“Giuseppe Falcomatà è conosciuto da tutti come un sindaco onesto, lui e la sua Amministrazione sono lontani anni luce da tutte le mafie e da tutte le forme di criminalità, combattute con ogni mezzo”. Queste, in una nota, le parole del Gruppo dei Democratici Progressisti in consiglio comunale. “Fiduciosi nel lavoro portato avanti dalla magistratura – aggiungono i Consiglieri del Gruppo PD – siamo certi che il primo cittadino uscirà a testa alta da questa vicenda e porterà avanti la missione che gli elettori gli hanno consegnato con il secondo mandato consecutivo ponendo in lui la garanzia di riuscita”.
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Consiglio comunale aperto sul Ponte sullo Stretto: i sindaci dibattono sull’opera
Nell’aula “Battaglia” si è sviluppato il civico consesso che ha registrato le ragioni del sì e quelle del no all’opera sullo Stretto. Sono intervenuti nell’ordine: Giuseppe Marra dell’USb, Vincenzo Musolino del circolo Pd Villa S. Giovanni, Francesco Manti per il Csoa “Cartella”, Giovanni Cordova della Rete No Ponte, Daniele Cartisano, presidente Circolo Legambiente Reggio Calabria, Pino Siclari del Partito Comunista dei Lavoratori, Sandro Vitale Ampa venticinque aprile, Giuseppe De Felice, Cgil Area metropolitana Reggio Calabria, Maria Letizia Romeo, Legale rappresentante dell’Università popolare Pace, Rossella Bulsei portavoce Comitato TitengoStretto, Franco Ambrogio, referente associazione “Territorio e progresso”, Patrizia D’Aguì, legale rappresentante gruppo civico “Noi siamo Arghillà”, Antonino De Pace, presidente circolo del cinema “Cesare Zavattini”, Monica D’Aguì, legale rappresentante associazione “Donne in prima fila”, Gerardo Pontecorvo, portavoce “Europa Verde”, e l’avvocato Giuseppe Morabito. Il consiglio ha recepito le mozioni di partiti, associazioni e sindacati, documenti che saranno messi a verbale e saranno poi pubblicati sull’albo online dell’Amministrazione comunale.
Il sindaco, nel corso del suo intervento, ha stigmatizzato l’assenza dei partiti, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che hanno scelto di non essere presenti in aula. In particolare la Lega che, pur non avendo i consiglieri in aula, ha incaricato il presidente del Consiglio, Enzo Marra della lettura di un documento. “Una performance in absentia – l’ha definita il sindaco – un’assenza ingiustificata di chi per compito istituzionale deve rappresentare i cittadini all’interno della massima assise e che invece manifesta incoerenza e contraddizione”.
In relazione alla normativa del governo di futura applicazione, il sindaco ha manifestato ancora una volta l’esigenza di difendere l’esercizio di manifestare pacificamente il proprio dissenso anche rispetto alle grandi opere: “Libertà che si sta cercando di comprimere a colpi di decreto legge”.
Sul tema del ponte per Falcomatà “L’unico approccio possibile è quello istituzionale che abbiamo portato avanti fin dall’inizio, fino all’ultima lettera citata non solo per chiedere la sospensione dei termini della conferenza istruttoria. Approccio istituzionale significa muoversi in sinergia sulle situazioni che riguardano lo sviluppo del territorio e lo abbiamo fatto insieme, Sindaci e Comuni di Reggio Calabria, Campo Calabro, Villa San Giovanni e Messina. Di questi giorni ad esempio – ha spiegato – la pubblicazione dell’intesa per l’aumento dei trasporti nell’area dello Stretto: si è arrivati al biglietto unico, ad aumentare le corse e a migliorare i collegamenti da e per l’aeroporto di Reggio, da e per il porto di Reggio e quello di Villa, grazie all’impegno di Atm e Atam. Ed è il segno di quanto una sinergia istituzionale possa generare degli effetti positivi per il territorio, anche se evidentemente questo fa meno notizia”.
“Dunque chiediamo che i territori possano essere protagonisti, con un coinvolgimento nelle dinamiche di confronto del progetto – ha proseguito il primo cittadino – ma non per favore, ma perchè le proposte dei comuni e delle amministrazioni comunali a seguito di dibattito col territorio possono sedere a un tavolo, che oggi non c’è, e portare le idee del territorio. Fino ad oggi noi siamo stati sostanzialmente esclusi. Così è venuto meno il piano di rispetto e di protagonismo dei territori che viene prima di ogni approccio ideologico e tecnico. Non possiamo subire ciò che sta accadendo. Inoltre – ha aggiunto il sindaco – le risorse non solo non ci sono e sono insufficienti, per parte sono sottratte ai territori che quindi non sono protagonisti e perdono risorse propedeutiche allo sviluppo, 2 miliardi e trecento milioni di euro dei fondi della coesione, sottratti con un colpo di spugna e senza concertazione”.
