Home » Campagna referendaria: Forza Italia conclude il tour calabrese a Reggio

Campagna referendaria: Forza Italia conclude il tour calabrese a Reggio

L'appuntamento reggino nella Sala "Federica Monteleone" del Consiglio Regionale

di S L
45 letture

Il tour di Forza Italia Calabria a sostegno del “Sì” alla riforma della Giustizia si è concluso oggi a Reggio Calabria.

In vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo, tutta la Regione è stata attraversata con una serie di appuntamenti pubblici finalizzati ad illustrare contenuti e ragioni del “Sì”, a conferma della volontà di Forza Italia di tenere alta l’attenzione su un tema che ritiene centrale per il futuro di tutto il Paese.
Prima tappa venerdì a Catanzaro, nel Palazzo della Provincia; seconda a Crotone, all’Hotel Lido degli Scogli. Sabato, appuntamento prima a Cosenza, nello storico salone degli specchi del Palazzo della Provincia, e poi a Lamezia Terme, nel Chiostro San Domenico. Chiusura oggi, 8 marzo, a Reggio Calabria, nella sala “Federica Monteleone” del Consiglio regionale.
L’appuntamento reggino ha rappresentato il momento conclusivo del tour regionale e ha riunito diverse autorità, amministratori, sindaci, parlamentari, operatori del mondo forense, ma soprattutto liberi cittadini, che hanno gremito la sala.
Tra gli illustri relatori, Enrico Costa, già ministro, oggi deputato e membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ha evidenziato i contenuti della riforma sottolineandone gli effetti sul sistema giudiziario: «La riforma è importante e migliorerà la giustizia: garantisce equilibrio e parità tra accusa e difesa davanti a un giudice terzo e imparziale; assicura che nei tribunali e nelle procure le scelte di carriera avvengano per merito e non per appartenenza alle correnti; stabilisce che anche i magistrati, come tutti i cittadini, rispondano degli errori commessi. Non vi sarà alcun indebolimento del Csm: il Consiglio Superiore della Magistratura manterrà le stesse proporzioni attuali, con due terzi di magistrati e un terzo di laici, articolato in due organi distinti, uno per l’accusa e uno per i giudici».

Sui tempi della giustizia ha aggiunto: «La riforma non allungherà i tempi dei processi, ma li accorcerà: le 226 mila assoluzioni in primo grado registrate nell’ultimo biennio dimostrano che, con indagini preliminari svolte sotto il controllo di un giudice forte, libero e terzo, molti procedimenti non arriverebbero a processo. Ci sarebbero meno processi inutili e quelli realmente necessari beneficerebbero di una corsia preferenziale e di maggiore celerità».
Le conclusioni di ogni tappa sono state affidate sempre agli interventi magistrali del viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e di Giorgio Mulè, vice presidente della Camera dei Deputati e responsabile di Forza Italia per la campagna referendaria a sostegno del Sì.
Il viceministro Francesco Paolo Sisto, collegato in diretta da remoto, ha sottolineato il valore della riforma: «Il referendum sulla giustizia introduce un principio di assoluto buonsenso: garantire ai cittadini un giudice davvero terzo e imparziale, distinto da chi accusa e da chi difende. È un principio che tutti comprendono immediatamente: nessuno accetterebbe un arbitro della stessa città di una delle due squadre che scendono in campo. Vogliamo rendere il processo più equilibrato e trasparente. È una riforma semplice, chiara e soprattutto utile: tutela il cittadino quando entra in un’aula di tribunale e allo stesso tempo tutela i magistrati che vogliono esercitare il loro ruolo con piena indipendenza».
Sulla stessa linea anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè: «Bisogna uscire dalle gabbie ideologiche, come invoca Marina Berlusconi, liberandosi e spezzando le catene del pregiudizio: è il miglior auspicio a due settimane dal voto sul referendum della giustizia. La Calabria perbene, quella meravigliosa Calabria che non si lascia intimidire dagli anatemi offensivi, sta dimostrando la sua grande forza in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo: pensare con la propria testa. Per questo i tre giorni in Calabria sono stati esaltanti negli incontri e nel dialogo con migliaia di calabresi, nell’affrontare le ragioni vere e profonde di un referendum che migliora la giustizia senza sfregiare la Costituzione. Questa terra dimostrerà di avere la maturità di scegliere le ragioni del Sì perché non lo farà per vendetta, ma con la convinzione che finalmente avremo un giudice libero, terzo e imparziale».

Potrebbe interessarti: