Il sindaco Pasquale Cutrì con il vicesindaco Teodoro De Maria, con delega ai lavori pubblici e cimitero, assieme alla maggioranza comunale, puntano al rinnovo del cimitero. Il vicesindaco De Maria, da un primo sopralluogo svoltosi al cimitero assieme al Responsabile arch. Domenica Corigliano, si è reso conto della necessità di intervenire a risolvere il problema purtroppo esistente da diversi decenni. “Il parcheggio del cimitero” – dichiara De Maria – “versa in uno stato poco dignitoso per i cittadini, a ciò che si aggiunge che in inverno le pozzanghere d’acqua sono innumerevoli, mentre d’estate la polvere asfissiante e poco gradevole”. Rilevate le criticità del parcheggio dunque, il sindaco Cutrì e il Vice Sindaco De Maria, hanno dato mandato al Responsabile di attivarsi per rendere fruibile più possibile l’accesso principale cimitero. L’intervento consiste nella ripulitura dello stato superficiale del piazzale, attraverso mezzi meccanici, a seguire si procederà alla ripulitura di tutto il perimetro del parcheggio togliendo le spine ed erbacce confinante e le pozzanghere d’acqua, createsi nel corso dei decenni passati. Inoltre verrà eseguita la realizzazione di anelli perimetrali intorno agli alberi di ulivo con cordoli prefabbricati. In ultimo, si avvierà il livellamento, con materiale adeguato, delle pendenze utili alla per la raccolta dell’acqua piovana. Si terminerà con la posa del manto bituminoso rendendo così l’accesso al cimitero dignitoso per tutti i cittadini.
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Naufragio Cutro: Regione Calabria si costituirà Parte Civile al Processo
La Regione Calabria si costituirà Parte Civile nel processo sul naufragio del barcone carico di migranti avvenuto il 26 febbraio scorso davanti la costa di Cutro, nel Crotonese.
Nel naufragio morirono 94 persone, tra cui molti bambini, e ci furono anche una decina di dispersi.
La relativa delibera é stata adottata dalla Giunta su proposta del presidente, Roberto Occhiuto.
“La tragedia di Cutro – ha detto Occhiuto – ha sconvolto il Paese intero: 94 morti accertati, tante donne e bambini tra le vittime, e 80 superstiti, che nella maggior parte dei casi hanno dovuto piangere un proprio caro deceduto. In quell’occasione la Calabria ha dato una straordinaria dimostrazione di solidarietà e di accoglienza. Tutta Italia ha potuto toccare con mano il grande cuore della nostra regione. Ci è sembrato giusto concretizzare i sentimenti dei calabresi, costituendoci parte civile nel processo penale”.
Tre condanne all’ergastolo, due a 30 anni di reclusione, due a 20 anni, una a 14 anni e tre assoluzioni.
Questa la sentenza emessa dalla Corte d’assise di Catanzaro nel processo “Rinascita scott” relativo al filone degli omicidi avvenuti nell’ambito dello scontro tra le cosche di ‘ndrangheta del vibonese.
Il collegio giudicante, presieduto da Massimo Forciniti, ha condannato all’ergastolo con isolamento diurno, come invocato dalla Dda di Catanzaro, il boss di San Gregorio D’Ippona Saverio Razionale, il boss di Zungri Antonio Giuseppe Accorinti e il boss di Vibo Domenico Bonavota.
Condannati a 30 anni Antonio Vacatello e Antonio Ierullo. Venti anni sono stati comminati a Pantaleone Garisto e Valerio Navarra e 14 anni al collaboratore di giustizia Andrea Mantella.
Assolti, come richiesto anche dall’accusa, Paolino Lo Bianco e Filippo Catania. Assolto anche Vincenzo Barba nei confronti del quale era stato invocato l’ergastolo.
Secondo l’accusa, Saverio Razionale e Giuseppe Antonio Accorinti sono responsabili del duplice omicidio di Roberto Soriano e Antonio Lo Giudice avvenuto il 5 agosto del 1996.
Barba, Catania, Lo Bianco e Mantella (oggi collaboratore di giustizia) sono coinvolti nel caso della morte di Filippo Gancitano, scomparso a gennaio 2002, per il quale è stato condannato solo Mantella.
Ierullo e Bonavota sono stati condannati per il duplice omicidio di Alfredo Cracolici detto “Alfredo Palermo” (a capo dell’omonima cosca di Maierato) e Giovanni Furlano, uccisi il 9 febbraio 2002. I due sono caduti sotto le raffiche di un kalashnikov e di un fucile calibro 12, davanti all’abitazione della fidanzata di Cracolici. Antonio Vacatello è accusato della tentata estorsione ai danni di un uomo nato a Vibo ma residente a Imbersago. La vittima – dalla quale Vacatello pretendeva la restituzione della somma di 6 mila euro – è stata oggetto anche di sequestro di persona da parte di Maurizio Pantaleo Garisto, Valerio Navarra, Antonio Vacatello.
L’uomo è stato prelevato a Cernusco sul Naviglio e portato in una casa a Seregno dove, immobilizzato a una sedia è stato più volte percosso. Infine è stato costretto a tornare in Calabria con i suoi sequestratori che lo hanno portato in casa dei suoi genitori vessandolo per la restituzione della somma da parte dei genitori. Intento non riuscito perché la vittima non disponeva di tutto il denaro.