In conclusione per Falcomatà: “Da istituzioni tuteliamo i bisogni dei cittadini, non diremo mai di essere contrari a un’opera pubblica, ma in questo caso diciamo “no” rispetto a come ci si è arrivati, rispetto a fragilità, incongruenze e inconsistenze che ci impediscono ogni ulteriore tipo di dibattito”.
Nel corso del dibattito si sono registrati gli interventi dei sindaci delle città toccate dall’opera. Per Campo Calabro il sindaco Sandro Repaci: “Ciascuno di fronte a una tematica così complessa ha modi diversi di affrontare il problema – ha evidenziato – la decisione definitiva tocca ai consigli comunali. Si può essere a favore o contro, ma nessuno di noi è stato consultato. Quello del ponte è stato un argomento ostaggio delle schermaglie politiche per anni, al momento delle decisioni le amministrazioni devono esprimersi sui documenti che vengono trasmessi”. Pur non dichiarandosi pro o contro l’opera il sindaco Repaci ha chiarito: “Dopo gli approfondimenti delle ultime settimane, le procedure messe in piedi dimostrano che il ponte è di una fragilità estrema. In questa condizione di incertezza non possiamo garantire i territori”.
Per Villa San Giovanni, il sindaco Giusy Caminiti ha spiegato: “Siamo la città dell’impatto dell’opera e siamo consapevoli che purtroppo la legge obiettivo del 2004 prevedeva una decisione che poteva non coinvolgere i territori, noi pensavamo che ci potesse essere una decisione assunta in modo diverso. Ci aspettavamo che la politica che aveva rimesso in campo l’opera dimostrasse che l’aggiornamento del progetto del 2013, non passato dal Cipes, potesse superare le prescrizioni di allora, ma non è così. Ci sono 68 prescrizioni del Comitato tecnico scientifico, ma rispetto alle tante riunioni c’è stato molto altro. Abbiamo due conferenze istruttorie aperte per impatto ambientale, paesaggistico e geomorfologico. I lavori fatti, per cui ringrazio anche Falcomatà come sindaco metropolitano, ci hanno permesso di produrre un documento con cui abbiamo chiesto la sospensione della conferenza istruttoria del Mit. È chiaro che questo è un momento difficile per la città di Villa che immaginava ipotesi di sviluppo differenti”.
Successivamente il consigliere Saverio Pazzano ha chiesto un impegno ufficiale per la sospensione nelle more del progetto esecutivo.
Per il consigliere Giuseppe Marino: “È paradossale che in un momento storico in cui il governo di destra prova a dividere l’Italia in due, sostenendo maggiore autonomia dei territorio, poi con un decreto legge prova a imporre a due regioni un’opera così impattante e incidente sul destino delle future generazioni. Sia le amministrazioni che i sindaci non sono stati coinvolti preventivamente nella discussione e nel confronto per la realizzazione di un’opera di questo genere. È inaccettabile già il provvedimento viziato in radice perché privo dell’elemento partecipativo previsto dal codice degli appalti. Un’opera imposta con un decreto legge senza verificare i piani urbanistici cioè gli strumenti di regolamentazione paesaggistici dei territori, i piani di Reggio e Messina. Non è la mia posizione, ma quella del Partito democratico, che si è espresso inviando un documento in cui si evidenziano criticità insuperabili. Una battaglia politica che porteremo avanti in tutte le sedi necessarie. Solo con l’alta velocità questa opera potrebbe avere un’utilità trasportistica, ma l’alta velocità è scomparsa dai programmi”.
Per il consigliere Antonino Castorina: “Prima di ragionare sul ponte sullo Stretto e di dire sì o no, c’è la necessità di fare uno spazio politico dell’area dello Stretto da rilanciare come spazio sociale. Non si può sintetizzare ponte sì e ponte no. Penso sia un’opera giusta ma vanno poste questioni importanti e alcune riflessioni vanno poste: ci sono dubbi intanto sulle risorse; poi c’è la questione ambientale, tema di non poca importanza che invece è fondamentale, se non si può costruire in sicurezza è un problema. Le osservazioni del Ministero dell’Ambiente devono avere rispose. Dal mio punto di vista ci sarò qualunque cosa si decida, siamo certi di avere una guida seria e rispettosa delle legalità come il sindaco Giuseppe Falcomatà”.
