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Al Polo “Righi-Boccioni-Fermi” di Reggio un Focus mal di schiena, cervicale e tensioni muscolari

Esperti a confronto sulla postura: l'approccio multidisciplinare è la chiave per il benessere quotidiano. Evento voluto dalla Dirigente Cama

di redazione
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Spesso il mal di schiena, i dolori cervicali e le tensioni si associano erroneamente a uno sforzo o a una postura scorretta, mentre la vera causa si nasconde nella nostra bocca o addirittura nei nostri occhi.

Di questo tema si è discusso nel corso di un interessante convegno che si è tenuto presso la sede “Fermi” del Polo Tecnico Professionale “Righi-Boccioni-Fermi”. L’evento, voluto dal Dirigente Scolastico Anna Maria Cama, rappresenta un momento formativo non solo per gli studenti ma anche per i cittadini in genere, perché tocca da vicino il tema del benessere e della salute.

“Il successo di questo convegno – ha precisato la Dirigente Cama – dimostra, ancora una volta, l’attenzione della scuola verso la comunità. Un plauso all’azione sinergica di un corpo docente che forma gli studenti in modo altamente professionale, attraverso momenti di confronto, come questi, in cui gli esperti esterni portano ricchezza culturale in chi si forma tra i banchi di scuola”.

Al prestigioso evento ha partecipato il Dott. Pasquale Veneziano, Presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, il Dott. Francesco Manti, stimato Osteopata, Presidente e docente dell’Accademia di Medicina Osteopatica “Alessandro IV” – Roma, il Dott. Filippo De Stefano, Tecnico Ortopedico, e il Prof. Giovanni Minniti, docente del Settore Ottico del Polo. Accanto a loro, lo studente Ermes Praticò, in veste di Presidente della Consulta Provinciale Studentesca reggina, e la studentessa Chiara De Stefano, della classe 5ª C dell’indirizzo Ottico. Tutti hanno dato un prezioso contributo arricchendo la discussione scientifica.

Durante l’incontro, gli esperti hanno spiegato la funzione del corpo: non lavora a compartimenti stagni ma in modo sinergico. Tutto ha relazione con tutto. “Quando stringiamo i denti in modo scorretto, a causa di una malocclusione, – ha spiegato il Dott. Manti – il corpo ne risente. Ne risentono la colonna vertebrale, i muscoli e così via”.

Ma non è tutto. “La vista – ha aggiunto il Prof. Giovanni Minniti – ha un ruolo non indifferente, poiché se gli occhi faticano a mettere a fuoco si generano microtraumi che portano conseguenze all’intero organismo”. Dunque, come poi affermato dal Dott. De Stefano, “per compensare questi squilibri, i muscoli della bocca e del collo si irrigidiscono e producono effetti a cascata”.

Questa tensione, come una corda troppo tesa, si ripercuote verso il basso, colpendo la muscolatura periorale e masticatoria, i muscoli del collo e del trapezio, scendendo lungo la colonna vertebrale fino ad arrivare alla zona lombosacrale. Il risultato si traduce in fastidi cronici e in un profondo peggioramento della qualità della vita di tutti i giorni.

“Questi aspetti – ha precisato la Professoressa Antonella Micalizzi, docente del Settore Odontotecnico dell’istituto, che ha moderato l’incontro – ricadono sul benessere di ciascuno con ripercussioni, a volte, non indifferenti. Ecco perché bisogna formare ed informarsi”.

Dal dibattito, arricchito da dimostrazioni pratiche con manichini e con volontari che si sono prestati a test in diretta — come la verifica dell’allungamento o dell’accorciamento apparente di un arto —, è emerso un messaggio chiaro: trascurare questi segnali significa aprire la strada a veri e propri squilibri cronici e ad alterazioni funzionali dell’intero organismo. Serve dunque una forte sinergia tra i medici di base, lo gnatologo, l’oculista, l’ortopedico e l’osteopata, al fine di risolvere il prima possibile ciò che potrebbe rappresentare un problema per la salute dei cittadini.

 

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