Un successo che sa di rivincita, cuore e unità. La Domotek Volley ha alzato al cielo la Del Monte Supercoppa, e il centrale Luca Presta è stato tra i protagonisti assoluti di una notte magica. Al PalaBigi, salutato “finalmente” con un sorriso, il giocatore amaranto ha analizzato la vittoria, senza nascondere emozione e determinazione in vista del futuro.
“Il mio motto è sempre quello di spingere al massimo, di dare tutto per ogni palla – ha esordito il forte centrale nativo di Belvedere Marittimo –. Abbiamo giocato e spinto molto bene. Volevamo riscattarci dopo gara 5, non era facile secondo me, però noi siamo una squadra unita, sempre lì per lottare su ogni pallone. E questo secondo me è stato il nostro punto di forza”.
Un addio, almeno al PalaBigi di Reggio Emilia dopo una saga tra le due formazioni durata per ben 7 partite. “Ora ci aspetta tutta una serie di playoff contro la super insidiosa Acqui Terme, che ha già fatto fuori Castellana e Gioia del Colle. Non è una sfida casuale. A Reggio Calabria lo sappiamo benissimo”.
Presta non nasconde le difficoltà che attendono la Domotek nel prossimo turno: “Sì, sicuramente è una sfida difficile, come è stata con Reggio Emilia. Conosciamo la squadra che andiamo ad affrontare, i giocatori che giocano per la squadra piemontese. Ma noi dobbiamo guardare a noi stessi e sapere su cosa puntare. Insieme al pubblico, a tutta la gente di Reggio Calabria e della Calabria, ce la possiamo fare”.
Il pensiero, nel momento più bello, non poteva che andare a una persona speciale. “La dedichiamo al “Mancio”, al nostro compagno Matteo Mancinelli – ha ripetuto Presta con emozione –. Durante la settimana, prima della partita, ci ha inviato un bellissimo messaggio e non potevamo deluderla”.
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La carica di Presta è il manifesto di una squadra che non ha intenzione di fermarsi verso il traguardo della Serie A2. La Supercoppa è già nel passato, lo sguardo è tutto sul difficile impegno playoff contro Aqui Terme.
Vittoria in Supercoppa della Domotek: le emozioni del DG Marco Tullio Martino
Un’impresa che sembrava impossibile, una gioia che si tinge di ricordi e affetto. La Domotek Volley ha vinto la Del Monte Supercoppa e lo ha fatto dove nessuno pensava fosse possibile: sul campo avversario, in quel Palabigi di Reggio Emilia che era diventato un vero e proprio tabù.
A parlare è l’anima societaria, dal giorno zero accanto al founder Antonio Polimeni,, il Direttore Generale, l’Avvocato Marco Tullio Martino, che non trattiene l’emozione e dedica il trofeo con il cuore in mano.
Le prime parole di Martino sono un pugno allo stomaco, ma di quelli dolci. Con voce carica di commozione, il DG spiega: “Chi la dedichiamo questa Supercoppa? Io la dedico al mio papà che mi segue da lassù”.
Cosa serviva per rompere la maledizione del Palabigi? Martino non ha dubbi: “Servivano questi ragazzi, la nostra squadra. Alla fine hanno dimostrato a se stessi, e un po’ a tutti, che non hanno veramente limiti”. Il DG ammette le difficoltà iniziali: “Vincere lì sembrava impensabile. Avevamo visto quanto equilibrio ci fosse tra le due squadre. Eravamo convinti che il fattore campo sarebbe stato sempre decisivo: loro non avrebbero mai vinto qua e noi non avremmo mai vinto lì. Tanta parità, un equilibrio sottilissimo. Invece abbiamo dimostrato che se si vuole, si fa. Abbiamo vinto con grande merito sul campo di una grande squadra”.
Nel vortice della festa, Martino spende parole pesanti come macigni per il tecnico Antonio Polimeni, definito dai telecronisti “l’allenatore rivelazione”. “Ma tu lo sapevi dall’inizio?”, si chiede retoricamente il DG. “Io lo sapevo dalla Serie B. Da Bisignano. Antonio Polimeni è indispensabile per questa città, come la città è indispensabile per lui. Vive di questa identità, del legame col territorio. Ne trae linfa per nuove idee, nuove battaglie, nuove prospettive”. Un elogio senza riserve: “La sua lungimiranza deve essere un esempio per tutti noi. Non può che essere un esempio”.
Lo sport, però, sa essere crudele. Martino non dimentica il pallavolista infortunato, Matteo Mancinelli. “Mancinelli purtroppo ci ha ricordato come lo sport a volte sia crudele. Lui stava emergendo in tutte le sue qualità, ma sul più bello si è fatto male. Siamo con lui e lo aspetteremo”.
Il DG rivela un retroscena commovente: “Eravamo collegati in videochiamata negli ultimi punti. È stata un’emozione nell’emozione. Non ci sono parole per descrivere il dispiacere per un compagno di squadra, per un compagno di vita. Questa Supercoppa è tutta sua”.
A chi non è mai entrato al PalaCalafiore per vedere la Domotek, l’avvocato lancia una sfida diretta: “Chi mi chiedeva ‘che cos’è la Domotek?’, io dico: vieni e mi ringrazierai. Chi viene e tocca con mano, poi si innamora. Venite e provate davvero il perché di tutta questa gioia”.
Infine, un pensiero sul valore civile dello sport. Reggio Calabria stringe la mano a Reggio Emilia. “A Reggio Emilia c’è stata una stima reciproca come se fossimo distanti 3 km. Noi proviamo a portare un po’ di Reggio Calabria in giro per l’Italia: la nostra identità, il nostro rispetto, l’ospitalità, la gentilezza”. E citando la famosa telecronaca condivisa, conclude: “Lo sport ci deve unire e fare abbracciare, non certo dividere.”.
La Domotek ha vinto una Supercoppa. Ma ha portato a casa molto di più: la consapevolezza che “non ci sono limiti”.