Per il consigliere Carmelo Versace: “Su tutte le grandi opere mi sono espresso in maniera positiva, non mi discosto stavolta. Mi sarebbe piaciuto ascoltare le idee degli assessori sull’alta velocità, la metro di superficie, i collegamenti con Messina. Fa bene il sindaco Caminiti a porre la questione nel merito: non possiamo essere messi di fronte a un progetto anacronistico di 10 anni fa. Non dovremmo chiederci se siamo fa o meno il ponte ma se serve o meno per lo sviluppo del territorio che se deve passare dal ponte allora io sono favorevolissimo. Dobbiamo mettere sulla bilancia i pro e i contro”.
Per Giuseppe Giordano: “Oggi è stata una manifestazione di democrazia partecipata e straordinaria per chi, con senso di responsabilità, ha contribuito con osservazioni, idee e timori a portare contributi che questo consiglio non può che prendere, pesando il ruolo di un’assise. Il punto è che serve un seguito in Conferenza metropolitana. Non ho una posizione sul ponte ma ritengo di andare nell’etica della responsabilità per gli amministratori locali. Non si può sottacere però che hanno fatto bene i sindaci a chiedere la sospensione del procedimento e la concessione della semplice proroga la dice lunga sulla volontà di imporre l’opera”.
Per il consigliere Marcantonio Malara: “Una storia lunga più di mezzo secolo e triste, narrata con cadenza irregolare, come un’opera portatrice di sviluppo, invece è stata mancata occasione per i territori. Si arriva a questo dibattito cittadino con grandi criticità 68 raccomandazioni, 239 integrazioni del Ministero dell’Ambiente e poi c’è la negazione al confronto a una comunità su di un’opera così impattante. E’ evidente che questa assise non può che chiudere questa assise raccogliendo gli stimoli e chiedere al governo di fermarsi e dare certezze ai territori”.
Catona: svolte le selezioni dei concorsi Miss e Mister Baby Mondo Italia
Si è svolta a Catona la Prima selezione nazionale dei concorsi Miss e Mister Baby Mondo Italia, Model’s of the Year e Miss e MisterItalia Universo appartenenti alla Jasmin’s Cinema Moda And Dance. A partecipare 41 modelli per ogni categoria, da quelle dei Baby fini alle Over e special. Madrina della serata l’influencer e Miss baby mondo JAsmin Hilary Malafarina. Una super giuria presente in questo concorso: l’assessore di Motta San Giovanni Enza Mallamaci,l’attore Enzo Cianci, l’attore Pino Condò, la stilista Anna Vazzano, la giornalista Dominga Pizzi ed il regista Enzo Cogliandro .
Ospite della serata il Consigliere Comunale Mario Cardia che è intervenuto nel corso della serata : “le associazioni reggine sono il motore pulsante della nostra città , a loro va dato sempre pieno sostegno. Questa è una realtà che sta crescendo e merita di essere valorizzata”, quanto in sintesi dichiarato da Mario Cardia. Il 13 luglio si terrà la finale regionale presso il Grande Hotel Apan, mentre la finalissima Nazionale sarà dal 5 al 8 settembre a Rossano Calabro. A coordinare l’evento che ha riscosso grande successo la presidente Silvia Nasuti e i suoi collaboratori Andrea Chirico, Francesca Latella e Patrizia Papandrea. Al trucco e parrucco Anna Vazzano. Infine è stata eletta una nuova agente per la Sicilia, vale a dire Grazia Carol Perdicaro.
Fai e Filca chiedono ad Occhiuto una missiva sull’esposizione al sole
Le Federazioni regionali cisline Fai e Filca, nei giorni scorsi, hanno inviato una missiva al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, agli assessorati e Dipartimenti regionali competenti in materia di agricoltura ed edilizia per chiedere l’emanazione dell’ordinanza in tema di esposizione prolungata al sole. “In un periodo segnato dall’arrivo del caldo afoso – dichiarano i Segretari Generali regionali Michele Sapia (Fai Cisl) e Christian Demasi (Filca Cisl) – è necessario vietare immediatamente, anche quest’anno, per gli addetti nel settore agricolo e in quello edile, che lavorano prevalentemente all’aperto, qualsiasi attività lavorativa che si svolge nelle ore più calde.
