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GOL Calabria: “Quote Rosa” denuncia il ritardo del catalogo sui corsi mai partiti

“Diritti sospesi per chi ha perso il lavoro”, attacca la Presidente dell'Associazione "Quote Rosa", Anna Comi

di redazione
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“Non ci è pervenuto il catalogo per i corsi GOL. Siamo ad aprile, non ci sono i tempi tecnici per poterli attivare, visto che il GOL scade il 30 giugno 2026”.

Una risposta che appare formale, ma che fotografa una realtà ben più grave: il Programma GOL, nato per favorire il reinserimento lavorativo, in Calabria rischia di lasciare senza strumenti proprio chi ne ha più bisogno.

A denunciarlo è Anna Comi, presidente di Quote Rosa, raccogliendo segnalazioni che delineano un quadro diffuso: mesi di inattività per percettori Naspi senza alcuna proposta formativa, corsi avviati e mai conclusi, esami non programmati e attestazioni bloccate anche a distanza di un anno.

“Non siamo davanti a casi isolati – dichiara Comi – ma a un sistema che si inceppa proprio nel momento in cui dovrebbe funzionare. Il risultato è un vuoto concreto: persone che escono dal sostegno economico senza aver ricevuto alcuna opportunità reale di reinserimento”.

Il tempo è il nodo centrale. Con la scadenza del programma fissata al 30 giugno 2026, i ritardi accumulati rischiano di tradursi in occasioni definitivamente perse. “Arrivare ad aprile senza corsi attivi e senza esami conclusi – prosegue – non è più giustificabile”.

Quote Rosa parla di diritti sospesi, evidenziando come a pagare il prezzo più alto siano spesso le donne, ma più in generale tutti i disoccupati che si trovano senza un supporto concreto. “Mentre i dati ufficiali parlano di obiettivi raggiunti e migliaia di persone formate, sul territorio emergono storie di percorsi mai iniziati, esami mai conclusi e attestazioni che non arrivano. È qui che si misura la distanza tra le politiche annunciate e i diritti realmente garantiti”.

“Il lavoro non può restare una promessa – conclude Anna Comi – e le politiche attive non possono trasformarsi in attese senza fine, altrimenti saremmo di fronte al fallimento del sistema”.

 

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