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Aereoporto dello Stretto: Ryanair cancella quasi tutte le rotte estere, resterà solo Barcellona

La Compagnia area ridimensiona radicalmente il numero delle tratte nello scalo reggino, dall'inverno: resterà solo Barcellona

di Sebastiano Plutino
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Tito Minniti, paradosso d’estate: aerei strapieni ma da novembre l’Europa di Ryanair scompare.

Luglio sfiora quota 96mila passeggeri, internazionale all’88% e Berlino al 93%, eppure nella winter resterà solo Barcellona. Per oltre due anni la rinascita del Tito Minniti ha significato anche uscire dal perimetro nazionale. Lo sbarco di Ryanair nell’aprile 2024 aveva segnato una svolta per l’aeroporto dello Stretto, ricollocando Reggio Calabria nel circuito delle grandi rotte europee e ribaltando l’immagine dello scalo.

Berlino, Bruxelles, Londra, Parigi e Katowice erano diventate l’emblema più visibile di questo cambio di passo. Adesso, proprio mentre gli aerei continuano a volare ad altissimo riempimento, quella proiezione internazionale è destinata a contrarsi in modo drastico.Con l’entrata in vigore dell’orario invernale 2026-2027, Ryanair manterrà infatti da Reggio un’unica direttrice estera, Barcellona, mentre Berlino Brandeburgo, Bruxelles Charleroi, Katowice, Londra Stansted e Parigi Beauvais verranno sospese tra il 22 e il 24 ottobre. Sul network domestico la musica è completamente diversa: restano operative Bologna, Milano Malpensa, Parma, Pisa, Torino e Venezia, con l’aggiunta del giornaliero per Milano Bergamo.

Ed è proprio in questo scarto, tra un nazionale che tiene e un internazionale che quasi si azzera nella stagione fredda, che i numeri di luglio assumono un valore ancora più rivelatore.A luglio il Tito Minniti ha consuntivato 95.549 passeggeri commerciali, 95.850 se si include anche l’aviazione generale, in crescita dell’1,9% rispetto allo stesso mese del 2025. I movimenti sono stati 616, in calo del 2,1%, con una media di 155 passeggeri a volo e un riempimento complessivo dell’86%. Ancora più indicativo il dato relativo ai soli voli internazionali Ryanair, che hanno registrato un load factor medio dell’88%.

Il domestico si conferma il motore dello scalo, con 78.304 passeggeri e un incremento del 10,5%, mentre l’estero si ferma a 17.245, in diminuzione del 24,8% su luglio dello scorso anno. Quest’ultimo valore, tuttavia, va interpretato insieme ai coefficienti di occupazione: se il totale dei viaggiatori internazionali scende ma gli aeromobili continuano a viaggiare con una media dell’88% di posti occupati, la contrazione non può essere liquidata come un calo di interesse del mercato. Il volume di passeggeri dipende anche dall’offerta, da quanti voli e frequenze vengono programmati, mentre il load factor indica quanta parte dei posti messi in vendita viene effettivamente utilizzata.

L’esempio più eclatante è Berlino Brandeburgo, che a luglio ha movimentato 3.152 passeggeri su 3.402 posti disponibili, con un riempimento del 93%. Non un exploit isolato, considerato che già a luglio 2025 la stessa rotta aveva toccato il 92%. Per due estati consecutive, dunque, il collegamento con la capitale tedesca ha viaggiato con oltre nove posti su dieci venduti, eppure sarà tra quelli cancellati con la winter. Anche Londra Stansted offre indicazioni interessanti. A giugno aveva trasportato 2.452 passeggeri su 3.024 posti disponibili, con un load factor dell’81%, in crescita rispetto al 76% di giugno 2025. A luglio il tasso è salito ulteriormente fino all’86%.

Allargando lo sguardo, ad aprile l’intero network Ryanair da Reggio aveva totalizzato 61.342 passeggeri su 70.686 posti in offerta, con un riempimento medio dell’87%; il solo segmento internazionale era all’83%, con 16.144 passeggeri su 19.467 posti disponibili. Numeri che non descrivono affatto un internazionale incapace di intercettare domanda. Ciò non significa, naturalmente, che un volo pieno corrisponda automaticamente a una rotta profittevole. Le strategie dei vettori dipendono da yield medio, ricavi ancillari, costi operativi, tempi di volo, rotazioni di flotta e opportunità di impiegare gli stessi aeromobili in modo più remunerativo su altri mercati. Un collegamento al 90% può rendere meno di uno con un coefficiente più basso e sarebbe semplicistico affermare che una rotta debba essere confermata solo perché viaggia quasi piena.

Allo stesso tempo, però, i dati disponibili rendono difficile spiegare il taglio così netto dell’internazionale reggino come semplice conseguenza di una domanda insufficiente.La questione riguarda piuttosto la fisionomia che il Tito Minniti sta assumendo dopo la fase di crescita più accelerata. Nei primi sette mesi del 2026 lo scalo ha gestito 567.898 passeggeri, appena lo 0,5% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una sostanziale tenuta dopo il forte balzo seguito all’arrivo di Ryanair, che inaugura ora una fase differente: comprendere quali collegamenti siano destinati a radicarsi e quale spazio continuerà ad avere l’estero. Il nazionale, al momento, appare la componente più solida e per il periodo natalizio è previsto anche un potenziamento delle frequenze su diverse direttrici. L’internazionale imbocca invece la strada opposta: dopo due anni in cui Reggio aveva costruito un network europeo ben più ampio che in passato, la Winter 2026-2027 ridurrà l’offerta Ryanair alla sola Barcellona.

Una scelta che potrebbe essere legata alla stagionalità e non esclude un rientro di alcune destinazioni nella summer successiva, ma che segna comunque una netta discontinuità rispetto alla fase precedente.Ed è un passaggio che va ben oltre le mere statistiche aeroportuali. Un collegamento diretto con Berlino, Londra, Bruxelles o Parigi vuol dire rendere Reggio e il suo territorio più facilmente raggiungibili dall’estero, attrarre flussi turistici senza passare obbligatoriamente da altri scali e semplificare gli spostamenti delle comunità calabresi che vivono fuori dall’Italia. Il network internazionale aveva dato al rilancio del Tito Minniti una valenza che andava ben oltre il semplice aumento dei passeggeri totali, trasformando l’aeroporto anche in un varco diretto verso l’Europa.

Per questo la fotografia di luglio e quella del prossimo inverno appaiono in forte contrasto. Da un lato uno scalo che sfiora i 96mila passeggeri in un solo mese, con gli internazionali Ryanair mediamente pieni all’88% e Berlino al 93%; dall’altro una programmazione che, da novembre, conserverà una sola meta estera del vettore irlandese. Dopo la stagione dell’espansione e delle nuove rotte, per il Tito Minniti si apre quindi una fase nuova, in cui il vero nodo sarà capire se la dimensione internazionale conquistata negli ultimi due anni riuscirà a consolidarsi o se finirà per ridursi a componente prevalentemente stagionale di uno scalo sempre più orientato verso il traffico nazionale.

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