Abbiamo pertanto richiesto alla Regione Calabria di provvedere, in tempi celeri, ad emanare tale provvedimento su tutto il territorio regionale a tutela della salute dei lavoratori riducendo così i probabili rischi, anche letali. Considerate le alte temperature di questi giorni e i continui cambiamenti climatici, abbiamo chiesto di confermare tale scelta di vietare quelle attività all’aperto per come già fatto dal 2021, ma quest’anno è necessario anticipare i tempi. Purtroppo, la Calabria è in zona rossa per morti sul lavoro, come certificato dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, con 268 vittime nei primi quattro mesi dell’anno, un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale di morti bianche. Ma anche infortuni e incidenti sul lavoro, in particolare nei settori dell’edilizia e agricoltura in cui è indispensabile garantire più sicurezza, maggiore prevenzione e formazione, sostenere la bilateralità e agevolare i rinnovi contrattuali.
Serve intensificare i controlli sul territorio, contrastare il lavoro povero e irregolare nel comparto agricolo e dell’edilizia, per cui c’è bisogno di più confronto e intensificare le sinergie per promuovere il lavoro di qualità. La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro è per la Cisl, a tutti i livelli, una vera e propria battaglia di civiltà, per come dimostrato dalle varie proposte, iniziative sindacali e risultati raggiunti, per ultimo la patente a punti. L’Assemblea nazionale, svolta ad aprile di quest’anno, “Fermiamo la scia di sangue – Sicurezza sul lavoro, un impegno comune” rappresenta chiaramente l’idea della Cisl su un tema così importante che interessa lavoratori e imprese. In Calabria saremo impegnati a proseguire nella strada indicata dalla Cisl per rafforzare la “cultura della prevenzione”, attraverso maggiore informazione, assemblee sul territorio, confronto regionale e responsabilità tra tutti i soggetti coinvolti”.
Associazione Culturale Anassilaos organizza “La percezione dell’Antico”
Due studiose impegnate in campi di ricerca diversi, la letteratura greca e il diritto romano, che l’Associazione Culturale Anassilaos ha coinvolto nel suo progetto “La percezione dell’Antico” realizzato congiuntamente con il Museo Archeologico di Reggio Calabria e la Biblioteca Pietro De Nava. “La forza dirompente del genere tragico tra antichità classica e messinscena contemporanea. Tradizione e Prassi” sarà il tema della conversazione che la Prof.ssa Auretta Sterrantino, dal 2016 docente di Storia del Teatro e Messinscena Tragica all’ADDA, Accademia D’Arte del Dramma Antico della Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) che cura, tra l’altro le rappresentazioni di Siracusa, nonché assegnista di ricerca all’Università Cattolica di Milano (Filologia Classica) e collaboratore del gruppo di ricerca Hermes dell’Università di Malaga (Spagna) e del gruppo di ricerca Mitografias dell’Università di Aveiro (Portogallo), terrà martedì 18 giugno alle ore 17,30 presso il MArRC. L’intervento si configura come un tentativo di analisi finalizzato a mettere in luce gli elementi portanti del genere tragico attico dal punto di vista drammaturgico e a riflettere su come questi siano stati sapientemente individuati per entrare in dialogo con il pubblico ateniese a cui le originarie rappresentazioni – tasselli di un più ampio contesto festivo-rituale – erano rivolte. Ulteriore passaggio della riflessione sarà rivolto a comprendere come tali elementi fondanti – individuati partendo dai testi delle opere e dalla imprescindibile riflessione di Aristotele (seppure per noi piccolo tassello di un quadro ben più ampio e di difficile interpretazione) – entrino in dialogo con la prassi scenica e i linguaggi performativi del contemporaneo, anche alla luce della tradizione primonovecentesca che ne ha determinato il recupero in relazione alla complessa dimensione della messinscena, riscattandone il valore dalla mera dimensione letteraria a quella molto più complessa del linguaggio teatrale. Tutt’altro l’argomento che la Prof.ssa Donatella Monteverdi, Associato di Diritto romano e Diritti dell’antichità presso il DiGES – Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, affronterà invece giovedì 20 giugno alle ore 17,00 presso la Sala Giuffrè della Biblioteca Pietro de Nava “L’Auctoritas augustea: tignum iunctum?/ Il fondamento del potere in Roma antica tra libera res publica ed il principato augusteo”. Una riflessione in punta di diritto su come Cesare Ottaviano, poi Augusto, abbia con estrema accortezza e prudenza piegato la istituzioni della antica res publica, utilizzando gli istituti che essa prevedeva (la potestà tribunizia ad esempio) , per gettare le basi di quel potere personale, nascostamente “monarchico”, da cui sarebbe scaturito l’Impero. Un evento di tanti secoli fa ripetuto più volte nel corso della storia. L’incontro al MArRC sarà preceduto dai saluti del Direttore Dott. Fabrizio Sudano e dall’intervento della Prof.ssa Mariangela Monaca (DICAM Messina) e del Prof. Amos Martino, Responsabile Anassilaos. L’incontro in biblioteca dai saluti della Dott.ssa Daniela Neri, Responsabile della Biblioteca De Nava e dall’intervento del Dott. Fabio Arichetta, Coordinatore incontri “La percezione del tempo tra Antico, Moderno e Contemporaneità. Un ruolo in entrambe le manifestazioni avrà Domenico Colella, studioso e artigiano dell’antico. Al Museo egli terrà un piccolo laboratorio nel corso del quale il pubblico presente potrà realizzare da sé il volto di Melpomene, Musa della Tragedia. In biblioteca farà dono alla studiosa di Diritto romano di una riproduzione di sesterzio “Augustus Pater Patriae” molto significativo per cogliere la politica dinastica dell’imperatore.