Porto di Gioia Tauro: Cassazione conferma annullamento licenziamento del verificatore Messina
La Corte di Cassazione, sezione Lavoro, rigettando il ricorso di E-Distribuzione mette fine al calvario di un dipendente, Vincenzo Messina, licenziato per aver tenuto – ad avviso dell’Ente – un comportamento gravemente negligente durante due verifiche presso la cabina che alimentava l’energia elettrica presso la sede logistica della ditta GicosSrL presso il porto di Gioia Tauro.
Vincenzo Messina, nella sua particolare funzione di pubblico ufficiale verificatore, aveva il compito, affidatogli dall’Enel, di controllare il buon funzionamento dei contatori destinati a misurare il consumo di energia elettrica e, quindi, il costo che doveva essere corrisposto, dall’utente all’Ente erogatore, per l’effettivo consumo di energia elettrica.
Nella lettera di licenziamento il datore di lavoro aveva richiamato il punto 7 paragrafo IV del contratto collettivo, secondo il quale è punito con il licenziamento con preavviso il lavoratore che: “compie con dolo o colpa grave atti comunque idonei ad arrecare notevole danno all’Azienda o grave turbativa all’ambiente di lavoro”.
Il giudice del lavoro di Palmi, aveva accolto il ricorso degli avvocati Maria Stella Pileio ed Antonino Napoli, ritenendo che i fatti contestati, non erano assolutamente idonei, anche alla luce degli elementi univocamente emersi nel corso dell’istruttoria, a legittimare il licenziamento per la mancanza dell’elemento soggettivo richiesto dalla citata disposizione.
Con l’ordinanza, con la quale è stato disposto l’annullamento del licenziamento, il Tribunale di Palmi aveva stabilito un importante principio secondo il quale dal contratto collettivo nazionale del settore si evince chiaramente la volontà di conservare il rapporto di lavoro nei casi di comportamenti negligenti ma privi del dolo, della colpa grave e della recidiva specifica e che la prova del predetto elemento soggettivo incombe sempre sul datore di lavoro.
Con l’accoglimento del ricorso proposto dagli avvocati Maria Stella Pileio ed Antonino Napoli il giudice del lavoro aveva annullato il licenziamento intimato a Vincenzo Messina ed aveva ordinato all’Enel-distribuzione s.p.a. di reintegrare il dipendente nel suo posto di lavoro ed al risarcimento del danno nella misura corrispondente alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento a quello dell’effettiva reintegra fino al limite di 12 mensilità nonché al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, dal giorno del licenziamento a quello di effettiva reintegra.
Contro il provvedimento del giudice del primo grado l’E-Distribuzione aveva proposto impugnazione davanti alla sezione lavoro della Corte di Appello di Reggio Calabria che aveva confermato il provvedimento del primo giudice ribadendo l’assenza nella condotta di Vincenzo Messina del dolo o colpa grave.
Avverso quest’ulteriore pronuncia E-Distribuzione aveva presentato ricorso in Cassazione davanti la sezione lavoro che, con l’ordinanza n. 32815/2023, ha rigettato il ricorso stabilendo che, “ove il fatto rientri tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, non solo il licenziamento sarà ingiustificato senza possibilità di diversa valutazione da parte del giudice ma il giudice dovrà annullare il licenziamento, ordinando la reintegrazione nel posto di lavoro ed il pagamento di una indennità risarcitoria non superiore a 12 mensilità della retribuzione globale di fatto”.
Dopo la conclusione di questa lunghissima vicenda giudiziaria, iniziata nel lontano 2014, soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Maria Stella Pileio ed Antonino Napoli “non solo per l’ottimo risultato professionale ottenuto ma, soprattutto, perché le decisioni giudiziarie hanno ridato la dignità e l’integrità, troppo velocemente messa in dubbio da Enel, ad un lavoratore integerrimo”.
Presentata Relazione annuale del Garante regionale dei detenuti Luca Muglia
Lunedì 27 novembre 2023 la sala “Federica Monteleone” del Consiglio Regionale della Calabria ha ospitato la presentazione della Relazione annuale del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, l’avvocato Luca Muglia.
All’evento hanno partecipato numerose autorità politiche, giudiziarie ed istituzionali, nonché esperti del settore ed una piccola rappresentanza di studenti.
INDIRIZZI DI SALUTO La presentazione è stata preceduta dagli indirizzi di saluto del Presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, del Vice-presidente del Consiglio Pierluigi Caputo e della Vice Presidente della Giunta regionale Giuseppina Princi.
Tra i saluti istituzionali quelli di Liberato Gerardo Guerriero, Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria; Daniela Tortorella, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria; Laura Antonini, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro; Alessia Giorgianni, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria; Emilio Molinari, Direttore dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale esterna.
Hanno partecipato all’iniziativa i Garanti regionali dell’Infanzia e della Salute, Antonio Marziale e Annamaria Stanganelli e il Presidente della Commissione Pari Opportunità, Anna De Gaio.
LE DICHIARAZIONI DEGLI INTERVENUTI Filippo MANCUSO (Presidente del Consiglio regionale): “Come Ente regione abbiamo puntato molto sui garanti e sulla loro qualità. La relazione dell’avvocato Muglia fa capire espressamente i contenuti dell’attività, è una relazione esplicita che mette a nudo i problemi usando un linguaggio diverso. Scrivere e parlane in maniera che giunga a chi ascolta è molto importante. La figura del Garante non è una casella da occupare ma è un lavoro importante sul territorio. Si parte dall’art. 27 della Costituzione mettendo a nudo i bisogni ed i diritti del detenuto, la pena non deve essere solo afflittiva ma deve rappresentare la possibilità di riscatto e reinserimento nella società civile”. Pierluigi CAPUTO (Vice Presidente del Consiglio regionale): “E’ stato fatto un buon lavoro e porgo i miei complimenti all’avvocato Muglia. Da anni il Consiglio non nominava i garanti e il presidente Mancuso ha voluto che fossero attivi sul territorio. Il Garante dei diritti dei detenuti, insieme agli altri garanti serve per migliorare la nostra società. C’è bisogno di tutela e abbiamo già investito il ministro Piantedosi, nella recente visita in Calabria, portandogli i problemi delle nostre carceri e del poco personale in servizio”. Giuseppina PRINCI (Vice Presidente della Giunta regionale): “Sappiamo quanto sia dolorosa la situazione delle carceri italiane e non solo di quelle calabresi, mi complimento con tutto il personale che ruota intorno ai detenuti.
