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Reggio, “Crescere insieme”: il Sistema Integrato 0–6 per il futuro della Città

Pubblichiamo il comunicato dell'avv. Filomena Iatì sul Sistema Integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni

di redazione
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L’educazione dei nostri bambini rappresenta l’investimento più importante per il futuro di Reggio Calabria. Agli inizi di febbraio ho partecipato al convegno “Costruire il sistema integrato 0-6. Sfide, soluzioni e corresponsabilità educativa nel territorio”, organizzato dalla Nuova FISM Reggio Calabria presso la Sala Monteleone del Consiglio Regionale. L’incontro, che ha visto la partecipazione del Presidente Nazionale FISM Luca Iemmi e di numerosi rappresentanti istituzionali, ha fatto emergere una realtà che richiede immediata attenzione.

Il Sistema Integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, istituito con il Decreto Legislativo 65/2017, è uno strumento pensato per garantire pari opportunità a tutti i bambini, indipendentemente dal contesto familiare di provenienza, intervenendo tanto sulle strutture pubbliche quanto su quelle private. Gli obiettivi sono chiari e ambiziosi: promuovere la continuità educativa tra nido e scuola dell’infanzia, sostenere le famiglie nella conciliazione tra lavoro e cura dei figli, ridurre le disuguaglianze e contrastare la povertà educativa, elevare la qualità dell’offerta formativa attraverso personale qualificato.

Non si tratta di semplici servizi per l’infanzia, bensì di creare le condizioni affinché ogni bambino possa crescere con le stesse opportunità.

Durante il convegno sono emersi due esempi virtuosi che dimostrano come sia possibile trasformare questa opportunità in realtà concrete, anche nei territori del Sud: Sicilia e Puglia.

Palermo ha aumentato la copertura degli asili nido dall’8% al 27% in meno di vent’anni, dal  2008 ad oggi, avvicinandosi all’obiettivo del 33% previsto dalla normativa. Questo ha significato un sostegno concreto a migliaia di famiglie.

La Puglia ha dimostrato che investire nel sistema 0-6 non è solo una questione sociale, ma anche economica: l’implementazione del sistema ha contribuito all’aumento del tasso di occupazione e alla crescita del PIL regionale. La programmazione efficace ha coinvolto tutti gli attori del territorio, compreso il mondo imprenditoriale.

Reggio Calabria, invece, si trova in una situazione paradossale: disponiamo di risorse significative ma fatichiamo a trasformarle in servizi concreti per le famiglie. L’attuale amministrazione comunale, pur avendo a disposizione fondi importanti, non è riuscita a dare a questo tema la priorità che merita.

I numeri evidenziano l’entità delle risorse disponibili. La Regione Calabria ha stanziato per il nostro Comune: circa 700.000 euro nel 2023, quasi 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, circa 1,5 milioni di euro previsti per il 2026, una proiezione di 3,5 milioni di euro per il 2027.

Emerge oggi chiaramente un deficit di programmazione che impedisce, conseguentemente, l’utilizzo efficace di queste risorse. Le criticità principali del nostro Comune sono:

Frammentazione organizzativa persistente. Il nostro Comune mantenendo ancora oggi, a differenza di altre realtà del Sud, la separazione delle competenze tra fascia 0-3 anni (settore Welfare) e 3-6 anni (settore Istruzione) causa evidenti difficoltà di coordinamento e rende complessa una programmazione unitaria.

Assenza di una visione strategica. Reggio è sprovvista di un piano organico che indichi tempi, modalità e obiettivi misurabili per lo sviluppo del sistema 0-6.

Mancata realizzazione dei Poli per l’infanzia. Le strutture integrate (0-3/3-6 anni) previste dal decreto nazionale, non hanno ancora trovato attuazione concreta sul territorio comunale, penalizzando le famiglie e impedendo quella continuità educativa che è uno degli obiettivi fondamentali della legge.

Limitato dialogo con il territorio. L’esperienza della Puglia insegna che il coinvolgimento di tutti gli attori – scuole pubbliche, strutture private, cooperative, associazioni e perfino Confindustria – è essenziale per il successo del sistema.

Il sistema integrato 0-6 deve diventare una priorità assoluta della prossima Amministrazione comunale che deve invertire la rotta con una visione ambiziosa e realizzabile.

Peraltro, gli interventi sono di semplice attuazione perché si traducono operativamente nell’accorpamento della gestione dei servizi 0–6 in un’unica struttura comunale, così da facilitare la definizione di un Piano Triennale con obiettivi concreti e verificabili, condiviso attraverso un tavolo permanente con scuole, gestori privati, cooperative, associazioni e rappresentanti delle famiglie.

La Creazione di Poli per l’infanzia, poi, che uniscano nido e scuola dell’infanzia, partendo dai quartieri più bisognosi, determinerebbe l’aumento graduale dei posti disponibili fino a raggiungere il 33% di copertura richiesto dalla normativa nazionale, coinvolgendo sia strutture pubbliche sia private convenzionate, con standard di qualità uguali per tutti. Infine, l’introduzione di tariffe progressive in base all’ISEE, con gratuità e/o agevolazioni per le famiglie con un efficace coordinamento pedagogico comunale che investe nella formazione continua degli educatori e nel coinvolgimento attivo delle famiglie determinerebbe una offerta aggiuntiva di servizi flessibili diretta a favorire la conciliazione dei “tempi di vita” con quelli di lavoro.

Il sistema integrato 0-6 non è solo una questione di servizi educativi: è una scelta di sviluppo sociale ed economico per la nostra città. Significa dare alle famiglie la possibilità di fornire strumenti che concilino la sfera lavorativa con quella familiare, alle madri di non dover rinunciare alla propria carriera ed ai bambini, senza alcuna disparità di trattamento, di crescere in ambienti stimolanti e di qualità.

Significa inoltre creare occupazione qualificata, attrarre e trattenere giovani famiglie nel territorio, contrastare lo spopolamento e la denatalità. L’esperienza della Puglia dimostra che ogni euro investito in questo settore genera ricadute positive sull’economia locale.

Gli esempi virtuosi di Palermo e della Puglia ci dimostrano che è possibile. Le risorse ci sono. Quello che è mancato fino ad oggi è una visione chiara, una programmazione efficace e la volontà politica di mettere davvero al centro i bisogni delle famiglie e il futuro dei nostri bambini.

È tempo di agire con determinazione. Il futuro di Reggio Calabria passa anche dall’investimento sui nostri bambini, sin dalla nascita. E questo futuro non può più aspettare.

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