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1 Maggio: Rifondazione Comunista attacca Cannizzaro, filmatosi con lavoratori della nuova aerostazione del Tito Minniti

"Lavoratori che quel giorno avrebbero dovuto festeggiare, assumendo un atteggiamento sminuente l’importanza della ricorrenza"

di Sebastiano Plutino
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“Purtroppo non è paradossale, nella nostra contemporaneità, pubblicare articoli in difesa di avvenimenti storici, nati come conseguenza di sentimenti che dovrebbero essere consolidati. Il Primo Maggio è universalmente riconosciuto come il simbolo di una conquista umana radicata negli albori della Prima Rivoluzione Industriale, culminata in Illinois nel 1866 e diventata simbolo, appunto, il primo maggio del 1867.

La Costituzione della Repubblica Italiana recita al noto Art.1 che la nostra Comunità si fonda sul lavoro, intendendo come lavoro, il sistema di produzione che tutela i diritti acquisiti dai lavoratori, simboleggiati nella festa del Primo Maggio. Il punto, quindi, è proprio questo. Per comprendere il sentimento che si è materializzato il giorno della Festa dei Lavoratori, ci si deve nutrire di un umus culturale che è terreno fertile per la strutturazione sociale e l’accettazione psicologica, di quello che non può essere considerato solo un evento storico, ma che oggi continua ad essere fondamentale per il mantenimento del Valore che il lavoratore produce.

Che il nostro On. Francesco Cannizzaro, Parlamentare della Repubblica, candidato a Sindaco della città calabrese dello Stretto, possa essersi nutrito di un umus culturale diverso da quello socialista internazionale e costituzionalista, è prevedibile, ma che smarrisca il senso di rispetto verso la Costituzione Italiana è un fatto politico che non è solo una dimenticanza. L’illustre rappresentante di Forza Italia, carico di legittimo entusiasmo per la sua campagna elettorale, trasportato da una “trance mistica”, ha dato il meglio di sé lo scorso primo maggio, facendosi filmare in compagnia di lavoratori specializzati nella costruzione della nuova aerostazione dell’Aeroporto de Stretto. L’On. Cannizzaro, sentendosi “padre spirituale” del progetto aeroportuale, ha probabilmente ritenuto di sua proprietà anche i lavoratori che quel giorno avrebbero dovuto festeggiare, assumendo, per altro, un atteggiamento sminuente l’importanza della ricorrenza.

Qual è il senso di tutto ciò? Si chiama propaganda elettorale, artificio mediatico che mira alla cattura dell’intimità del consenso. Non basta conquistare qualche voto, no. Bisogna “convertire” l’elettorato. Il problema è che dietro questa “conversione” populista si celano ideali ordoliberisti che mirano alla cancellazione delle strutture sociali legittimanti la morale, l’etica e i diritti dei lavoratori. Gli emendamenti da milioni di euro si caratterizzano come il Miracolo di Lazzaro. Il lavoratore, vittima di una crisi di sistema, spera nella forza dei miracolosi emendamenti; convertendosi è disposto a svendere i propri diritti in cambio di nuove promesse lavorative. Il lavoro diventa cosi un patto di fedeltà tra chi propone miracoli e chi, indebolito dalla liquidità di un sistema sociale consumistico, crede nella risoluzione temporanea dei problemi occupazionali.

Il metalinguaggio di un comunicatore che parla alla pancia del suo popolo, rischia cosi di creare un altro mito mediatico stile Salvini, Vannacci, Trump.

Alla Reggio che riflette è rivolto questo articolo: bruciare la memoria di chi ci ha regalato queste conquiste, grazie alle quali, oggi, siamo uomini e donne più liberi rispetto al passato, in nome di un nuovo mito, di una politica urlata in slogan ed emendamenti, non è soltanto un crimine esistenziale. Fidarsi di chi adopera un linguaggio messianico avente l’obiettivo di dividere la città tra fedeli ed infedeli, può essere molto pericoloso.”, scrive in un duro comunicato il Dott. Antonino Massara, Segretario di Federazione della Provincia di Reggio del Partito della “Rifondazione Comunista Sinistra Europea”

 

 

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