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Domotek, Rigorozzo: “Un Triplete da ricordare per sempre”

"Il pubblico di Reggio? Da Superlega», dichiara giovane centrale della Domotek, commentando la stagione da incorniciare. Ecco le sue parole

di Sebastiano Plutino
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Una stagione che entra nella storia. Il giovane centrale della Domotek Volley, Simone Rigirozzo, il più piccolo del gruppo, racconta un’annata semplicemente perfetta. Triplete, record di pubblico al Palacalafiore, Coppa e Supercoppa, e un futuro che adesso sembra più luminoso che mai.

Ma come l’ha vissuta, Simone, questa cavalcata straordinaria? «È stata un’annata pazzesca, non me l’aspettavo. Un anno ricco di emozioni: vincere un triplete non è da tutti, poi entrare nella storia a maggior ragione. Sono molto contento di com’è andata e sono orgoglioso del mio percorso. Adesso si pensa al futuro».

Il pubblico di Reggio Calabria ha avuto un ruolo fondamentale. L’ultima partita, in particolare, quella contro Belluno, ha visto una presenza massiccia sugli spalti con 7 mila presenze. «Il pubblico di Reggio Calabria è una cosa spettacolare – sottolinea il giovane centrale –. Abbiamo fatto un numero di persone al palazzetto che neanche penso si possa raggiungere in Superlega». La spinta del Palacalafiore, il fortino della Domotek, ha inciso eccome. «Ha aiutato molto, ha inciso molto sulla partita. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che c’erano e ci sono stati».

Essere il più giovane del gruppo significa anche avere tanto da imparare. E Rigirozzo lo sa bene. «Ho imparato di più dai più esperti, perché la mia esperienza non è paragonabile alla loro. Il più cattivo? Lazzaretto, sicuramente-scherza. Ma comunque un po’ tutti sono stati grandi maestri, grandi insegnanti per me. Ho imparato moltissimo quest’anno».

E fuori dal campo? Il gruppo è vero, solido, affiatato. «Sì, certo – conferma Rigirozzo –. Soprattutto fuori dal campo siamo un gruppo solido, forte. E siamo anche simpatici, direi. Sì, confermo anche questo».

A scriverla così bella, questa storia, nessuno ci avrebbe mai potuto credere. «Mai – ammette Simone –. Abbiamo fatto qualcosa di grandioso, ancora non ci credo. Forse tra un po di tempo ci crederò». La felicità è ancora tutta da metabolizzare, come succede quando si realizza qualcosa di davvero speciale.

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