È stata presentata a Piazza Camagna la lista del Partito Democratico a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, Mimmo Battaglia. Al tavolo, insieme al candidato, erano presenti il senatore e segretario regionale del Pd Nicola Irto, il segretario provinciale Giuseppe Panetta, la segretaria cittadina Valeria Bonforte, la presidente dell’assemblea dei Dem reggini Tania Bruzzese e la capolista candidata al Consiglio comunale Maria Antonietta Rositani. A moderare l’incontro è stata la giornalista Emanuela Martino, che ha portato anche i saluti del consigliere regionale Giuseppe Falcomatà, attualmente fuori sede.
Battaglia ha ringraziato «le donne e gli uomini del Partito democratico, compagni di strada di questi anni. Il Pd che considero casa e comunità, nel bene e nel male, sia quando si vince sia quando si perde. Noi siamo sempre dallo stesso lato. Questo partito ha visione e ha preso per mano Reggio in un momento difficilissimo, dopo lo scioglimento del Comune. C’è chi interpreta la politica con emendamenti spot e non con un’idea sistemica del governo della città. Abbiamo raccontato da dove veniva Reggio: dai lampadari pignorati, dalle proteste dei lavoratori che non ricevevano stipendi. Si veniva dall’onta di essere stato il primo capoluogo sciolto per contiguità mafiosa. Noi non dovremo raccomandare ai nostri candidati di non chiedere voti alla ’ndrangheta, come ha fatto qualcuno, perché i nostri candidati sono lontani mille miglia dalla ’ndrangheta. Non abbiamo bisogno di chi non parla la stessa lingua a Reggio e poi a Catanzaro o a Roma. Abbiamo 18 miliardi in meno per l’alta velocità e per una serie di altre opere. Basti pensare al tradimento dell’autonomia differenziata, perpetrato ogni giorno, oppure alla Zes che se estesa a tutto il Paese, svuoterebbe di significato uno strumento nato per il Sud. Le poche possibilità di riscatto vengono così sottratte ai territori che non riescono mai a crescere». Poi l’affondo sul tema aeroporto: «Si fanno passerelle con i lavoratori per la costruzione dell’aeroporto, ma l’aeroporto non è una mancetta. È un dovere di Sacal, che ha vinto una gara bandita dall’Enac per valorizzare i tre aeroporti della Calabria, con un progetto che riprende quello elaborato vent’anni fa dalla Sogas. Abbiamo dato il sangue per ricostruire la città. Senza conti in ordine non si sarebbe potuto costruire nulla».
Battaglia ha quindi rivendicato i risultati ottenuti sul fronte del welfare, dei servizi e delle partecipate comunali: «Ci candidiamo proponendo cose serie e realizzabili, non funivie o tunnel. Abbiamo riportato le circoscrizioni, che saranno sentinelle e cerniera di collegamento con il territorio. Questo servirà anche a contrastare la disaffezione al voto. Siamo davanti a un tornante importante della storia della città: il 24 e 25 maggio dobbiamo tenere Reggio in piedi affinché non torni a vivere situazioni già conosciute e subite in passato. Non riportiamo indietro le lancette della storia. Offriamo la nostra storia e il nostro vissuto con umiltà e competenza, senza sbavature rispetto al dovere di cogliere le occasioni della politica».
Infine ha concluso: «Sono onorato di poter servire la mia città come sindaco facente funzioni. Servire la propria comunità è il mandato più grande che possa essere affidato a una persona e io lo onoro senza gridare, cercando di ascoltare, di stare dalla parte di chi sta peggio e di aprire a tutti le porte di Palazzo San Giorgio. Il centrosinistra deve rimanere alla guida della città per quanto ha fatto e per quanto potrà ancora fare».
Nel suo intervento Nicola Irto ha definito quella del Pd «una squadra straordinaria, perché mette insieme esperienza amministrativa, competenze, innovazione e radicamento sul territorio. Abbiamo candidato un reggino che conosce la città per storia personale e familiare e che può governare senza urlare». Poi l’attacco agli avversari politici: «Dall’altra parte c’è chi si presenta come nuovo, ma ha governato con il centrosinistra fino a ieri. Ci sono soggetti che hanno contribuito alla distruzione della città e oggi pretendono di rappresentare il cambiamento. Reggio non si governa con gli slogan, ma con la serietà, l’ascolto e la fatica del maratoneta».
Giuseppe Panetta ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi anni dall’Amministrazione di centrosinistra: «Partiamo e andiamo avanti con l’orgoglio di questi dodici anni. Parlano i fatti, i numeri, le opere e il risanamento finanziario. Il Comune è stato costretto a pagare i debiti delle amministrazioni precedenti. Forse non abbiamo denunciato abbastanza con forza che molti disagi derivavano proprio da quella situazione debitoria. La macchina amministrativa è ripartita, ma bisogna fare di più. Il futuro della città non può limitarsi al tunnel o alla funivia: Reggio ha bisogno di nuove opere e di una visione complessiva, come previsto nel masterplan».
Valeria Bonforte, ha parlato di un «progetto politico del Pd, rappresentato da donne e uomini che in questi anni hanno lavorato concretamente per la città. I risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti – ha affermato – Mimmo Battaglia incarna i valori del Pd, orientati alla coesione sociale e all’inclusione. Ai reggini voglio ricordare che votare significa compiere una scelta politica precisa. La destra non ha mai fatto gli interessi del Sud. Chiedo di votare con convinzione il Pd, punto di riferimento della città».
Tania Bruzzese ha aperto l’intervento con un appello alla pace: «Viviamo in un mondo attraversato dalle guerre. Noi siamo un popolo di pace e il Pd deve essere protagonista nel dire no alla legge del più forte e sì al diritto internazionale». Poi il riferimento al candidato sindaco: «Mimmo Battaglia rappresenta il candidato che i reggini hanno scelto alle primarie, espressione della democrazia e non di logiche di potere. Cannizzaro chiede il voto ai reggini mettendo sulla loro testa la ghigliottina dell’autonomia differenziata. Noi invece dovremmo essere portatori di un patto contro questa riforma».
Maria Antonietta Rositani, infine: «Ho fatto una scelta consapevole – ha detto – nel decidere di stare in questa squadra con chi crede nella dignità della persona, la libertà e la giustizia sociale perché la politica prima di essere schieramento è polis, relazione, unità e responsabilità condivisa. Non porto con me etichette, ma una storia vera: quella di una donna che vissuto la violenza e ha trovato il coraggio di dirlo senza alcuna vergogna. Spesso chi parla resta sola, si incontra il giudizio di un problema culturale, sociale e politico. Da questa consapevolezza nasce il mio impegno. Gli ideali non hanno confini né appartenenze forzate, ma sono fatti di solidarietà reale e vivono nella difesa dell’uguaglianza».