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Mosorrofa celebra la “Giornata Nazionale per la Vita 2026”

La Comunità di Mosorrofa ha celebrato la 48° "Giornata Nazionale per la vita" partecipando alla messa nella parrocchia di S. Demetrio

di redazione
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Mosorrofa celebra la Giornata Nazionale per la Vita 2026

La comunità della parrocchia San Demetrio, dei borghi collinari di Mosorrofa e Sala di Mosorrofa, anche quest’anno, come ormai fa da una trentina d’anni, ha celebrato la vita nascente rifacendosi al messaggio diffuso dalla Conferenza Episcopale Italiana in occasione della 48a Giornata Nazionale per la vita.

Con una celebrazione eucaristica nella chiesa dedicata a San Demetrio megalomartire si è voluta sottolineare l’attenzione al valore inviolabile della vita umana dal concepimento, alla nascita, alla morte naturale.  Il presidente dell’Azione Cattolica locale Pasquale Andidero, nel saluto iniziale ha sottolineato come il tema scelto per il 2026 “Prima i Bambini”, è un pressante richiamo a mettere al centro i più piccoli, i più fragili, coloro che non hanno voce. Un invito ai singoli e alla collettività di non girarsi altrove ma di adoperarsi affinché i bambini vengano accolti, protetti, amati. Tutti i bambini concepiti, nati e non nati. In particolare ha sottolineato, leggendo lo stralcio dalla missiva dei Vescovi “Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale”, la necessità di fermarsi a riflettere sui bambini non nati.

Nella lettera dei Vescovi si sottolinea come spesso la vita dei bambini viene asservita agli interessi degli adulti. Si pensi: ai bambini vittime collaterali delle guerre; di quelli soldato o fabbricati in laboratorio; a chi viene negato il diritto di nascere o a chi si trova in messo a separazioni e divorzi; agli abusati sessualmente e ai baby lavoratori; ai bambini rapiti o a chi è coinvolto in violenze domestiche; a chi è vittima di trafficanti di vite o costretto a migrazioni faticose e molto pericolose. È nostra responsabilità, degli adulti, adoperarsi, lasciando da parte gli egoismi, la ricerca delle comodità e gli interessi economici e di carriera, per creare un mondo a misura della vita che nasce e si sviluppa. Dal documento dei Vescovi: “Si tratta di attuare una vera conversione, nel duplice senso di ritorno e di cambiamento. Ritorno a una cultura che riscopra il valore della generatività, del desiderio di trasmettere la vita e di servirla con gioia”.

Quest’anno la comunità mosorrofana ha avuto la gioia di accogliere, tra nuovi nati o ancora nel grembo materno, 12 vite. Una ricchezza se si pensa alla decrescita della natalità che anche alle nostre latitudini si fa sempre di più sentire ma non sufficiente a contro bilanciare i circa 37 decessi nell’anno. Il parroco sacerdote Domenico Labella nell’omelia commentando il Vangelo del giorno sull’essere sale della terra e luce da mettere sopra il moggio ha invitato tutta la comunità e in particolare i genitori, mamma e papà, ad assumersi la responsabilità della vita, di accudirla, farla crescere con coraggio, accogliendo le difficolta che questo comporta e mettendola sempre al primo posto.

La liturgia si è conclusa con la benedizione delle famiglie presenti, nascenti, nati, mamme e papà, una festa, una gioia, l’augurio che si possa invertire la tendenza e che si ricominci a incrementare le nascite.

La giornata per la vita, come per tutte le ricorrenze tematiche, non deve essere fine a sé stessa ma l’occasione per mettere in risalto una problematica ed innescare un serio esame di coscienza.

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