È’ attraccata sulla banchina di ponente del porto di Gioia Tauro la nave Rise Above dell’Ong tedesca Mission Life Line con a bordo 27 profughi tutti di nazionalità siriana. L’imbarcazione è una cinque appartenenti ad altrettante Organizzazioni non governative tornate in mare per effettuare operazioni di salvataggio dei naufraghi al largo del Mediterraneo a qualche settimana dalla presentazione del decreto in arrivo, annunciato dal governo, sul cosiddetto codice di condotta delle ong. A bordo della Rise Above che nell’immediatezza dell’operazione di soccorso ha chiesto e ottenuto un porto sicuro così come prevedono le linee dei nuovi protocolli in via di approvazione, ci sono 9 donne, due bambini, tre anziani e un minore non accompagnato. I migranti sono stati soccorsi in acque internazionali mentre si trovavano su un barcone in fibra con un piccolo motore fuoribordo. Le loro condizioni di salute appaiono buone. Dopo l’arrivo saranno sottoposti a visita medica e tamponati per poi essere trasferiti in una struttura messa a disposizione dal Comune di Gioia Tauro. Sul posto personale della Polizia di Stato, della Croce Rossa, mediatori culturali e militari della Capitaneria di Porto. (ANSA).
Rise Above
Reggio Calabria: Occhiuto spiega i motivi dell’approdo in Calabria della Rise Above
“La Rise Above è stata accolta in Calabria, a Reggio, perché la Ong ha operato con il concerto delle autorità competenti. Devo dire, però, che la mia Regione non ha accolto solo questa nave. Dall’inizio dell’anno in Calabria ci sono stati sbarchi che hanno dato ospitalità a 15mila immigrati”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo ad “Agorá”, su Rai3. “Ci sono nuove rotte dell’immigrazione – ha aggiunto – che stanno riguardando la Calabria. C’è un Comune bellissimo, Roccella Jonica, che è stato interessato da numerosi sbarchi. Però non facciamo polemiche sui migranti. La mia è una Regione abituata a subire l’emigrazione. Tanti calabresi nel corso degli anni sono emigrati in altri Paesi del mondo. La Calabria è una Regione accogliente, ma credo che questo sia un processo che vada governato. Quando emigravano gli italiani andavano in Paesi che governavano l’immigrazione. Oggi noi non riusciamo a farlo. Sarebbe utile che ci facessimo sentire un po’ di più in Europa e che tutta la comunità politica fosse più unita. Trovo singolare che addirittura si festeggi quando l’Europa dice no al governo nazionale. Bisogna tifare per l’Italia a prescindere del colore politico dell’esecutivo. Se l’Europa si dimostra solidale se ne avvantaggia il Paese intero, non solo una parte politica“. (ANSA).
Reggio Calabria: l’equipaggio della Rise Above salvati prima dell’affondamento
La Rise Above, la nave della ong Mission Lifeline approdata stamani nel porto di Reggio Calabria con 89 migranti tutti sbarcati, non ha vincoli e potrà riprendere il mare quando l’equipaggio lo vorrà. E’ quanto si è apprende da fonti della Prefettura. L’imbarcazione, secondo quanto si è appreso, avrebbe già fatto il bunkeraggio marittimo. (ANSA)
Gli 89 migranti sbarcati stamattina a Reggio Calabria sono stati salvati dalla ong Mission Lifelive in acque internazionali grazie al sistema di messaggi “Navtex”. È quanto spiega un componente dell’equipaggio della nave Rise Above dopo che sono terminate le operazioni di identificazione dei migranti e dei marittimi. “Abbiamo ricevuto – dice – il messaggio radio dalla ‘Navtex” che ci ha dato la posizione dove si trovavano i migranti”. Sul posto, stando a quanto riferisce il marittimo, “abbiamo trovato tre barche. Non so esattamente chi ha mandato il messaggio ma è un sistema utilizzato dai marinai. Noi eravamo la nave più vicina e siamo intervenuti. Se c’è una barca che ha persone in difficoltà, che stava affondando e in cui ci sono bambini, si deve intervenire. Una