Gli attivisti del Movimento politico reggino “La Strada”, Maria Lucia Parisi e Fabio Domenico Palumbo, tramite una nota, invocano l’intervento del Comune affinchè risolva la questione relativa alla mancata assegnazione di posti riservati agli accompagnatori di persone disabili non motori: “Al teatro comunale “Francesco Cilea” le persone con disabilità non motoria continuano a non avere la garanzia dell’ingresso gratuito per un accompagnatore di fiducia. Le realtà che ottengono in concessione la gestione delle stagioni teatrali non sono infatti vincolate a riconoscerlo: gli stessi operatori hanno chiarito che il teatro risponde all’esigenza con la presenza, come per legge, di tre posti per persone con disabilità in carrozzina con assegnazione del posto per l’accompagnatore. Chi ha una disabilità riconosciuta ma non motoria – sensoriale, intellettiva, psichica – resta fuori da ogni tutela vincolante: per queste persone non è previsto alcun contingente di posti né alcun diritto all’accompagnatore, mentre nulla vieterebbe di definire anche per loro un numero certo di posti dedicati a ogni spettacolo, con accompagnatore gratuito.
Il regolamento vigente, approvato con delibera del Consiglio comunale il 3 luglio 2019, disciplina all’articolo 29 i posti riservati alle autorità e gli ingressi gratuiti, ma secondo l’interpretazione dei gestori tale articolo si applica solo agli spettacoli organizzati direttamente dall’Amministrazione. In passato, per gli eventi organizzati dal Comune, la prassi prevedeva l’ingresso gratuito per le persone con disabilità e il biglietto ridotto per l’accompagnatore: una tutela che però non si estende alle stagioni affidate a terzi, cioè alla quasi totalità della programmazione. Eppure il quadro normativo sovraordinato sosterrebbe pienamente la richiesta: la legge 104/1992 sull’integrazione sociale, la legge 67/2006 sulla parità di trattamento e la non discriminazione delle persone con disabilità e l’articolo 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 18/2009, che impegna gli Stati a garantire la partecipazione alla vita culturale su base di uguaglianza. Per chi non può fruire autonomamente di uno spettacolo, l’accompagnatore non è un privilegio ma un accomodamento ragionevole: negarne la gratuità equivale a imporre un biglietto doppio, cioè una discriminazione economica.
Il tema è approdato ufficialmente in Comune il 22 novembre 2024, quando l’ottava commissione consiliare “Pari Opportunità”, allora presieduta da Filippo Quartuccio, si è riunita in apposita seduta discutendo una proposta di modifica: il Comune assicura la fruibilità degli eventi culturali al Cilea alle persone con disabilità riconosciuta, con la possibilità di essere accompagnate da una persona di fiducia. A marzo 2025 l’iter è proseguito nella VII commissione presieduta da Marcantonino Malara; a dicembre 2025 è stato denunciato il rinvio dell’approvazione; poi la fine anticipata della consiliatura ha congelato tutto.
Ma è proprio adesso che si apre un’occasione concreta. Ad oggi, infatti, il teatro non risulta ancora assegnato per le stagioni 2026/2027. E qui sta il punto: il Cilea non viene affidato con un bando competitivo, ma in concessione d’uso dietro canone, su istanza presentata dagli operatori al settore Cultura, che autorizza con proprio atto. Ogni concessione è quindi un atto amministrativo nel quale il Comune può inserire condizioni, inclusa la gratuità dell’accompagnatore per tutte le disabilità riconosciute e la previsione di un numero definito di posti riservati anche alle persone con disabilità non motoria. Che sia possibile lo dimostra il Teatro degli Arcimboldi di Milano, di proprietà comunale e gestito da un concessionario privato, dove sono previsti il biglietto omaggio per le persone con disabilità certificata e un contingente definito di posti riservati a ogni spettacolo. In Calabria, invece, il problema è ovunque lo stesso: anche nei teatri comunali dove le stagioni in concessione riconoscono l’accompagnatore gratuito, come a Lamezia Terme e a Catanzaro, la tutela è riservata esclusivamente a chi è in carrozzina. Nessun teatro della regione garantisce oggi questo diritto alle persone con disabilità non motoria. Basterebbe scriverlo negli atti di concessione, Reggio potrebbe essere la prima in Calabria a farlo.
La responsabilità di questo passaggio ricade oggi sul sindaco Francesco Cannizzaro, che dopo la nomina della giunta del 4 luglio trattiene ad interim le deleghe non assegnate tra cui la cultura, e sull’assessora Lucia Fio, titolare di Politiche Sociali, Welfare e Terzo Settore, con lunga esperienza nel terzo settore in favore di soggetti vulnerabili. È a loro che il movimento La Strada rivolge una richiesta semplice e concreta, articolata su due binari: prima di firmare le concessioni per le stagioni 2026/2027, subordinarle alla gratuità dell’accompagnatore per ogni disabilità riconosciuta; in parallelo, riprendere e concludere l’iter di modifica del regolamento, ereditando il lavoro già svolto dalle commissioni.
Si invita infine il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, l’avvocato Ernesto Siclari, ad attenzionare la questione e a sollecitare il rispetto delle norme che tutelano il diritto alla partecipazione culturale, a partire dalla legge 67/2006 e dalla Convenzione ONU. Le stagioni non sono ancora assegnate: mai come ora basterebbe una riga in un atto amministrativo per trasformare un diritto negato in un diritto garantito. Il diritto alla cultura non può dipendere dal tipo di disabilità né dalla sensibilità del gestore di turno”, scrivono nella nota stampa gli attivisti del Movimento “La Strada”, Maria Lucia Parisi e Fabio Domenico Palu