La bacheca si apre per la terza volta, il cerchio si chiude nel modo più glorioso possibile. Dopo la Coppa Italia e la Supercoppa, la Domotek Volley Reggio Calabria completa un clamoroso e storico Triplete, conquistando una promozione in Serie A2 che fa esplodere di gioia una città intera.
In un PalaCalafiore straripante con sette mila persone e più record a questi livelli e non solo, i ragazzi di coach Polimeni hanno battuto Belluno nell’epilogo di una stagione che definire perfetta sarebbe riduttivo. A guidare la squadra in campo, con la consueta lucidità e il carisma dei grandi campioni, è stato il palleggiatore Davide Saitta. Il veterano del gruppo, abituato a palcoscenici internazionali, si è goduto la festa insieme a un pubblico straordinario, analizzando a caldo una serata indimenticabile.
“È stato l’epilogo perfetto di una stagione fantastica,” esordisce un emozionato Saitta. “Se avessimo dovuto scrivere un finale migliore, non avremmo potuto farlo. Ovviamente a Belluno eravamo dispiaciuti per non essere riusciti a chiudere subito la serie, ma una piccola parte di noi sapeva che tornare in questo palazzetto e festeggiare qui, insieme alla nostra gente, avrebbe avuto un sapore speciale. Sapevamo che avremmo avuto una grossa spinta”.
Una vittoria arrivata grazie a uno studio tattico meticoloso e alla capacità di saper soffrire:
“Avevamo la giusta paura, quella forma di rispetto per l’avversario che ti fa allenare bene e ti fa rimanere concentrato tutta la settimana per trovare le giuste sicurezze. Sapevamo che loro avrebbero studiato bene la partita marcando stretto Lazzaretto. Così ‘Lazza’ ha fatto un lavoro da gregario, portandosi via l’uomo e smarcando i centrali. Abbiamo spinto tantissimo al centro con Innocenzi da Mvp e con un Luca Presa eccezionale.Siamo stati tutti bravissimi”.
Il palazzetto reggino è stato letteralmente l’uomo in più, un fattore che Saitta ci tiene a sottolineare con forza: “Il pubblico è stato un uomo aggiunto in campo, e non è un modo di dire. Un livello di spettacolo del genere si vede raramente in… Italia, e per una finale di Serie A3 è qualcosa di cui Reggio Calabria deve andare profondamente fiera”.
Nonostante un palmarès ricco di titoli e un’esperienza monumentale, Saitta è diventato fin dal primo giorno uno del gruppo, azzerando le distanze con i compagni più giovani. Un’umiltà che ha fatto la differenza: “Il gruppo è stato la nostra arma in più. Voglio nominare chi ha giocato meno, come Spinello, Parrini e Ciaramita senza dimenticare lo sfortunato Mancinelli e Lopetrone: in allenamento si sono sempre spaccati la schiena per farci soffrire ogni giorno e abituarci alla battaglia. Penso anche a Tommaso Molta, a Rigirozzo che è stato bravissimo quando Innocenzi non stava bene. Max Lopetrone in allenamento ha difeso l’impossibile dando una forza incredibile ai nostri attaccanti. “.
I chilometri percorsi e i voli presi per essere sempre al top sono stati tantissimi, ma la spinta finale è arrivata dagli affetti più cari: “La dedica va sicuramente alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei figli che mi hanno seguito davanti alla televisione. Per via dell’orario e della scuola non hanno potuto assistere alla finale. Speriamo l’anno prossimo di portarli qui a Reggio ogni partita per farli appassionare, a Giuseppe che canta sempre ‘Domo-tek’ e a Noemi che ha iniziato a giocare a pallavolo. Un bacio grande a loro”.