Gioiosa Jonica, Mazzaferro sulla Galleria della Limina: “Quasi certa l’apertura dal 2 al 26 agosto”
“La quasi certa apertura della Galleria della Limina dal 2 al 26 agosto è un’importante notizia per tutto il settore turistico e commerciale della locride. La richiesta da parte della Regione Calabria all’Anas, rappresenta un passo avanti e l’ennesima prova che il centro destra calabrese guarda allo sviluppo dell’area jonica reggina”. Queste il commento di Vincenzo Mazzaferro membro del coordinamento provinciale di Forza Italia e coordinatore di Gioiosa Jonica. “In attesa che venga formalizzata la sospensione – prosegue Mazzaferro – gli imprenditori potranno programmare con maggiore fiducia la stagione estiva che è ormai alle porte. Grazie al Presidente Occhiuto e all’Assessore Calabrese per l’impegno profuso a favore di un territorio che dopo anni di dimenticatoio, oggi viene salvaguardato. Siamo sicuri che l’unica strada per il rilancio definitivo sia quella di turismo e commercio”. “Atti concreti – conclude Mazzaferro – come quello per salvaguardare la categoria dei balneari, che hanno dimostrato l’operatività degli organismi regionali. Una tutela, quella verso le attività per la maggior parte familiari, che dimostra come il centro destra regionale possa intervenire concretamente per politiche di sviluppo territoriali”.
Reggio Calabria: si conclude la settima edizione di Med Youth Meeting
Si conclude oggi la settima edizione del Med Youth Meeting, l’incontro internazionale dei giovani del Mediterraneo organizzato dalla Rete Med Youth con il sostegno del REF (Réseau Euromed France) in stretta collaborazione con la compagnia reggina Mana Chuma Teatro. L’incontro di Reggio Calabria segue quelli già tenuti negli scorsi anni a Parigi, Casablanca, Algeri, Tunisi, Marsiglia e Beirut. Da mercoledì un’ottantina di giovani provenienti da 17 paesi del bacino del Mediterraneo (Algeria, Cipro, Egitto, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Giordania, Libano, Libia, Malta, Marocco, Palestina, Portogallo, Siria, Tunisia, Turchia), impegnati nella società civile si stanno incontrando nella nostra città per discutere di temi per loro decisivi come l’occupazione e la formazione professionale, la partecipazione civica, le migrazioni e la mobilità, la giustizia sociale e climatica, la libertà di espressione e di creazione. A organizzare è la rete Med Youth, uno spazio riconosciuto di dialogo, cooperazione, scambio, scoperta e incontro per un futuro comune tra le sponde del Mediterraneo con il sostegno del REF (Réseau Euromed France), una rete di 40 organizzazioni della società civile francese comprendenti associazioni, collettivi, sindacati e singoli membri che operano nei Paesi del Mediterraneo. Il Med Youth Meeting è dunque un importante momento di incontro e confronto tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, provenienti dall’area del Mediterraneo, che insieme analizzano le problematiche che affliggono i rispettivi Paesi e provano a immaginare soluzioni comuni.
In questo momento le società del Mediterraneo hanno tutte, chi più chi meno, difficoltà a uscire dalle crisi politiche ed economico-finanziarie. I primi a subire le conseguenze di queste crisi sono i giovani, soprattutto le giovani donne. Dal punto di vista sociale ed economico, sono principalmente i giovani a dover affrontare la disoccupazione e la precarietà del lavoro, anche quando sono laureati. Sono i giovani che hanno maggiori difficoltà a trovare un alloggio decente. Sono i giovani che vengono tenuti lontani da posizioni di responsabilità e di decisione nella vita economica, sociale e politica. Ancora una volta, tra i giovani, sono le ragazze a subire una condizione di emarginazione, soprattutto nelle aree rurali, pur avendo qualifiche elevate. L’altro lato della medaglia, però, è rappresentato dall’impegno crescente che i giovani mettono nella società civile costituendo gruppi di lavoro e associazioni e, in generale, chiedendo a gran voce di essere protagonisti della vita sociale e politica dei loro paesi. In questo contesto, la cooperazione e la solidarietà euromediterranea, così come il dialogo tra le generazioni, sono fondamentali per rafforzare la fiducia nel cambiamento democratico e nell’utilità dell’impegno civico. Per un futuro comune tra le due sponde del Mediterraneo.
