principio per cui chi non ha mai regolarizzato la propria posizione debba rispondere dei debiti dovuti. La contestazione riguarda invece l’inclusione, nello stesso flusso, di chi ha già conciliato la pratica, ha pagato quanto stabilito o ha correttamente incardinato un giudizio. In questi casi, l’affidamento viene definito non corretto e penalizzante nei confronti dei cittadini.

Particolarmente critica appare la situazione di chi ha concluso una conciliazione e ottemperato ai pagamenti: ricevere una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione che preannuncia una cartella esattoriale, rappresenta un paradosso amministrativo e un ulteriore aggravio, anche sul piano psicologico.

La vicenda solleva interrogativi sull’organizzazione interna del Comune e sull’utilizzo degli strumenti tecnologici disponibili, che avrebbero potuto consentire una gestione più accurata e selettiva delle pratiche, individuando esclusivamente gli inadempienti morosi, ai quali inviare gli avvisi di presa in carico dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Senza un intervento correttivo tempestivo, il rischio è quello di scaricare sui cittadini inefficienze procedurali, che nulla hanno a che vedere con il rispetto delle regole fiscali.”, conclude l’avv. Saverio Cuoco

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