Tanti sono gli interventi del Garante che lavora in un’ottica interdipartimentale, per il lavoro, le scuole, le politiche sociali. Si arriva al risultato con il gioco di squadra. Ringrazio l’avvocato Muglia, noi come Giunta ci siamo per tutelare diritti e ad ascoltare i bisogni che ci vengono rappresentati”. 2 Liberato Gerardo GUERRIERO (Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria): “Ringrazio Luca Muglia per tutto il lavoro che fa e per come lo fa, perché si lavora sempre per cercare le soluzioni ai problemi. Con il Garante abbiamo affrontato situazioni che vedevano coinvolto l’Ente regionale, come la sanità penitenziaria, registrando un’importante inversione di tendenza. La Regione è presente su questo tema, con la maggiore presenza di medici specialisti e con la implementazione dei servizi interni, tra questi l’istruzione scolastica. Abbiamo scelto di indirizzare i programmi interni su formazione e scolarizzazione, conoscendo i nostri utenti, per dare una prospettiva nel mondo del lavoro. E’ nostro compito offrire opportunità a tutti e non è mai troppo tardi. Il carcere offre opportunità a tutti i livelli, dalla scuola primaria all’università, ma il lavoro che si svolge all’interno del carcere ha poi bisogno di un dopo all’esterno. La carenza d’organico esiste, ma dobbiamo riconoscere che negli ultimi periodi l’amministrazione penitenziaria ha dato un grande contributo per funzionari, anche se siamo sempre pochi rispetto a quanti vorremmo essere”. Daniela TORTORELLA (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria): “Ho visto in 12 anni l’esecuzione penale cambiare volto. L’impegno della magistratura di Sorveglianza si è incrementato notevolmente ed oggi riusciamo a lavorare con risultati e strumenti quantitativamente migliori. Lo sforzo della magistratura rimane debole se non c’è collaborazione, con i Garanti territoriali e il Garante regionale abbiamo avviato interlocuzioni proficue lavorando bene. Anche il mondo accademico sta avendo attenzione”. Laura ANTONINI (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro): “Sono felice di essere presente perché l’avvocato Muglia e il suo staff stanno facendo un lavoro eccellente, sono accanto alla magistratura per risolvere i molteplici problemi dell’esecuzione penale. Il Garante ci ha tenuti costantemente informati delle sue visite ispettive negli istituti penitenziari, molto approfondite anche rispetto a quelle che riusciamo a fare noi che, per via degli impegni giudiziari quotidiani, sono rade. I nostri organici sono raddoppiati per la magistratura, ma non per il personale amministrativo e per questo viviamo qualche difficoltà. Nonostante la limitatezza dei mezzi qualcosa si sta muovendo in Calabria, testimonio personalmente come l’area sanitaria del Carcere di Catanzaro abbia fatto un salto di qualità grazie al professore Di Mizio. Si muovono le cose per la tutela della salute mentale anche se la strada è lunga. L’avvocato Muglia interpreta correttamente il suo ruolo di Garante, si è messo insieme a noi a combattere e segnalare le cose. E’ importante oggi la presenza delle scuole per far conoscere realtà di margine, facendo capire l’importanza”. Alessia GIORGIANNI (Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria): “Il momento della restrizione della libertà personale è un momento difficile per i cittadini e l’auspicio è che il carcere possa migliorare le sue prestazioni”. Emilio MOLINARI (Direttore dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna): “Diversi concorsi sono in fase di svolgimento ed avranno anche termine nei prossimi mesi per dare risposte, sotto diversi aspetti, ad alcune difficoltà nelle quali siamo costretti a muoverci da tempo. L’interlocuzione con il Garante regionale è molto positiva”. I PRESENTI Hanno presenziato alla manifestazione i Direttori degli istituti penitenziari calabresi Giuseppe Carrà (Castrovillari, Reggio Calabria), Patrizia Delfino (Catanzaro), Angela Marcello (Vibo Valentia), Valentina Galati (Locri), il Vicedirettore di Reggio Calabria Roberta Velletri, i rappresentanti della Polizia penitenziaria e i funzionari giuridico-pedagogici di diversi istituti, il Delegato regionale della Pastorale penitenziaria Francesco Faillace, i Direttori sanitari delle Case circondariali di Catanzaro e Arghillà, Giulio Di Mizio e Nicola Pangallo, il Responsabile della Rems di Santa Sofia d’Epiro Gianfranco Tosti, il Responsabile della Rems di Girifalco Michele Rossi, il componente della Task force sulla Sanità penitenziaria del Dipartimento Regionale di Tutela della salute Paolo Seminara, nonché Salvatore Opipari per il Centro Giustizia Minorile della Calabria. Erano presenti, altresì, il Presidente dell’Ordine Distrettuale Avvocati di Reggio Calabria Rosario Infantino, i Garanti comunali dei diritti delle persone private della libertà personale di Reggio Calabria e Catanzaro, Giovanna Russo e Luciano Giacobbe; il Garante della Città Metropolitana di Reggio Calabria Paolo Praticò; il Garante della Provincia di Cosenza Francesco Cosentini; i referenti 3 dei Poli Universitari Penitenziari delle Università di Catanzaro e Reggio Calabria, Charlie Barnao e Arturo Capone; il Direttore DiGiES dell’Università di Reggio Calabria Daniele Cananzi; il Dirigente Vicario dell’Ufficio Scolastico Regionale Antonino Cama; il Commissario