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Parte l’anno scolastico 2026/27 a Reggio, tra banchi più vuoti e sfide sul territorio

Dalla riflessione del Prof Leone emerge il paradosso sulla riduzione del numero studenti, ma il bisogno di una scuola con maggiore qualità

di Sebastiano Plutino
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Ancora qualche settimana di vacanze e poi per gli studenti reggini delle scuole di ogni ordine e grado, così come per altri loro colleghi di buona parte delle regioni italiane ,si riapriranno le porte delle aule per l’inizio delle lezioni fissato a martedi 15 settembre.

Nelle scuole superiori ,poi, in  questi ultimi giorni di agosto si stanno svolgendo gli esami valutativi delle carenze  riscontrate a giugno da espletare entro la fine dell’anno scolastico e quindi entro il 31 agosto per decidere l’ammissione o la non ammissione di centinaia di studenti  alla classe successiva. Si tratta di quelle prove che una volta erano chiamati esami di riparazione.  Interessano mediamente  centinaia di studenti che nello scrutinio di giugno hanno avuto il  cosiddetto giudizio sospeso. La percentuale  di costoro quest’anno è dell’11,2%.

Martedì 1 settembre ,dunque, la scuola riparte per un nuovo anno scolastico .Come sempre torna il rito degli zaini nuovi, delle classi che si formano e dei docenti che riprendono servizio. Ma dietro la normalità dell’avvio, i numeri raccontano una regione che cambia pelle. Il dato più pesante resta il calo demografico. Secondo le proiezioni dello’Ufficio Scolastico Regionale anche quest’anno la popolazione scolastica calabrese perde diverse migliaia di alunni rispetto al 2025/2026. Un trend  che va avanti da un decennio e che svuota soprattutto i piccoli comuni dell’entroterra e delle aree montane. Conseguenza diretta:accorpamenti, pluriclassi e scuole-polo che devono fare i conti con distanze importanti: per molti ragazzi di Aspromonte,Pollino e Serre il diritto allo studio passa ancora da corse in pullman di un’ora e più.

Secondo i dati diffusi  dalla Cisl scuola si evidenzia una perdita complessiva di 4.606 alunni, un fenomeno che si scontra paradossalmente con l’aumento delle necessità di supporto. Il calo delle

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