La scelta di Reggio Calabria non è casuale: collocata in un’area strategica del Mediterraneo, la città dello Stretto soffre da decenni di una crisi politica ed economica che si traduce in un alto tasso di disoccupazione giovanile e, di conseguenza, di emigrazione. Allo stesso tempo, però, la città mostra enormi potenzialità di sviluppo che si esprimono grazie al lavoro di realtà istituzionali ed associative che operano sul territorio. Proprio alcune di queste realtà come i Comuni di Reggio Calabria, Palmi e Bova, l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, il MArRC, le associazioni Abakhi, Agape, Arci Samarcanda, il parco Ecolandia, la Cooperativa San Leo, hanno deciso di aderire come collaboratori al progetto del Med Youth Meeting, grazie al fondamentale lavoro di networking di Mana Chuma Teatro. Uno degli obiettivi del Med Youth Meeting 2024 è stato proprio quello di promuovere la città di Reggio, le sue radici mediterranee e il suo tessuto associativo.
Mercoledì 12, dopo l’apertura ufficiale dell’incontro presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, alla presenza del Rettore Giuseppe Zimbalatti e dei co-organizzatori Marion Isvi (direttore esecutivo del REF-Réseau Euromed France), Laetitia El Haddad (coordinatrice del Med Youth Network), Massimo Barilla ed Elizabeth Grech, rispettivamente direttore artistico e responsabile della comunicazione e delle relazioni internazionali di Mana Chuma Teatro, gli ottanta giovani partecipanti hanno avuto modo di visitare il Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria e la città. Giovedì 13 poi è stata la volta di conoscere meglio il territorio e il lavoro di alcune delle associazioni come Abakhi, Arci Samarcanda, la stessa Mana Chuma, Ecolandia e Agape che qui operano in vari settori, dall’ambiente alla cultura, dall’accoglienza di minori e migranti alla formazione. Nel pomeriggio gli 80 ragazzi e ragazze si sono recati in visita alla Casa della Cultura di Palmi e, in serata, hanno assistito presso il Cine Teatro Nicola Antonio Manfroce alla rappresentazione di “Come un granello di sabbia”, la pluripremiata opera di Mana Chuma Teatro che narra la tragica vicenda di Giuseppe Gulotta, muratore siciliano torturato e ingiustamente condannato a 22 anni di carcere per un omicidio mai commesso.
Uno dei momenti principali dell’incontro si è tenuto ieri presso l’Aula Magna Quaroni dell’Università degli Studi Mediterranea con il dibattito pubblico “La situazione dei giovani nel Mediterraneo: tra sfide di emancipazione e ostacoli alla mobilità”. A prendere la parola sono stati proprio alcuni dei giovani protagonisti di questa edizione del Med Youth Meeting che hanno messo in evidenza con le loro testimonianze la difficile condizione della gioventù nei loro paesi in cui non vigono regimi democratici, in cui si soffre una condizione di grave difficoltà economica, in cui la libertà di movimento è estremamente limitata da una parte dalla burocrazia e dall’altra dall’emarginazione geografica dovuta alla mancanza di infrastrutture moderne (strade, autostrade, aeroporti, ferrovie). Anche se con una condizione non paragonabile ai paesi della sponda sud del Mediterraneo, è stata evidenziata l’arretratezza della Calabria per ciò che concerne le infrastrutture e la mobilità rispetto al resto del paese.
Il Med Youth Meeting si concluderà nella giornata di oggi con la produzione di tre podcast tematici, una gita a Bova con la visita della cooperativa San Leo, la cerimonia di chiusura e la consegna dei certificati. Infine, la sera, proprio nella piazza principale di Bova è prevista una cena a base di prodotti tipici locali e balli sulle note del gruppo musicale Sonu Raru.