Straordinario ARSAC della Regione Calabria e già senatore Fulvia Caligiuri; il Sottotenente di Vascello della Guardia Costiera Bruno Crea; il Presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria Vincenzo Marra; il Presidente del Consiglio comunale di Catanzaro Gianmichele Bosco; l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Locri Ornella Monteleone; il Presidente dell’Ordine Avvocati di Locri Carmela Neri, il Vice Presidente dell’Ordine Avvocati di Cosenza Pierluca Bonofiglio, il Segretario della Camera Penale di Catanzaro Orlando Sapia, il Presidente della Camera Minorile di Cosenza Rosamaria Romano, il Presidente del Movimento Forense – Sezione di Locri Rocco Lombardo. LA RELAZIONE La Relazione annuale del Garante regionale ha analizza svariati aspetti dell’attività svolta. Le ombre. Il sistema penitenziario calabrese appare abbastanza in linea con quanto riscontrato nelle altre regioni, salvo alcune peculiarità. Le criticità rilevate riguardano: il progressivo sovraffollamento (9 istituti su 12, con picchi elevati su Arghillà, Cosenza e Rossano); le condizioni strutturali di alcune carceri, datate nel tempo e/o prive di manutenzione; l’inadeguatezza di molte camere detentive (talune con schermature alle finestre o prive di doccia); l’insufficienza di alcune offerte scolastiche o formative; l’assenza di progetti di inclusione stabili e duraturi; la carenza di organici che investe la polizia penitenziaria, i funzionari giuridico-pedagogici, i mediatori linguistico-culturali; le lacune della sanità penitenziaria. Il deficit del personale di polizia penitenziaria coinvolge i dodici istituti calabresi, raggiungendo livelli allarmanti (-94 Catanzaro, -70 Vibo, -40 Palmi, -39 Rossano, -31 Reggio Arghillà, -29 Paola, -29 Castrovillari, -27 Cosenza, -24 Reggio S. Pietro, -17 Crotone, -13 Locri, -7 Laureana di Borrello). L’assenza di un numero adeguato di polizia penitenziaria genera una serie di “effetti a catena” che recano danno all’intero sistema, oltre a causare problemi di sicurezza ed a richiedere sforzi sovraumani del personale in servizio. La carenza complessiva di funzionari della professionalità giuridico-pedagogica è pari a 10 unità (Paola e Palmi hanno solo 1/2 unità in servizio). Tale carenza riverbera conseguenze negative sia sotto il profilo trattamentale e rieducativo sia sul fronte dell’accesso alle misure alternative. Nonostante l’elevata percentuale di detenuti stranieri, che in alcune carceri appartengono a 15/20 nazionalità diverse, i mediatori culturali in organico sono pochissimi (presenti solo in 3 istituti). Si considerino, a titolo di esempio, le difficoltà che incontrano le Aree sanitarie alla visita medica di primo ingresso se il detenuto è extracomunitario. La Sanità Penitenziaria (carenza di medici specialisti ed infermieri). Si registrano alcuni indubbi miglioramenti, ma permangono criticità (dall’insufficienza del personale medico di continuità assistenziale e di infermieri alla carenza di specialisti fino alle difficoltà di prestazioni o esami strumentali). Le carenze riscontrate aggravano le difficoltà, specialmente in relazione ai detenuti con patologie psichiatriche, costringendo tutte le altre professionalità a svolgere compiti e mansioni che non gli appartengono. Premesso ciò, la sanità penitenziaria appare in crescente risalita. Positive sia la rimodulazione dell’Area sanitaria e SAI nonché dei reparti di Osservazione psichiatrica e ATSM della Casa circondariale di Catanzaro, con l’assunzione di un nuovo modello di medicina penitenziaria, sia il Commissariamento dell’Area sanitaria della Casa circondariale di Arghillà, che ha consentito di ripristinare i turni medici diurni, l’assistenza medica h24 e l’assegnazione di nuovi specialisti. Per il resto, dopo la chiusura della sezione di Osservazione psichiatrica della Casa circondariale di Reggio “S. Pietro” è necessario individuare e/o realizzare al più presto un nuovo reparto in Calabria. Le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Le esperienze di Santa Sofia d’Epiro e di Girifalco appaiono valide. La prima, pur con limiti strutturali, ha consolidato nel tempo buone prassi terapeutiche (attualmente ospita 19 pazienti). La seconda, aperta alla fine del 2022, sebbene sia una residenza di indubbia eccellenza nel panorama nazionale, ha incontrato difficoltà dovute a ragioni logistiche e di sicurezza che ne hanno limitato la capienza (allo stato i pazienti sono 5). La capacità di accoglienza delle Rems risulta, pertanto, assolutamente insufficiente, considerato che la lista di attesa per l’ingresso nelle stesse, conta oltre 40 soggetti e che i rischi derivanti 4 dall’assenza di tutela gravano, oltre che sulle persone riconosciute socialmente pericolose, sulle rispettive famiglie e sull’intera collettività. Le camere di sicurezza. Si tratta delle strutture idonee nella disponibilità degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria nel periodo che precede l’udienza di convalida dell’arresto (o fermo) davanti al giudice. I transiti registrati in Calabria confermano la carenza di strutture (41 camere di sicurezza agibili) e la notevole limitazione dei transiti all’interno delle stesse (104 nell’intero anno). La carenza endemica di strutture in regione obbliga il pubblico ministero a disporre, quasi sempre, che