persona che rischia di morire in mare deve essere soccorsa”. “I migranti – ha aggiunto il componente dell’equipaggio della Rise Above – erano molto stanchi. Erano ormai da giorni in mare. Non c’erano casi molto gravi o problemi di salute tranne la disidratazione e malnutrizione. Erano tutti senza cibo e acqua da tre giorni. Ma c’erano anche donne incinte e bambini molto piccoli. Siamo stati sei giorni in mare con loro prima che ieri sera una comunicazione delle autorità ci indicasse il porto di Reggio”. Questo sarebbe stato possibile perché i migranti sono stati salvati dalla Rise Above nella zona Sar dell’Italia. Complessivamente, quindi, sono rimasti in mare circa 9 giorni. (ANSA)
La Rise Above, la nave dell’ong Mission Lifeline giunta stamani nel porto di Reggio Calabria con 89 migranti a bordo sbarcati tutti regolarmente, ha lasciato in serata il porto di Reggio Calabria ed ha ripreso il mare. E’ quanto si evince dal sito Marine Traffic che monitora il movimento di tutti i natanti in mare. Lasciato lo scalo reggino, la nave, guardando il sito, sembra diretta verso sud. D’altro canto, le autorità reggine, stamani, avevano già fatto presente che la nave non era soggetta ad alcuna restrizione e che sarebbe potuta ripartire a discrezione dell’equipaggio. (ANSA).
“Ci è stato chiesto più volte in quale zona di ricerca e salvataggio (SAR) eravamo attivi. Per chiarire: Il #RiseAbove è stato coinvolto in 3 casi di emergenza (casi SAR) il 3 novembre 2022. 95 persone sono state salvate da 3 barche di legno. Tutti e 3 i casi hanno avuto luogo nella zona SAR maltese“. E’ quanto si legge in un tweet dell’ong Mission Lifeline. (ANSA).
Reggio Calabria accoglie la Rise Above: 89 migranti tra cui 43 minori tratti in salvo
89 migranti di varia nazionalità provenienti dall’Africa, tra cui 19 donne, 43 minori di cui 8 di età inferiore a 7 anni e 3 di pochi mesi di vita, sono stati a bordo della nave Rise Above controllati dalla ONG Mission Lifeline. L’imbarcazione è stata monitorata costantemente dalle autorità portuali ed è stata ferma per diversi giorni davanti alle coste della Sicilia orientale. Inizialmente è stato disposto il divieto di sbarco, ma dopo numerosi incontri, le autorità hanno deciso di far sbarcare tutti i membri della nave nel porto di Reggio Calabria. (ANSA).
L’arrivo della nave nel tratto predisposto, scortata da 2 motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaria di Porto, è stato lungo a causa dei vari iter procedurali applicati e le operazioni di sbarco sono cominciate alle ore 7.30 del mattino. Appena giunti a terra, tutti i migranti sono stati trasferiti nella palestra della scuola Boccioni di Gallico, struttura adibita ad accogliere le persone in attesa che vengano trasferiti secondo i riparti stabiliti dal ministero degli Interni. Nessun giornalista ha potuto parlare con l’equipaggio della nave Rise Above gestita dalla ONG Mission Lifelive. Mentre le persone giunte a terra hanno ricevuto gli immeditati soccorsi, i membri dell’equipaggio sono ancora all’interno della nave in attesa di scendere secondo le normative portuali. (ANSA).
Gli 89 migranti, tra cui una quarantina di minori e otto bambini in tenera età, salvati dalla nave Rise Above e sbarcati in mattinata a Reggio Calabria, sono scesi a terra perché l’intervento dell’imbarcazione della Ong tedesca Mission Lifeline è considerato un evento Sar a differenza della situazione delle altre due navi Geo Barents e Humanity one ferme a Catania. E’ quanto si è potuto apprendere a Reggio Calabria dalle autorità presenti all’atto dello sbarco dei naufraghi. L’acronimo Sar deriva dal termine inglese search and rescue e indica un insieme di operazioni di salvataggio, in questo caso navali, mirate alla salvaguardia della vita umana in particolari situazioni di pericolo. (ANSA).