Giornata in memoria di Domenico “Mitch” Billari: banchetto informativo di ESN Rhegium
In occasione della giornata in memoria del nostro caro Domenico “Mitch” Billari, vi invitiamo a unirvi a noi per una celebrazione speciale della sua vita il 21 giugno, in concomitanza con la Giornata Mondiale dello Yoga, presso la struttura Shaka a Punta Pellaro. La giornata sarà dedicata al ricordo di Mitch attraverso attività che hanno rispecchiato la sua passione per la vita, il benessere e il sano divertimento. Inizieremo con una lezione di yoga alle ore 18:30, guidata da Tina Badea del Centro Culturale Helios ACSD di Reggio Calabria che propone la pratica dinamica del Saluto al Sole ovvero Suryanamaskār a cui poi seguirà intorno alle ore 19:00 una lezione di Yoga Vinyasa tenuta da Sonja Aritonovska.
Lo Shaka Punta Pellaro delizierà i presenti con un’ampia area food e beverage con la possibilità di una proposta vegetariana. La serata si concluderà con un dj set al tramonto a cura di Peppe Foti & (nome) un momento per celebrare e condividere ricordi al ritmo di musica, immersi nella bellezza della natura. La partecipazione a tutte le attività è gratuita. Inoltre, sarà presente un banchetto informativo di ESN Rhegium dove si potranno fare donazioni per la borsa di studio in nome di Mitch tramite l’app GoFundMe. Vi invitiamo a partecipare a questa giornata speciale per ricordare con un sorriso il nostro caro Mitch, una persona straordinaria che ha toccato le nostre vite in modi profondi e significativi.
Si è tenuta ieri a Cosenza l’iniziativa “Le mille facce del precariato”. Alla manifestazione, organizzata da Cgil Cosenza, hanno partecipato il Segretario Cgil Nazionale Pino Gesmundo, il Segretario Generale Cgil Calabria Angelo Sposato, il Segretario Generale Cgil Cosenza Massimiliano Ianni, la Segretaria Cgil Cosenza Teresa Aiello, il sindaco di Cosenza Franz Caruso, la docente di Politica economica all’Unical Rosanna Nisticò, il neo europarlamentare e docente di Economia del lavoro all’Università Roma Tre Pasquale Tridico. Presente solo per un breve saluto a causa di impegni l’Arcivescovo della Diocesi di Cosenza Bisignano, Monsignor Giovanni Checchinato.
“Occorre – ha affermato il Segretario Generale Cgil Calabria Angelo Sposato – spezzare le catene che tengono il lavoro prigioniero dello sfruttamento e liberarlo. Per questo abbiamo voluto i referendum, per questo occorre sostenere i contratti collettivi aggiungendo il salario minimo. Solo chi non conosce il disagio di milioni di lavoratori ed ha la pancia piena non riesce a comprendere ciò. Il tema salariale e quello del lavoro povero sono la vera emergenza nel nostro Paese e in Calabria”.
“I giovani – ha aggiunto Sposato – scappano perché non vogliono più farsi sfruttare con stipendi da fame e le classi dirigenti non possono fare finta di non vedere il disagio. Il governo Meloni ha abbandonato il sud e lasciato in povertà milioni di persone eliminando l’unico strumento di sostegno alle famiglie. La politica deve assumere un ruolo di orientamento per gli investimenti pubblici delle partecipate in Calabria che scappano come stanno facendo Tim, Enel, Eni. La sinistra deve tornare a fare la sinistra se ne è capace. I dirigenti che fanno finta di essere di sinistra e poi votano leggi contro le lavoratrici ed i lavoratori, non sono tali e dovrebbero fare un passo indietro. Nei prossimi giorni torneremo sulle vertenze Abramo, tirocinanti, Amaco, sulle bonifiche dei veleni di Crotone. In Calabria serve una rivoluzione culturale e delle coscienze e questo può avvenire dialogando con le persone, nelle piazze, nei luoghi di lavoro, in mezzo alla gente”.
“Serve – ha concluso – un nuovo regionalismo del Sud da contrapporre a questo scellerato disegno di autonomia differenziata che va combattuto. E se dovesse essere approvato dal Parlamento inizieremo a raccogliere le firme per i referendum”.
E a proposito di autonomia differenziata il Segretario Cgil Nazionale Pino Gesmundo si è rivolto al governatore Occhiuto: “Non si limiti alle dichiarazioni. Produca atti formali da presidente della Regione chiedendo il ritiro del provvedimento e si impegni a sottoscrivere la richiesta di referendum nel caso venga approvato dal parlamento”.
“Il disegno di legge sull’autonomia differenziata – ha affermato il Segretario Generale Cgil Cosenza Massimiliano Ianni – rappresenta un crimine contro la nostra storia, contro la nostra Costituzione. Un colpo mortale che devasta il welfare, privatizza la sanità e cancella i nostri diritti. A noi il compito di far capire che la precarietà lavorativa sociale esistenziale è all’origine della crisi di democrazia che stiamo vivendo ed è causa primaria di divisione sociale”.