l’arrestato (o fermato) sia condotto in carcere. Si ribalta in tal modo il rapporto regola/eccezione, esponendo l’interessato ad una “detenzione di fatto” in assenza di un provvedimento giurisdizionale. Gli eventi critici. Le informazioni acquisite (decessi, suicidi, atti di autolesionismo, manifestazioni di protesta, aggressioni, isolamento, infrazioni disciplinari, perquisizioni, etc) risultano di indubbio interesse in quanto documentano nel dettaglio i numeri, la tipologia e l’entità degli eventi critici. Il quadro complessivo mette in risalto due aspetti importanti: 1) le forme di vulnerabilità delle persone detenute; 2) la natura dei conflitti che vengono ad instaurarsi negli istituti penitenziari. Le luci. Con riferimento all’Area educativa e trattamentale, i progetti di istituto racchiudono un’offerta ben articolata, nonostante le difficoltà. Buona l’attività di taluni corsi professionalizzanti volti all’acquisizione di competenze nel mondo del lavoro e quella dei laboratori artigianali. Si pensi, a titolo esemplificativo, all’officina di lavorazione del ferro di Locri, in cui i detenuti realizzano le brande per gli istituti penitenziari italiani, ai laboratori di ceramiche di Catanzaro e Rossano, al laboratorio di infissi, alluminio e verniciatura di Vibo, al laboratorio pizzeria e panificazione di Paola o alla sartoria della sezione femminile di Reggio. A seguito dell’intervento del Garante regionale e del Vice Presidente della Giunta regionale, Giuseppina Princi, l’Ufficio Scolastico Regionale ha attivato alcune classi scolastiche di istruzione superiore presso le Case circondariali di Arghillà e Palmi. Tale necessità era stata segnalata anche dai magistrati dell’Ufficio di sorveglianza di Reggio Calabria. Viste le difficoltà insorte in altri territori, il Garante Muglia ha sollecitato la riattivazione del Tavolo Regionale per l’Istruzione negli Istituti di Pena. Buona la proposta didattica offerta dai Poli Universitari Penitenziari con numeri consistenti, un coinvolgimento sempre più importante e la nascita del terzo Polo a Reggio Calabria. E’ un mondo nel quale le aspettative e le emozioni dei detenuti si mescolano tra loro, intrecciandosi con la professionalità e sensibilità di docenti e tutor. La varietà delle offerte formative assume una importanza fondamentale, a volte decisiva. Allorquando alle persone detenute si offrono occasioni di formazione e di crescita i risultati non tardano ad arrivare. Lavoro, formazione, scuola e università costituiscono un terreno fertile in cui le probabilità che la persona in conflitto con la legge maturi una diversa percezione di sé sono oggettivamente più elevate. Quanto alla sanità penitenziaria il sistema appare in risalita, mostrando anche alcune eccellenze. Un plauso alla Casa di reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello e alla Sezione a custodia attenuata della Casa circondariale di Paola, che comprovano come una detenzione “altra e diversa” garantisca buoni risultati sia in termini rieducativi e di inclusione sociale che di riduzione della recidiva. L’Esecuzione Penale Esterna. I dati provenienti dall’UIEPE Calabria attestano la presenza di numeri importanti: nel 2022 gli uffici dell’interdistretto hanno gestito 8338 incarichi e nei primi sei mesi del 2023 hanno già raggiunto il numero di 6.594 incarichi (tra misure alternative alla detenzione, misure di sicurezza e indagini varie). Anche in questo caso è necessario rafforzare gli organici. L’Istituto Penale Minorile. Grazie all’intervento del Dipartimento Giustizia minorile e di Comunità la carenza di organico di Polizia penitenziaria, che perdurava da anni, è stata colmata. Dopo l’apertura della seconda sezione detentiva e l’estensione della capienza a 36 posti è necessario potenziare il numero dei funzionari di professionalità pedagogica (solo 2 a fronte degli 8 previsti in pianta organica) e sopperire alla carenza di mediatori linguistico-culturali e personale amministrativo (l’organico del comparto con funzioni centrali risulta quasi dimezzato). Il Centro di accoglienza per migranti di Isola Capo Rizzuto. In data 14.02.2023 il Garante ha effettuato una visita ispettiva presso il Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, unitamente ad una delegazione di esperti del Garante nazionale, redigendo il relativo Rapporto. La visita traeva origine dalla ricezione di segnalazioni aventi ad oggetto la presenza prolungata e le condizioni di 5 privazione della libertà personale di minori stranieri non accompagnati. Si reputano produttivi gli sviluppi successivi e le interlocuzioni attivate tra il Garante regionale e il nuovo Prefetto di Crotone, Franca Ferraro, circa l’evoluzione delle condizioni dei MSNA. La detenzione amministrativa presso le strutture calabresi necessita, in ogni caso, di essere approfondita in maniera adeguata, facendo ricorso ad un monitoraggio periodico e specialistico
Reggio: al “Righi” “Orientamento in uscita”, studenti a confronto con pilota Canadair
Scegliere bene la strada del presente per costruire il futuro al fine di sentirsi pienamente realizzati. Questo il messaggio della dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Augusto Righi”, Maria Daniela Musarella, regalato a studentesse e studenti, in occasione dell’incontro di orientamento in uscita dei giorni scorsi.
