Home » L’Ordine dei Medici e la FIMMG condannano fermamente l’atto incendiario al portone dell’ambulatorio del Dott. Ingegnere

L’Ordine dei Medici e la FIMMG condannano fermamente l’atto incendiario al portone dell’ambulatorio del Dott. Ingegnere

L'Ordine dei Medici e la FIMMG condannano fermamente l'atto incendiario all'ambulatorio del medico, a Rosarno

di redazione
8 letture

Tramite un comunicato stampa, l’Ordine dei Medici e l’Amministrazione Comunale esprimono piena solidarietà al Dottor Aldo Ingegneri per l’atto incendiario al portone del suo ambulatorio medico

“A seguito del grave episodio verificatosi a Rosarno, dove ignoti hanno incendiato l’ingresso dell’ambulatorio del medico di base Aldo Ingegnere, interviene il vicepresidente dell’Ordine dei Medici, Vincenzo Nociti, esprimendo – a nome del Consiglio dell’Ordine – piena solidarietà e vicinanza al professionista colpito.

“Si tratta di un gesto vile e inaccettabile – dichiara Nociti – che colpisce non solo un medico stimato, ma l’intera comunità sanitaria. Il dottor Ingegnere rappresenta ogni giorno un punto di riferimento per i cittadini, e quanto accaduto ferisce profondamente tutti noi”.

Il vicepresidente sottolinea come i medici di base operino quotidianamente in condizioni sempre più complesse, spesso al limite delle possibilità operative: “I medici di medicina generale lavorano con carichi assistenziali elevatissimi, tra burocrazia, carenza di risorse e continue limitazioni normative. Sono il primo presidio sanitario sul territorio, chiamati a rispondere ai bisogni dei pazienti con professionalità e senso del dovere, nonostante le difficoltà crescenti”.

Un ruolo fondamentale, quello dei medici di famiglia, che si traduce in presenza costante, ascolto e assistenza, anche in contesti in cui il sistema sanitario mostra criticità evidenti: “Spesso – prosegue Nociti – ci troviamo a dover gestire situazioni complesse con strumenti limitati, affrontando anche l’incomprensione di chi non conosce i vincoli e le responsabilità che regolano la nostra professione”.

Il Consiglio dell’Ordine dei Medici si unisce compatto nel condannare l’accaduto, ribadendo la necessità di tutelare la sicurezza dei professionisti sanitari e di rafforzare il rispetto nei confronti di chi opera quotidianamente al servizio della collettività.

Da qui anche un appello alla comunità: “È necessario ristabilire un clima di rispetto e fiducia reciproca. Episodi come questo non devono e non possono trovare alcuna giustificazione. La violenza, in ogni forma, va condannata con fermezza”.

Infine, il messaggio diretto al collega colpito: “Al dottor Ingegnere va il sostegno umano e professionale mio personale e dell’intero Consiglio dell’Ordine. Siamo certi che continuerà, come ha sempre fatto, a svolgere il proprio lavoro con dedizione e responsabilità, al servizio dei cittadini”.

L’Ordine dei Medici rinnova quindi la propria vicinanza al professionista e, attraverso il suo Consiglio, ribadisce l’urgenza di difendere e valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale, presidio fondamentale per la tutela della salute pubblica.”, queste le dure parole di condanna dell’Ordine dei Medici all’atto incendiariro all’ambulatorio del Dott. Ingegneri

 

 

Rosarno, medici di base nel mirino: la solidarietà della FIMMG e interrogativi su un sistema sotto pressione

“L’ennesimo atto intimidatorio ai danni di un medico di medicina generale scuote la comunità di Rosarno e riapre una ferita mai davvero rimarginata. L’incendio dell’ingresso dello studio del dottor Aldo Ingegnere non è solo un gesto vandalico: è un segnale grave, che colpisce un presidio fondamentale della sanità territoriale e, con esso, il rapporto di fiducia tra medico e paziente.

La FIMMG esprime piena e convinta solidarietà al collega e alla sua famiglia, condannando con fermezza ogni forma di violenza e intimidazione nei confronti dei medici di base. «Colpire un medico di famiglia – si legge in una nota – significa colpire l’intera comunità, privandola di un riferimento umano e sanitario essenziale».

Un clima che preoccupa

Non si tratta purtroppo di un episodio isolato. Negli ultimi anni, in diversi territori si è assistito a un aumento di tensioni nei confronti dei medici di medicina generale, spesso lasciati soli a gestire situazioni complesse, tra carichi di lavoro crescenti, carenze strutturali e aspettative sempre più alte da parte dell’utenza.

Rosarno, con le sue fragilità sociali e territoriali, rappresenta un contesto in cui queste criticità si amplificano. In questo scenario, ogni atto intimidatorio assume un significato ancora più profondo e inquietante.

Il rispetto delle regole, le limitazioni prescrittive, le rigidità burocratiche certo non favoriscono il mantenimento di un equilibrio già delicato, ma non per questo possono essere ignorati.

Quando il medico di famiglia si trova a dover dire “no” – non per scelta o capriccio, ma per vincoli legati alle normative vigenti – il rischio è che lo stesso diventi l’unico terminale visibile del Sistema. Il cittadino, spesso inconsapevole delle dinamiche organizzative, finisce per percepire il medico come responsabile diretto di disservizi, attese o negazioni.

Questo meccanismo può generare frustrazione, rabbia e, nei casi più estremi, degenerare in comportamenti violenti.

Una frattura nell’alleanza medico-paziente?

Il punto più critico riguarda proprio l’alleanza tra medico di famiglia e paziente, storicamente fondata su fiducia, prossimità e continuità. Se questa relazione viene erosa da fattori esterni – burocratici, organizzativi o sociali – si rischia una rottura profonda.

Il medico non è più percepito come alleato, ma come ostacolo. E quando viene meno questa alleanza, l’intero sistema di cure primarie entra in crisi.

Ripartire dal territorio

La risposta a questi episodi non può limitarsi alla condanna, pur necessaria. Serve una riflessione strutturale che coinvolga istituzioni, aziende sanitarie e comunità locali.

La FIMMG ribadisce la necessità di:

Pubblicizzare i cambiamenti prescrittivi, anche mediante campagne, affinché si comprenda che si tratta di una scelta non delegata al singolo medico;

Coinvolgere gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri, perché non lascino la “patata bollente prescrittiva” ai MMG;

garantire condizioni di lavoro dignitose;

ridurre il carico burocratico;

restituire centralità al rapporto umano con i pazienti.

Difendere il medico di famiglia significa difendere un modello di sanità vicino alle persone, capace di ascoltare, prevenire e prendersi cura, oltre che curare.

Quanto accaduto a Rosarno non deve essere archiviato bensi’ diventare un punto di partenza per ricostruire fiducia, sicurezza e dignità nel sistema delle cure primarie.”, scrive la FIMMG nel duro comunicato.

Potrebbe interessarti: