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Locri: successo per “Inclusività nella mobilità verticale in Calabria”

L’evento formativo di progettazione inclusiva e sperimentazione territoriale è stato promosso da Calabria Mobility e Gal Terre Locridee

di Sebastiano Plutino
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Rappresentanti delle istituzioni, del mondo delle associazioni e delle professioni hanno preso parte all’evento formativo dal titolo “Inclusività nella mobilità verticale in Calabria”, promosso da Calabria Mobility e Gal Terre Locridee, con il patrocinio della Città di Locri, dell’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria e dell’Ordine degli Agronomi di Reggio Calabria, svoltosi nell’Auditorium del Palazzo della Cultura, a Locri.

L’incontro ha acceso i riflettori sul valore dell’inclusione negli spazi urbani e rurali e sulla necessità di superare le barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, promuovendo un approccio progettuale attento ai bisogni di tutti. Sono stati perciò approfonditi i temi legati alle soluzioni strutturali per la mobilità verticale, in relazione alle normative vigenti e alle opportunità di finanziamento disponibili, con l’obiettivo di individuare strumenti concreti per garantire inclusione, sicurezza e autonomia anche alle persone con ridotta mobilità.

Il confronto tra i relatori e il pubblico ha evidenziato la crescente sensibilità del territorio verso una progettazione inclusiva capace di generare armonia tra l’uomo e l’ambiente in cui vive.

«È un tema molto particolare quello dell’accessibilità verticale nei luoghi di lavoro e nei luoghi abitativi per soggetti svantaggiati, si tratta di una situazione su cui sono stati fatti molti passi avanti negli anni ma non possiamo parlare di una questione risolta. Dati recenti dicono che molti palazzi nei centri storici sono addirittura completamente privi di ascensori. Anche le scuole spesso hanno difficoltà, questo tema quindi rappresenta per noi una priorità nell’ottica dell’inclusione. Sosterremo questo progetto con delle iniziative di carattere sperimentale che rendano visibile ciò che può essere fatto nel campo dell’edilizia pubblica» ha detto Guido Mignolli, direttore del Gal Terre Locridee, nell’introduzione ai lavori.

Eugenio D’Audino, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Catanzaro, ha sottolineato l’impegno costante dell’Ordine sul tema: «Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Catanzaro, da tempo, riserva grande attenzione alla tematica dell’inclusività in architettura. Prova ne sono l’organizzazione di diversi eventi seminariali sull’argomento e la dedica alla inclusività in architettura di un numero monografico della rivista ordinistica, “AC NEWS 11-2024”, liberamente scaricabile dal sito istituzionale dell’ente. L’auspicio è che sull’inclusività si riesca a stabilire una connessione di pensiero e una sinergia di tutte le componenti della società civile interessate: dagli amministratori di ogni livello istituzionale fino alla miriade di enti del terzo settore che operano sul campo. Un’azione congiunta si rende necessaria perché anche se viviamo in una società che è iperconnessa, questa connessione vive per lo più solo sul piano tecnologico, a cui fa da contrasto una sconnessione su quasi tutti gli altri fronti. E la sconnessione di pensiero porta con sé il nemico numero uno della inclusività ossia la mancanza di empatia, con la conseguente insensibilità verso la realtà di una società popolata non da individui standard bensì da una pluralità di persone con caratteristiche specifiche. Vista sotto questa lente, l’inclusività non rappresenta un tema bensì costituisce “il tema”».

«Il nostro progetto punta su alta qualità del servizio, trasparenza e piena soddisfazione del cliente, con il supporto di un solido background tecnico e normativo di primo livello. Pensiamo sia fondamentale ampliare la visione e proporre la rete come supporto attivo per futuri progetti sociali su diversi territori calabresi, tenendo ben presente che non si progetta per una categoria, si progetta per chiunque, altrimenti si finisce per dimenticare qualcuno: una madre con il passeggino, un bambino, una persona anziana. La normalità deve essere una sola» ha sottolineato Danilo Binetti, presidente di Calabria Mobility.

Presente all’incontro anche Manlio Vendittelli, architetto e urbanista di chiara fama, direttore scientifico dell’Atelier dell’abitare l’ecosistema, luogo di progettazione e formazione, promosso dal Gal Terre Locridee. «Riconosco l’importanza di questo convegno per l’obiettivo che si pone. Mi permetto però di dire che fino a quando dovremo fare convegni sull’inclusione, vorrà dire che sia la cultura sociale che le prassi attuative, istituzionali e professionali progettano per una normalità che “esclude” alcuni soggetti. Purtroppo questa normalità escludente è garantita da quella storia che è articolata sul binomio normalità-diversità nel quale è proprio la normalità parziale che certifica l’esistenza delle diversità. Per questo voglio ringraziare questo convegno che ci permette di usare tutti i mezzi culturali e divulgativi possibili per superare l’esclusione come concetto. Dobbiamo avere la coscienza culturale e sociale che il problema della diversità non sarà superato fino a quando non sarà superato il concetto di diversità come eccezione o particolarità in favore dell’accettazione del solo termine “normalità” intesa come “somma di tutte le diversità”. Noi architetti, che progettiamo le materialità delle necessità sociali, dobbiamo non solo aggiungere elementi progettuali al nostro statuto, ma anche ridefinirlo sul valore delle differenze facenti parte delle normalità: viceversa il termine inclusione serve e servirà solo a includere un diverso che, anche se in modo non dichiarato, consideriamo inferiore».

«L’inclusività non è solo un obiettivo progettuale ma anche una responsabilità collettiva che riguarda tutti. Come Gal siamo convinti che lo sviluppo dei territori passi anche dalla capacità di rendere accessibili gli spazi in cui si vive e si lavora, soprattutto nei contesti storici e rurali della Calabria. Investire sulla mobilità verticale e sull’abbattimento delle barriere architettoniche significa migliorare la qualità della vita delle persone e rafforzare la coesione sociale. Non possiamo che sostenere in maniera convinta percorsi di sperimentazione e progettazione condivisa che mettano al centro i bisogni reali dei cittadini e favoriscano comunità più inclusive e sicure» ha concluso il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì.

Sono inoltre intervenuti Simona Coluccio, presidente dell’associazione di impegno sociale “Comma3”, Maria Simone, presidente dell’associazione di impegno sociale “Libellula”, l’assessore alla cultura del comune di Siderno Francesca Lopresti e il sindaco di Portigliola Rocco Luglio. E proprio il primo cittadino di Portigliola ha dato la disponibilità per un progetto pilota di Calabria Mobility che possa fare da apripista nella Locride.

L’incontro è stato dunque un’importante occasione di aggiornamento e sensibilizzazione per tecnici, amministratori, associazioni e cittadini, chiamati a contribuire alla costruzione di comunità inclusive e accessibili. Agli iscritti dell’Ordine degli Agronomi di Reggio Calabria che hanno partecipato all’evento sono stati rilasciati i CFP ai sensi del Regolamento CONAF

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