Un evento che ha visto ospiti di eccezione come il comandante Antonio Catizzone, pilota dei canadair e di linea che ha affascinato i presenti mentre illustrava la possibilità di solcare il cielo per vincere le fiamme per salvare ambiente e vite umane ed il professore Michele Buonsanti della facoltà di ingegneria dell’Università Mediterranea, che ha stimolato i presenti sull’importanza dello studio quale mezzo principale per vincere sempre nella vita.
Un incontro moderato dal professore Stefano Vazzana, docente dell’Istituto, che ben conosce i sogni dei ragazzi. “Scegliete bene – ha detto Vazzana – perché da ciò dipenderà il vostro futuro”.
Incontri di orientamento finalizzati a dare risposte concrete a quanti si trovano davanti al bivio della scelta.
Non scegliere per necessità ma per passione. E il comandante Catizzone ha raccontato la propria esperienza come pilota di Canadair svolta tra emozioni e responsabilità.
Silenziosi gli studenti ascoltavano mentre gli occhi palesemente sognavano i giorni di un prossimo futuro.
Il comandante poi è entrato nel merito di una missione di volo entusiasmando i presenti con quanto direttamente vissuto. “Non c’è un volo uguale all’altro. È una sfida continua. Un lavoro di grande precisione che si deve svolgere con equilibrio e professionalità”.
Nei suoi racconti appassionati ha fatto vedere idealmente ai presenti, il mare, il decollo, le fiamme e il vittorioso spegnimento facendoli sentire protagonisti del volo.
Il professore Buonsanti è poi entrato nel merito dei diversi corsi di studi universitari e degli sbocchi che dagli stessi potranno emergere.
“Oggi nel panorama odierno, ha rimarcato Buonsanti, avere il vostro titolo di studio è un privilegio, ma ricordate che voi disponete di un grande ventaglio di opportunità. Ieri ho incontrato studenti di questo istituto che non hanno fatto i piloti ma vivono il mondo aeronautico in altro modo. Ciò rappresenta un successo per la vostra scuola. La compagnia aerea Leonardo, per esempio, ha scelto quindici nostri neolaureati per assumerli”.
Presente anche il presidente dell’Aeroclub di Reggio Calabria Rino Sculco il quale si è congratulato con la Musarella e con i presenti affermando è stato colpito favorevolmente dall’Istituto Righi perché “i ragazzi sono veramente eccezionali”.
Un riferimento anche agli studenti della scuola che hanno già raggiunto il brevetto di pilota di aeroplano e volano pur essendo ancora tra i banchi del “Righi”.
“Cerchiamo di restare qui, ha detto, sperando che si possa realizzare un polo aeronautico per evitare che voi ragazzi dobbiate andare in giro per l’Italia per ricercare titoli aeronautici”.
La dirigente nel sostenere quanto affermato da Sculco ha esternato ai propri studenti piloti parole di grande apprezzamento. “Sapere che siete già piloti e portate con voi turisti per osservare l’Etna, lo stretto e la nostra bella Calabria è emozionante. Si mi emozionate perché siete quei bambini accompagnati il primo giorno di scuola dai genitori mentre oggi decollate grazie alle competenze acquisite in questa scuola. Complimenti a voi e ai vostri professori”.
Tra sorrisi ed applausi la dirigente ha promesso che quanto prima decollerà con il piper PA28 pilotato da Piero Gallo, uno dei tanti studenti brillanti dell’Istituto che al pari di altri ha conseguito il primo brevetto di volo.
Aeroporto dello Stretto, Nucera (La Calabria che vogliamo): “Enormi potenzialità da cogliere con un progetto serio”
Aeroporto dello Stretto ‘Tito Minniti’, Giuseppe Nucera, presidente del movimento ‘La Calabria che vogliamo’, si sofferma sulle potenzialità inespresse dallo scalo reggino e sulle soluzioni adatte a concretizzarne il rilancio.
“Viviamo un momento storico che vede un fermento unico e irripetibile rispetto allo sviluppo delle infrastrutture, manifestato in modo concreto dall’attenzione del Governo, e le risorse economiche a disposizione per realizzarle. Basti pensare al Ponte sullo Stretto, al Porto di Gioia Tauro, all’alta velocità e le infrastrutture stradali.
In questo contesto –evidenzia Nucera– il rilancio dell’aeroporto di Reggio Calabria rappresenta un’occasione che non è possibile lasciarsi sfuggire. Il ‘Tito Minniti’ ha tutti i requisiti e le caratteristiche per essere non solo l’aeroporto di Reggio Calabria, ma dell’intera area dello Stretto e di tutta la provincia, abbracciando sia la fascia ionica che quella tirrenica. Affinchè tutto questo si realizzi però, serve canalizzare nel modo opportuno non soltanto le risorse attualmente a disposizione, ma anche nuovi fondi da intercettare attraverso il Governo e l’Unione Europea.
I 25 milioni di euro del cosiddetto emendamento Cannizzaro sono certamente una buona base di partenza ma vanno indirizzati in progetti utili per lo scalo reggino, a partire dallo spostamento dell’aerostazione vicino alla linea ferroviaria e al pontile. E’ questo il presupposto iniziare per rivoluzionare il Tito Minniti e costruire un futuro davvero ambizioso, con la possibilità di accogliere centinaia di migliaia di passeggeri all’anno.
