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Alla sede della Lega Navale di Reggio in scena lo spettacolo “Novecento. Il terzo gradino”

Il 23 maggio lo spettacolo finale della Scuola di Formazione in Canto, Teatro e Arti Sceniche diretta da Caterina Verduci e Vincenzo Mercurio

di Sebastiano Plutino
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Il mare come confine dell’anima, la musica come respiro della scena, il teatro come luogo d’incontro e trasformazione. Sarà un’esperienza intensa e carica di suggestioni “Novecento. Il terzo gradino”, la messa in scena finale della Scuola di Formazione in Canto, Teatro e Arti Sceniche diretta da Caterina Verduci e Vincenzo Mercurio, in programma il 23 maggio alla Lega Navale di Pellaro.

Lo spettacolo, tratto dal celebre monologo teatrale “Novecento” di Alessandro Baricco, rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo degli allievi e delle allieve della Scuola per l’anno 2025/2026. Un appuntamento che unisce recitazione, musica e movimento scenico in una narrazione evocativa, costruita attorno al simbolismo del “terzo gradino”, soglia metaforica tra ciò che è conosciuto e l’immensità dell’ignoto.

 

La scena ispirata al mondo di Baricco

La regia e la direzione artistica curate da Vincenzo Mercurio e Caterina Verduci pongono al centro la fusione tra musica e narrazione. La scenografia minimalista richiama la vastità del mare e l’atmosfera sospesa del transatlantico di Novecento, mentre il pianoforte diventa il cuore pulsante dell’intera rappresentazione.

Sul palco, i movimenti degli attori evocano la vita a bordo della nave, alternando momenti di intimità a quadri più spettacolari. L’obiettivo della regia è trasmettere la malinconia, il fascino e la suggestione di un’esistenza vissuta interamente tra le onde, sospesa tra desiderio di libertà e timore dell’infinito.

 

Il significato del “terzo gradino”

Nel monologo di Baricco, il terzo gradino assume un valore profondamente simbolico. Per il protagonista, cresciuto sul transatlantico e incapace di concepire la vita sulla terraferma, quel gradino rappresenta il limite tra una realtà controllabile e la vertigine di un mondo sconfinato.

Rinunciare a scendere significa scegliere la propria dimensione esistenziale, accettando che la libertà assoluta possa anche spaventare. Il “terzo gradino” diventa così metafora della paura e dello stupore che accompagnano ogni scelta decisiva, quando il coraggio e l’identità personale vengono messi alla prova.

 

Un percorso artistico condiviso

“L’esperienza scenica di fine anno rappresenta il culmine di un percorso fatto di studio, ricerca, scoperta e collaborazione. Sul palco si intrecciano emozioni autentiche, nate dall’impegno, dalla creatività e dalla crescita personale di ciascun allievo” affermano Caterina Verduci e Vincenzo Mercurio.

In Novecento, continuano, “ogni scena racconta un viaggio individuale e collettivo, mostrando non soltanto le competenze tecniche acquisite durante l’anno, ma anche il valore dell’esperienza di gruppo e del processo creativo condiviso. Lo spettacolo diventa così un momento di profonda connessione con il pubblico e un invito a riconoscere nel teatro e nelle arti sceniche strumenti di espressione, dialogo e trasformazione”.

“Il teatro è incontro”: la visione artistica

“Il teatro, il canto e la musica sono capaci di vivere nel dialogo costante tra chi crea e chi assiste. Ogni spettacolo nasce dall’incontro di voci, corpi, emozioni e sguardi, trasformando le differenze in un’esperienza comune. Gli allievi di ogni classe d’età si riconoscono in un patto silenzioso: condividere un frammento di vita, effimero ma intenso, in cui storie e sentimenti si intrecciano” evidenziano ancora Verduci e Mercurio, sottolineando il valore umano e collettivo dell’esperienza teatrale. Perché, concludono, “il teatro ci ricorda che l’incontro è il cuore dell’arte e della vita stessa”.

 

Il contributo dei musicisti e della danza

La messa in scena vedrà il contributo di importanti artisti e docenti che accompagneranno gli allievi durante la rappresentazione.

Le musiche di scena saranno affidate a Gian Bruno Meduri al pianoforte e a Demetrio Fortugno al clarinetto.

Parteciperà inoltre Daniele Ficara, docente e maestro di danza e arti marziali, che contribuirà alla costruzione del linguaggio corporeo e scenico dello spettacolo.

Appuntamento il 23 maggio alla Lega Navale

L’appuntamento con “Novecento. Il terzo gradino” è fissato per il 23 maggio alle ore 18:30 presso la Lega Navale Italiana – sezione Reggio Calabria Sud, sul Lungomare di Pellaro a Reggio Calabria.

L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: teatroproskenion@gmail.com.

Un appuntamento che promette di trasformare il palcoscenico in un mare di emozioni, dove musica, parole e corpi si incontrano per raccontare il coraggio di restare fedeli alla propria identità, anche davanti all’infinito.

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