Si è tenuta presso il sito archeologico di Broglio, a Trebisacce, a conclusione delle riprese, la conferenza stampa sul set del film DON CHISCIOTTE. Prodotto da Paola Columba, per la Baby Films, DON CHISCIOTTE è stato realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura, della Fondazione Calabria Film Commission e della Lucana Film Commission. Il film è stato girato nell’Alto Ionio cosentino, per quattro settimane, in un territorio spettacolare e misterioso, tra calanchi, castelli medievali, fiumare e spiagge incontaminate, nei comuni di Trebisacce, Rocca Imperiale, Oriolo Calabro, Roseto Capo Spulico e San Lorenzo Bellizzi. Un lavoro con un cast di qualità, con Alessio Boni che ha interpretato il ruolo di Don Chisciotte, Fiorenzo Mattu (Sancio Panza), Angela Molina (Governante), Marcello Fonte (Garzone), Galatea Ranzi (Duchessa Madre), Carlo De Ruggieri (Curato).
Questo il commento del Commissario Straordinario della Calabria Film Commission Anton Giulio Grande: “Si tratta di un lavoro di matrice letteraria internazionale, capace di evocare le immagini di un grande opera di valore assoluto. E’ un film da cui ci attendiamo molto, anche dal punto di vista della resa fotografica dei nostri paesaggi, della loro luce che storie come Don Chisciotte illuminano ancora di più. Paese e luoghi tutti da scoprire per il cinema e per il turismo, che una bella fotografia rendono ancora più affascinanti e misteriosi, capaci di tramettere sullo schermo dimensioni ancora più nitide di quelli reali. E poi un cast di livello. La firma di Alessio Boni, che presta il suo talento attoriale al servizio di questo film, ci inorgoglisce e gratifica il lavoro per il nostro territorio. In scena l’Alto jonio cosentino – continua Grande – con le sue immagini uniche, piene di fascino, senza dimenticare gli attori e le maestranze calabresi coinvolti in questo progetto che, dopo le prime due settimane di riprese in Basilicata, regione vicina e contigua anche sul piano paesaggistico, trova il suo cuore narrativo e paesaggistico in Calabria. Coltiviamo rapporti di buon vicinato con la Lucana Film Commission, per un Sud forte e comunicativo nel sistema dell’audiovisivo nazionale”.
Da registrare la dichiarazione di Margherita Romaniello, presidente della Lucana Film Commission: “Siamo ben lieti di condividere con sulla pellicola tratta dall’opera teatrale del drammaturgo e regista lucano Gerardo Guerrieri” – sottolinea la Calabria il lavoro Presidente della Lucana Film Commission – Sono certa che questo lavoro rinsalderà il legame tra la Lucana e la Calabria Film Commission esaltando le bellezze dei nostri territori e rafforzando il trend di altissimo livello della produzione audiovisiva delle due regioni”.
“Questo film – ha dichiarato, inoltre, il consigliere della LFC, Francesco Porcari presente a Trebisacce – rappresenta perfettamente uno degli obiettivi portiamo avanti: allargare gli orizzonti con le altre regioni meridionali. Ben vengano , dunque, produzioni da condividere e nuove collaborazioni con altre Film Commission, tutte a beneficio dei nostri set a cielo aperto e delle maestranze locali che stiamo anche formando grazie a un accordo con Cinecittà”.
“I luoghi in cui ho girato il film – ha sottolineato il regista Fabio Segatori – il Castello di Oriolo, di Roseto Capo Spulico, di Rocca Imperiale, Palazzo Pignatelli, San Lorenzo Bellizzi, le spiagge e gli scorci misteriosi e incontaminati, fanno da sfondo a questa favola morale. Il Don Chisciotte di Cervantes fa parte del nostro immaginario, e io lo racconto come un attraversamento di paesaggi mediterranei, con il respiro e i suoni di un Sud del Mediterraneo”.
Molto apprezzato il lavoro dell’attore Alessio Boni, protagonista del film che ha inteso potare il saluto al territorio calabrese che lo ha ospitato in queste settimane nelle vesti di una figura che ha tratteggiato lungo secoli suggestioni e storie. “Tra le rive dei suoi due mari, in Calabria – ha dichiarato Alessio Boni – ho scoperto una natura e una accoglienza che si è intonata perfettamente allo stato d’animo del mio personaggio e allo spirito del mio essere. Un bel regalo. Grazie”.