Il Governatore Roberto Occhiuto –prosegue il presidente del movimento La Calabria che vogliamo- si è dimostrato sensibile rispetto alla questione aeroporto, mettendo in campo una serie di azioni concrete e incisive per rilanciare uno scalo agonizzante. Adesso servono scelte coraggiose per proseguire in questo percorso, che richiede inevitabilmente un progetto nuovo rispetto all’attuale scalo.
In questo senso -conclude Nucera- c’è già una base progettuale concreta e definita, presentata tempo fa dall’imprenditore reggino Pino Falduto e che rappresenta una buona base di partenza per studiare e realizzare la migliore aerostazione possibile.
Da imprenditore turistico che da oltre 40 anni visita e si confronta con le principali realtà internazionali, compresi i mercati e le compagnie aeree, sono più che consapevole rispetto alle immense potenzialità che un aeroporto moderno e strategico offre. Potenzialità che è arrivato il momento di cogliere anche per lo scalo reggino, inserendolo in una rete di collegamenti ferroviario Jonio Tirreno e via mare con la realtà messinese”.
Il Presidente Mancuso plaude ad approvazione legge su piena accessibilità delle persone sorde alla vita collettiva”.
“Il Consiglio regionale ha onorato un impegno assunto lo scorso anno dal suo presidente, Filippo Mancuso, che ringrazio a nome dell’Ente Nazionale Sordi (ENS). Così come ringrazio, per la sensibilità dimostrata, il Gruppo della Lega a Palazzo Campanella, che ha proposto il testo di legge, e l’intero Consiglio che l’ha approvato all’unanimità”.
È quanto asserisce il presidente regionale dell’ENS Antonio Mirijello, che ha incontrato il presidente Mancuso dopo l’ok del Consiglio regionale alla legge recante “Disposizioni per l’inclusione sociale, la rimozione delle barriere e il riconoscimento e la promozione della lingua dei segni e la piena accessibilità delle persone sorde alla vita collettiva”.
Aggiunge Mirijello: “La sinergia fra il Consiglio regionale e l’ENS, ci consentirà di illustrare questa ottima notizia al convegno (1° dicembre ore 9.00 Sala Oro della Cittadella regionale) dedicato alla Giornata Internazionale dei Diritti delle persone con disabilità dal titolo ‘I diritti inviolabili delle persone sorde e delle persone sorde con più disabilità. “
Per il presidente Mancuso: “Grazie alla condivisione di tutte le forze politiche, l’Assemblea legislativa, anche in questa circostanza, dimostra di voler celebrare le ricorrenze, specie quelle in cui c’è da tutelare i diritti delle fasce sociali più fragili, con provvedimenti legislativi e amministrativi concreti. La nuova legge, infatti, intende favorire sostanzialmente l’accesso delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva in generale, in condizioni di parità con gli altri cittadini, alle attività formativo-educative e culturali, alle informazioni ed ai servizi pubblici regionali”.
Reggio: tutto pronto per la 2° edizione invernale del “Festival delle Migrazioni”
Si svolgerà dal 1 al 4 dicembre nella Città Metropolitana di Reggio Calabria la seconda edizione del Festival delle Migrazioni – Winter Edition, dal titolo ‘La rana nel pozzo non conosce il grande mare, diritti umani, migrazioni e cooperazione internazionale’.
Il Festival, organizzato dall’Associazione Coopisa, la Società Cooperativa Sankara, Last 20, e RE.CO.SOL – rete dei Comuni solidali, ha l’obiettivo di riuscire a creare occasioni di confronto, riflessione e ascolto, promuovendo la diversità come valore aggiunto di una Società civile.
Partendo dal primo incontro, giorno 1 dicembre, presso la sala “Federica Monteleone” del Consiglio Regionale della Calabria, si farà tappa nei Comuni di Sant’Alessio in Aspromonte, Laganadi, San Roberto e Cinquefrondi, Comuni che ospitano alcuni dei progetti SAI gestiti dalle organizzazioni coinvolte e che hanno fatto dell’accoglienza un valore identitario.
Cooperazione internazionale, diaspora, migrazioni LGBTQ+, sono solo alcune delle tematiche che saranno trattate durante la quattro giorni invernale, mettendo insieme varie narrazioni, con relatori nazionali ed internazionali, che analizzano il complesso quadro geopolitico attuale, le cause delle migrazioni e le modalità di accoglienza. Accanto a questo numerosi interventi artistici, laboratoriali, gastronomici e molto altro.
“Dopo il successo dello scorso anno, siamo spinti da una maggiore voglia di creare situazioni di confronto di un certo rilievo, per questo siamo entusiasti di ripresentare una seconda edizione invernale del festival, al quale siamo lieti di invitare tutta la cittadinanza” afferma il presidente dell’Associazione Coopisa, Luigi De Filippis.
Sarà dunque un’occasione per accrescere la rete territoriale, ponendo così ancora una volta la Calabria al centro di un dibattito sui temi di diritti umani e migrazione.
Il Consiglio metropolitano di Reggio Calabria ha approvato il Piano di Mobilità urbana sostenibile, uno strumento di pianificazione strategica che, secondo il sindaco Giuseppe Falcomatà, «è cruciale per lo sviluppo ed il futuro dell’intero territorio».
«E’ il primo documento, in questo senso, che approva la Città metropolitana sulla mobilità – ha spiegato – ed è frutto di un percorso di quasi tre anni, partito dal nostro ufficio tecnico e per questo ringrazio il dirigente alla Mobilità, Lorenzo Benestare. Per arrivare all’odierna approvazione, abbiamo coinvolto gli ordini professionali, le associazioni dei Comuni, i sindaci dell’area metropolitana. È stato un piano particolareggiato e molto partecipato e raggruppa tutti gli interventi di competenza della Città Metropolitana sulle infrastrutture, sulla mobilità sostenibile, sulla mobilità dolce, sull’accessibilità».
«Raggruppa – ha concluso il sindaco Falcomatà – anche quelli che sono, in previsione, gli interventi di Anas, ma è soprattutto un documento che guarda al futuro perché contempla la realizzazione delle infrastrutture sul territorio metropolitano, pure quelle relative, naturalmente, ai Comuni. Penso alla nuova tangenziale di Reggio Calabria, alla Pedemontana, alla Bovalino-Bagnara o a tutta una serie di nuove strade le cui schede sono state già inviate alla Regione».
Il consigliere delegato alla Viabilità, Carmelo Versace, ha ricordato come «il Pums, sintesi di un percorso davvero partecipato, è indispensabile per accedere a qualsiasi finanziamento statale sul settore dei trasporti». «Già in fase propedeutica alla sua approvazione – ha aggiunto – il Mit ha incrementato il punteggio di valutazione della Città Metropolitana che, adesso, supera il valore della soglia minima e consente l’accesso a risorse per 26 milioni su diversi progetti. Su un orizzonte temporale che va da 5 a 10, riusciremo a sviluppare un sistema di mobilità che rispetta ogni obiettivo sui settori ambientali, sociali ed economici. Dunque, saranno numerose le azioni finalizzate all’abbattimento delle emissioni inquinanti, alla congestione del traffico veicolare ed alla pericolosità delle strade. Le città senza Pums, infatti, hanno difficoltà a reperire finanziamenti. Ci stiamo dotando di uno strumento di pianificazione vitale per l’intera Città Metropolitana».
Sul tema della viabilità, il via libera è arrivato anche al finanziamento di 1,8 milioni per l’ultimazione dei Lavori di ammodernamento della SP7 nel tratto “Svincolo per Podargoni-Gambarie”, inserito nel IV lotto della “Gallico-Gambarie”. «L’opera – ha illustrato Versace – è completa per l’87%. Questa è, quindi, una delibera molto importante per un’infrastruttura arrivata ormai agli sgoccioli. Non possiamo più rinviare questa fase che permetterà di completare il IV lotto funzionale». Sullo stesso tratto di strada il Consiglio ha destinato 6,5 milioni, derivanti dal Por, per la parte che collega “Mulini di Calanna svincolo per Podargoni-Santo Stefano”, inserita in un progetto cosiddetto “a cavallo” e che rientra, appunto, nel III lotto della Gallico-Gambarie.
Quindi, il consigliere Michele Conia ha «fortemente apprezzato» l’approvazione del Consiglio alla convenzione fra l’Ente e il Comune di Sant’Alessio in Aspromonte per l’adesione e la realizzazione del Progetto Sai, l’iniziativa nazionale per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di protezione sussidiaria o umanitaria. «L’unico ponte possibile – ha detto Conia – è quello che unisce e salva le vite delle persone. Per la prima volta ampliamo il pacchetto sull’accoglienza destinato ai profughi di guerra e ai rifugiati. E’ una proposta giusta, bella, in risposta ai tristi fatti di Cutro».
Una variazione di bilancio in entrata, poi, permetterà al Settore Servizi sociali, considerato il trasferimento di 57 mila euro dal comparto Lavoro e Welfare della Regione, di predisporre interventi riconducibili a persone in condizione di povertà estrema e senza dimora. Sul punto ha relazionato il consigliere delegato Domenico Mantegna che ha raccolto, successivamente, i favori dell’aula su un’altra variazione, all’interno Peg di settore, che contempla il recupero di somme utili ad incrementare, per 62 mila euro, i capitoli sui progetti di utilità sociale. «Attraverso un tavolo di confronto con le associazioni delle persone non udenti e non vedenti – ha spiegato Mantegna – abbiamo inteso creare un unico capitolo, per circa 80 mila euro, destinandolo a “Sussidi economici a favore di persone non vedenti, non udenti, sordomute e sordocieche”».
La Sviprore, poi, si occuperà dell’organizzazione del Natale metropolitano, in un percorso triennale dopo l’ok allo schema di convenzione che permetterà, alla società “in house”, di confermare gli ottimi risultati ottenuti con l’allestimento di due importanti eventi come il “Festival Aria” ed il “Giro ciclistico della Città Metropolitana. L’intervento è proiettato a raccogliere tutte le proposte dei 97 Comuni metropolitani, compresi quelli che non hanno usufruito delle somme inserite nel precedente bando per le iniziative estive e che considerava, comunque, le attività in programmazione per le feste di dicembre.
Il Consiglio metropolitano è proseguito con l’approvazione di tutti i 23 punti posti all’ordine del giorno.
Nel corso della seduta non sono mancati i saluti e gli attestati di stima, da parte dei consiglieri intervenuti, al sindaco Giuseppe Falcomatà ed agli eletti rientrati fra i banchi di Palazzo Alvaro dopo la piena assoluzione da parte dei giudici della suprema corte di Cassazione. In particolare, il consigliere Mantegna ha invocato «la modifica della Legge Severino che è ingiusta ed eccessivamente punitiva per i sindaci e gli amministratori che, il più delle volte, vedono cadere in un nulla di fatto le contestazioni che ne hanno causato la sospensione dalla carica».